Scolmatore del Bisagno, fine lavori nel 2028. Rebus viabilità e smarino: a regime 400 camion al giorno diretti a cava Cavalletti

  • Postato il 29 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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Scolmatore avvio scavo

Genova. Con l’arrivo del nastro trasportatore per lo smarino, la talpa dello scolmatore del Bisagno si sta preparando per entrare nel vivo del suo lavoro: la galleria sarà terminata entro gennaio 2027, pronta per essere utilizzata in caso di emergenza, mentre la chiusura definitiva del cantiere arriverà entro l’aprile del 2028.

Queste le date cardine emerse dall’incontro del Comitato di Monitoraggio dei lavori per la realizzazione dello scolmatore Torrente Bisagno, l’osservatorio territoriale tornato a riunirsi martedì scorso. Presente, oltre ai rappresentanti territoriali dei municipi Media Valbisagno, Bassa ValBisagno e Medio Levante, l’assessore alla Difesa del Suolo di Regione Liguria Giacomo Raul Giampedrone, soggetto attuatore del Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico. Da quando è diventata operativa, la talpa, non ancora a pieno regime, ha scavato i primi 200 metri di tunnel. Il nastro trasportatore arrivato in questi giorni e in attesa di essere installato darà il boost decisivo per l’accelerazione dei lavori.

Il rebus dello smarino e della logistica fuori dal cantiere

Sul tavolo dell’osservatorio anche la gestione delle terre di scavo e, soprattutto, l’impatto che avrà sulla viabilità della vallata. “Sono 400 i carichi di terra che ogni 24 ore usciranno fuori dal cantiere quando la talpa lavorerà a pieno regime – sottolinea Antonio Tricarico, consigliere municipale della Media Valbisagno e nel board dell’osservatorio – un numero molto elevato che sicuramente avrà delle ripercussioni sul traffico della vallata. Come osservatorio abbiamo richiesto che vengano assicurati standard di sicurezza elevati, che partono dalla pulizia delle ruote all’area di attesa dei camion. Si sta valutando di creare un’area di attesa in via Adamoli, tra piazzale Bligny e il cantiere, per permettere il ciclo continuo di carico e scarico delle terre di scavo”, aggiunge Tricarico.

Terre da scavo che, come previsto, saranno stoccate presso la cava Cavalletti di Molassana, in attesa di una caratterizzazione della loro composizione per destinazione future. Tra le ipotesi messa a progetto quella di utilizzare il materiale estratto per i ripascimenti delle spiagge genovesi (Voltri su tutte) o per i cassoni della nuova diga. “Il problema sarà vedere cosa si scava – osserva Tricarico – il problema è che lo spazio della cava Cavalletti ad oggi non è sufficiente”. Secondo le stime portate al tavolo dell’osservatorio, infatti, nel sito di Molassana potranno essere stoccato solamente un terzo del materiale previsto “Fattore che impone una soluzione immediata, prima che diventi un problema per il proseguimento dei lavori”.

Il cantiere in alveo e i monitoraggi

Oggetto di chiarimento anche le lavorazioni in alveo previste dal progetto. Secondo quanto riportato durante l’incontro nei prossimi mesi dovranno essere allestite opere di sbarramento del cantiere all’interno del greto del Bisagno, per  proteggere gli scavi da piene, in vista delle piogge autunnali. Un accorgimento necessario per prevenire stop e ulteriori ritardi nelle lavorazioni.

scolmatore foto di Roberto Bobbio da citare sempre
Foto di Roberto Bobbio: i container con il nastro trasportatore pronto per l'assemblaggio

Per quanto riguarda la passerella pedonale interferita dal cantiere, è stato confermato il suo rifacimento, che avverrà in una seconda fase, vale a dire a termine dei principali lavori in alveo.

Al momento, inoltre, non sono stati effettuati testimoniali di stato per quanto riguarda gli edifici dei quartieri sotto i quali passerà la talpa. Se per Sant’Eusebio e Quezzi le criticità legate a eventuali vibrazioni potrebbero essere minime, data la profondità dello scavo in quei punti del tracciato, il problema potrebbe porsi nella parte più a mare delle lavorazioni. Per quella fase sono previsti però dei monitoraggi sugli edifici sensibili, come l’ospedale San Martino e i palazzi di Albaro.

La richiesta portata al tavolo dell’osservatorio da parte dei rappresentanti dei municipi è quella di avere un cronoprogramma dettagliato delle lavorazioni, con aggiornamenti costanti da parte del soggetto attuatore.

I commenti

Giampedrone ha poi sottolineato che “il cantiere dello scolmatore è uno dei più importanti del Paese per il suo valore sia in termini economici sia, soprattutto, per la messa in sicurezza di Genova. Anche rispetto a quanto sta accadendo nel centro-sud con i gravi danni provocati dal maltempo, penso davvero che sia un’opera tra le più strategiche che la Regione abbia messo in campo contro rischio idrogeologico, in questo caso alluvionale. Per questo è importante il confronto con il territorio attraverso il lavoro dell’Osservatorio e quindi dei Municipi, per accompagnare un cantiere di questa portata e cercare di limitare i disagi per i cittadini”.

Durante il tavolo l’assessore regionale ha ripercorso l’iter dell’opera, avviato nel 2020 e oggi in una fase cruciale, dopo l’avvio della Tbm a ottobre e la stipula della ‘ridefinizione consensuale del contratto di appalto’ firmata il 15 dicembre scorso. Quel documento prevede “clausole stringenti a carico delle imprese appaltatrici per garantire la prosecuzione dei lavori fino al completamento, nell’aprile del 2028 con l’obiettivo intermedio fondamentale del 1 gennaio 2027, da quando lo scolmatore, pur non completato integralmente, potrà essere utilizzato in caso di emergenza per salvare la città in caso di alluvione”, ha concluso Giampedrone.

“Questo Osservatorio ha un’importanza strategica per il territorio – dichiara il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Lorenzo Passadore – per la vicinanza dei tre Municipi coinvolti ai cittadini. La nostra priorità è garantire una comunicazione efficace e chiara ai residenti rispetto a questo cantiere fondamentale per la città, prevedendo così malumori e criticità. Tutto vogliamo che l’intervento vada avanti nei tempi più celeri possibili, come ci è stato spiegato. Per questo è fondamentale la collaborazione tra Comune, Municipi e Regione Liguria con la struttura commissariale”.

Il presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno Fabrizio Ivaldi si è detto “molto soddisfatto di questa riunione dell’Osservatorio perché ci permette di comunicare ai cittadini l’andamento dei lavori in modo che siano sempre informati anche su eventuali criticità legate in particolare al trasporto su camion dello smarino. Il territorio della Bassa Val Bisagno, in particolare la zona di Quezzi, sarà interessato più avanti dai lavori: coinvolgeremo i cittadini per garantire un aggiornamento costante”.

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Genova24

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