Schlein: “Il Pd sosterrà i referendum su lavoro e cittadinanza. Rispetto per chi non li ha firmati, ma la posizione del partito è chiara”

  • Postato il 27 febbraio 2025
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il Partito democratico “sosterrà i referendum su lavoro e cittadinanza”. La segretaria dem Elly Schlein, intervenendo in direzione, ha ribadito il sostegno alle battaglie referendarie dei prossimi mesi che mirano, tra le varie cose, a modificare il Jobs act e a ridurre il tempo di residenza necessario per chiedere la cittadinanza. “So bene”, ha detto, che “non tutti li hanno firmati” tra i membri dem. “Non chiediamo abiure a nessuno, il pluralismo è un valore, tutti si devono sentire a casa propria. Ma il partito deve scegliere e noi li supporteremo. C’è rispetto per chi non li ha firmati, ma la posizione del partito deve essere chiara”. In particolare, a far discutere è stata la decisione per modificare le legge voluta da Matteo Renzi e sostenuta proprio dal Pd: “C’è un referendum sul Jobs act, una legge di 10 anni fa, ampliamente rivisitata, siamo in un’altra stagione, anche nel partito, una discussione l’abbiamo fatta”.

Schlein, a due anni dalla vittoria alle primarie, ha aperto la direzione con un “augurio di pronta guarigione per Papa Francesco” e ha ricevuto in cambio un lungo applauso: “Tutti riconosciamo quanto sia importante che torni presto a far sentire la sua voce in questo mondo attraversato da conflitti tensioni e guerra”, ha detto. Poi ha illustrato il piano futuro tra fronte interno e internazionale. Schlein ha prima schierato nettamente il Pd sul campo europeo di fronte all’offensiva della nuova amministrazione Usa – difesa comune compresa purché non vada a scapito della spesa sociale-, in netta contrapposizione a Donald Trump che “non sarà mai nostro alleato” se i dem dovessero tornare al governo. Per la pace in Ucraina che non “può essere imposta a colpi di ricatti perché non siamo nel Far West” e deve vedere al tavolo del negoziato l’Ue e Kiev. E ha precisato: “Noi non siamo con Trump e col suo finto pacifismo e non siamo con l’Europa per continuare la guerra. Siamo con l’Europa per costruire una pace giusta“.

Quindi ha attaccato Giorgia Meloni il cui silenzio per non disturbare Trump, “sta relegando l’Italia ai margini”. Mentre Schlein ha spinto per un maggiore raccordo tra i socialisti e democratici in Ue di fronte al comporsi di una internazionale delle destre. Sul versante interno, la segretaria ha insistito sull’assenza di risposte del governo sui temi economici, a partire dal caro bollette. “Dal Cdm non esca un pannicello caldo”, ha dichiarato Schlein offrendo alla maggioranza le proposte Pd in materia. Quindi il versante partito, con il lancio di una mobilitazione per il progetto dell’Italia del Pd, l’impegno per le scadenze elettorali e anche quella dei referendum: “Il vocabolario del futuro non lo scriverà la destra“, ha detto. “Riapriamolo sulla pagina della democrazia e dei diritti e scriviamo insieme un nuovo capitolo. E’ venuto il momento di discutere le nostre proposte con le migliori energie di questo Paese. Per questo vi annuncio che presto lanceremo la mobilitazione del partito che ci terrà impegnati nei prossimi mesi. In dialogo aperto con la società e le rappresentanze del lavoro e del mondo produttivo, del terzo settore e delle competenze migliori. Aperto anche ai nostri interlocutori politici, naturalmente”.

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