Scena e retroscena tra abiti, piume, adesivi reggiseno. Quel che resta degli Oscar
- Postato il 18 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Scena e retroscena tra abiti, piume, adesivi reggiseno. Quel che resta degli Oscar
Gli Oscar erano quasi tutti giusti, ne abbiamo scritto ieri. La cerimonia era parecchio noiosa, con tutta la simpatia per Conor O’Brian. Presentare gli Oscar è un mestieraccio. Dovrebbero separare le carriere: qualcuno che annunci i premiatori che aprono la busta e leggono il nome, e qualcun altro per gli intermezzi comici. Qui Pel di Carota ha invitato il quasi disoccupato Jimmy Kimmel e ha ricuperato con un extra dopo i titoli di coda.
Mr O’Brian era entrato in scena inseguito da ragazzini e mascherato da Aunt Gladys. L’attrice Amy Madigan di “Weapons”, dove fa la strega mangiabambini – o quasi, si nutre delle loro anime – vincerà di lì a poco il suo Oscar da non protagonista. Confesserà di avere provato il discorso sotto la doccia, con il flacone di shampoo in mano. Poi ha infilato una giacca con tante foglie attaccate, qualcuna gialla.
Una foto del backstage mostra una piuma caduta sulla moquette. Colpa della moda di quest’anno – il gusto delle signore non può combinare tanti pasticci da solo, mica hanno le sartine. Era piumata Demi Moore in nero e verde; era piumata Nicole Kidman in Chanel rosa; aveva uno strascico bianco e nero piumato (frange, per altri osservatori) Teyana Taylor; era piumata (ahimè) Maya Rudolph, moglie del premiatissimo Paul Thomas Anderson. Non era piumata la direttrice “a vita” di Vogue Anne Wintour, che dovrebbe avere a disposizione stilisti e consiglieri. La sua mise – abito bianco Dior ricamato a fiori, e giacca lunga striminzita – spariva a confronto con il sontuoso Valentino di Anne Hathaway. Retroscena: c’era da lanciare “Il diavolo veste Prada” numero 2, in uscita il 30 aprile. Super gadget: la “Handbag Popcorn Bucket”. Una borsetta elegante per i popcorn, con manici e portachiavi a tacco a spillo. Con il biglietto per la serata inaugurale viene 50 dollari.
Elle Fanning (“Un giorno di pioggia a New York” di Woody Allen) era seduta dietro a Timothée Chalamet e davanti a Stellan Skargård. Chiacchierava e scherzava con entrambi, anche dopo la ferale notizia – per Chalamet – dell’Oscar come attore protagonista a Michael B. Jordan per “Sinners”, che ha festeggiato con l’hamburger. Era alla premiazione accompagnato dalla mamma, come lo stangone Jacob Elordi.
Fanno le prove della cerimonia, ovvio. Con vincitori fasulli, ma comunque tenuti ai ringraziamenti di rito (serve per calcolare il tempi). Tutti i presenti era vincolati al segreto, che come al Festival di Cannes viene rispettato. La giornalista Rachel Handler racconta su Vulture l’acquisto dei “boob tape”: nastri adesivi che servono per tenere le tette a posto con gli abiti da portare senza reggiseno – hanno retto per pochissimo. Il vestito rosso di Renate Reinsve sembrava indossato senza nulla sotto, ma qualcosa c’era – la cronista e l’attrice se lo sono confessato davanti a un bicchiere di champagne, nel retropalco dove si fa bisboccia. Intanto Chalamet – e gli altri non premiati – cercavano il loro sorriso migliore. E sparlavano di Sean Penn, che sdegna Oscar e festa per far visita a Zelensky.
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