Scoppia la “Maduro mania”: boom di richieste e vendita per la tuta e la maglietta indossate dal presidente del Venezuela al momento dell’arresto

  • Postato il 5 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Tutto può fare tendenza, anche la cattura di Maduro. Accade infatti che l’arresto dell’autocrate venezuelano da parte dell’esercito degli Stati Uniti si stia rivelando una ghiotta occasione di marketing per due aziende, che hanno avuto la “fortuna” di vedere i propri articoli indosso a Maduro in un paio di momenti chiave di quel che è successo negli ultimi giorni.

È bastato che Donald Trump condividesse sul suo social network Truth la foto del presidente venezuelano a bordo della nave militare USS Iwo Jima – ammanettato e con gli occhi coperti da speciali occhiali – con addosso una tuta grigia della Nike per far schizzare le ricerche online e le richieste dello stesso modello sui siti di e-commerce. Una “febbre”che ha rapidamente portato al sold out della tuta in diverse taglie.

Situazione analoga per la maglietta Origin sfoggiata da Maduro subito dopo il suo arrivo alla base della Guardia Nazionale Aerea Stewart a Newburgh. L’articolo è divenuto immediatamente virale e il brand in questione ha cavalcato l’onda con un post sui propri social, scrivendo: “Benvenuto in America. Purtroppo, la nostra maglietta Rtx “Patriot Blue” non sarà disponibile prima della primavera. Ma è disponibile per il preordine!”.

Quando la cattura diventa un meme

Al di là del marketing, la cattura di Maduro è diventata un “evento” sui social grazie alla quantità di meme prodotti e diffusi dall’amministrazione Trump, a partire da quello postato sul profilo X del Dipartimento di Stato americano. “Il presidente Trump è un uomo d’azione. Se non lo sapevi, ora lo sai” recita il post che accompagna un’immagine in bianco e nero del presidente americano. Sulla foto una scritta in rosso che recita: “Non giocare con il presidente Trump”. La Casa Bianca ha invece realizzato un meme con una foto del tycoon che esce da un’auto, in aeroporto, e la scritta ‘FAFO’, acronimo che come spiega il Wall Street Journal sta per: “F-Around and Find Out”, ovvero “Combinare guai e scoprire cosa succede”. Si tratterebbe di un modello educativo che incoraggia i genitori a lasciare che i figli imparino dalle conseguenze delle loro azioni, invece di iperproteggerli.

A completare il quadro è Katie Miller, ex consigliera di Trump e moglie del vice capo dello staff della Casa Bianca Stephen Miller, che dopo l’attacco in Venezuela sembra voler suggerire i prossimi piani degli Stati Uniti. Miller ha infatti pubblicato una mappa della Groenlandia raffigurata con i colori della bandiera americana e la didascalia: “Presto”. Non è un mistero, infatti, che Donald Trump abbia più volte auspicato la presa di controllo della Groenlandia (appartenente politicamente al Regno di Danimarca) da parte degli USA.

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Il Fatto Quotidiano

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