Scalea, spaccio di droga, chieste condanne per 80 anni
- Postato il 3 febbraio 2026
- Spaccio Droga
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Scalea, spaccio di droga, chieste condanne per 80 anni

Operazione anti droga a Scalea: il Pm della Dda chiede 18 anni per Francesco Finotti e pene severe per altri 8 imputati. Ricostruito il canale della droga tra Scalea, Cetraro e Napoli. Contestati anche armi e metodo mafioso
SCALEA – Al tribunale di Catanzaro, ieri, lunedì 3 febbraio 2026, le richieste del pubblico ministero della Dda relative all’operazione contro il presunto spaccio di droga. Attività conclusa il 22 novembre 2024 a Scalea. Una serie di arresti, quattro, già dalla data dell’operazione dei carabinieri della compagnia di Scalea, all’epoca coordinati dal capitano Andrea D’Angelo e dal capitano Giuseppe Regina, quest’ultimo ancora in forza al comando della città tirrenica. L’inchiesta vede coinvolte complessivamente 19 persone.
DROGA A SCALEA, LE RICHIESTE DEL PM DELLA DDA
Di queste, nove hanno scelto di proseguire il percorso giudiziario con il rito abbreviato. Ieri, lunedì 3 febbraio 2026, il Pm ha consegnato le sue richieste di pena per gli imputati, tutti di Scalea, tranne uno di Cetraro.
Francesco Finotti, 43 anni, la richiesta è 18 anni di reclusione
Mattia Finotti, 39 anni, chiesti 8 anni di carcere
Simone Finotti, 38 anni, chiesti 8 anni di reclusione
Renato Grisolia, 33 anni, chiesti 11 anni
Emanuele Mandarano, 38 anni, agli atti indicato con il nome di “Pomodorino”, sono stati richiesti 10 anni di reclusione
Alessio Pecoraro, 30 anni, chiesto 1 anno
Andrea Possidente, 33 anni, chiesti 9 anni e 8 mesi
Michele Silvestri, 32 anni, il pm ha chiesto 10 ann
Infine per Franco Scorza, di Cetraro, 58 anni, il pm ha chiesto 8 anni di reclusione.
Gli imputati sono assistiti, fra gli altri, dagli avvocati Luigi Crusco, Giuseppe Bello, Giuseppe Fonte, Armando Sabato, Giorgio Cozzolino, Francesco Germano e Giacomo Perotta.
IL SODALIZIO CRIMINALE PER LO SPACCIO DI DROGA
Secondo quanto è emerso in fase di indagine era stato individuato a Scalea un presunto sodalizio criminale dedito allo spaccio di stupefacenti di vario tipo, principalmente cocaina, che si riforniva di narcotici da due canali di approvvigionamento: uno napoletano, l’altro cetrarese. I carabinieri hanno anche fatto luce sulle modalità di azione con riguardo all’approvvigionamento. Le attività di indagine sono incentrate su episodi rilevati a partire dal 2020. Tecniche utilizzate per eludere eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine, ma anche la gestione comune dei proventi, la disponibilità di basi logistiche per lo stoccaggio dello stupefacente e le modalità di comunicazione.
I REATI CONTESTATI
Fra i reati contestati a vario titolo: il traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione di droga, detenzione illegale di armi comuni da sparo e lesioni personali. Rientra nelle indagini anche un episodio di ritorsione verso chi aveva debiti contratti per l’acquisto della droga. Gli inquirenti hanno documentato che alcuni membri del gruppo hanno esploso un colpo d’arma da fuoco contro un assuntore il quale, stando alle indagini, aveva tenuto un comportamento ritenuto oltraggioso verso gli indagati. Da qui, era scaturita la richiesta, nella fase delle indagini, dell’aggravante del metodo mafioso.
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