Sci di fondo, l'incredibile protesta di Gledhill: la Norvegia non gli rinnova il visto, lui gareggia ubriaco
- Postato il 16 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 3 Visualizzazioni
Ci sono storie che sembrano uscite da un libro di racconti inventati, talmente surreali possono sembrare a prima vista. Ma quella di Gabriel Gledhill, fondista britannico di 23 anni che dal 2019 fa la spola con la Norvegia per potersi allenare nella disciplina di cui è discreto atleta professionista (cioè lo sci di fondo), somiglia tanto alla classica bravata da raccontare agli amici. Perché gareggiare in Coppa del Mondo e accettare ai rifornimenti gli alcolici offerti dai tifosi, anziché le borracce energetiche dei propri allenatori, è qualcosa che non s’era mai vista prima. Eppure Gledhill l’ha fatto per davvero, e non per diletto, quanto piuttosto per protesta. Facendo assumere alla storia contorni (se possibile) ancora più assurdi.
- Una forma di protesta per il mancata rinnovo del visto
- Una carriera in bilico, ma un finale indimenticabile
Una forma di protesta per il mancata rinnovo del visto
Debita è la premessa: Gledhill è arrivato al traguardo della 50 km a tecnica libera di Holmenkollen sano e salvo, seppur con qualche grado alcoli di troppo nel corpo. E un po’ per la fatica, un po’ per il contenuto di alcune bevande (addirittura sembra gli abbiano passato persino un colluttorio…), poco dopo aver concluso la prova in 67esima posizione (su 69 partenti: c’è chi ha fatto peggio… da sobrio…) s’è diretto nel primo spiazzo che ha trovato e ha rimesso di stomaco di tutto gusto.
“Ammetto che è stata un’esperienza folle”, ha commentato il britannico quando s’è ritrovato a commentare l’accaduto davanti a uno stuolo di giornalisti, incuriositi da una storia tanto assurda. “Perché l’ho fatto? È stata la mia forma di protesta nei confronti della Norvegia, che è il Paese dove mi sono allenato per interi mesi nelle ultime 5 annate, ma che è anche il Paese che non mi concederà il permesso di soggiorno permanente. Tutto questo perché secondo lo Stato norvegese il mio reddito annuale è troppo basso, e pertanto non sarei in grado di poter vivere nei luoghi dove negli ultimi anni ho svolto tutti gli allenamenti invernali e spesso anche estivi, cioè Lillehammer”.
Tradotto in parole povere: Gledhill guadagna troppo poco per essere meritevole di un visto permanente. E lui, per sensibilizzare l’opinione pubblica su quella che ritiene essere un’ingiustizia, ha deciso di inscenare una protesta decisamente esilarante.
Una carriera in bilico, ma un finale indimenticabile
“La cosa che mi preme sottolineare”, ha spiegato il fondista britannico, “è che ho fatto qualcosa che non ha inficiato in alcun modo le performance degli altri atleti. Siccome ho immaginato che questa potesse essere la mia ultima gara a Holmenkollen, ho pensato bene di accettare tutti i drink che mi fossero stati offerti durante la 50 km. E così ho fatto: a partire dal terzo giro mi hanno cominciato a offrire della birra, poi del liquore, a un certo punto credo anche un colluttorio, tanto che dopo qualche secondo l’ho sputato. Alla fine sono arrivato al traguardo praticamente ubriaco, ma felice di avercela fatta”.
E a quanto pare la prestazione offerta ha finito per sensibilizzare per davvero l’opinione pubblica su quella che Gledhill ritiene essere un’ingiustizia. “Sono anni che mi alleno in Norvegia e come vedete sono sopravvissuto senza problemi. È evidente che se non avrò la possibilità di continuare ad allenarmi nel Paese, la mia carriera professionistica è da considerarsi conclusa, perché tutto il mio programma si svolge nei pressi di Lillehammer da sempre”.
Soprannominato KoT (King of Trondheim), il britannico ha perso il conto degli shottini che ha ingerito, ma ha ammesso di essersi divertito per davvero. “Di sicuro è stata una delle cose più buffe che ho mai fatto”. Chissà se servirà a convincere le autorità norvegesi a tornare sui loro passi. Di sicuro c’è che Gledhill un modo per lasciare il segno l’ha trovato: altro che bravata tra amici, una corsa alcolica a livello di Coppa del Mondo le batte tutte. E magari senza saperlo ha aperto la strada a una nuova disciplina…