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Savona, Processione del Venerdì Santo tra passato e futuro. Parla Gianni Varaldo: “Si può valutare anche l’ipotesi delle tribune”

  • Postato il 5 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona, Processione del Venerdì Santo tra passato e futuro. Parla Gianni Varaldo: “Si può valutare anche l’ipotesi delle tribune”

Savona. Dopo aver raccontato in diretta Facebook la Processione del Venerdì Santo e aver registrato sul nostro giornale le voci di tutti i protagonisti, IVG.it pensa che il modo migliore per chiudere i suoi servizi su questo grande evento savonese sia quello di sentire il parere di Gianni Varaldo, dal 1988 braccio destro del priore generale della Processione, quest’anno Roberto Bertola, come lui appartenente al Cristo Risorto, con cui ha una totale condivisione di pensiero.

Gianni Varaldo parla volentieri, ma prima riflette e poi pesa le parole, consapevole che, se male interpretate, potrebbero provocare anche conseguenze spiacevoli nel complicato mondo delle Confraternite. Lui è l’angelo custode dell’evento, per restare in tema religioso, ne è motore e anima, sempre presente e pronto a “tappare i buchi”, espressione che lui stesso ha coniato. E’ sempre attento a non prescindere ovviamente dall’aspetto principale (“Parliamo della morte di Gesù Cristo”), ma anche consapevole dell’impatto sulla città, da memoria storica che si apre al futuro.

Varaldo, quali sono stati i suoi tempi nell’affrontare questa edizione?
“Sono stato particolarmente teso fino alle 17, poi hanno preso il sopravvento le cose da fare e, a mano a mano che si andava prima verso l’uscita e poi con le casse lungo il percorso, con la considerazione che tutto procedeva per il verso giusto, pur con le correzioni necessarie in corso d’opera. Per questo non posso che ringraziare per prima cosa tutti coloro che, a qualsiasi titolo, hanno reso possibile la Processione”.

Quindi è andato tutto bene?
“Direi di sì. E’ stato un procedere ordinato, con i portatori impeccabili: il loro è il compito più delicato. Vescovo e sindaco si sono detti soddisfatti, al fondo della Processione ho visto fedeli e sacerdoti pregare, era tanto che non accadeva”.

C’erano, secondo una stima accreditata, circa trentamila persone. Conferma?
“Sinceramente non so quantificare, non è facile farlo, anche se la folla nella zona dell’esecuzione dei mottetti era davvero impressionante. Ma, per andare un po’ controcorrente, bisogna ricordare che negli Anni 90 c’era molta più gente. Gli abitanti di

Savona sono diminuiti, non tutti hanno potuto raggiungerci per i loro impegni o più semplicemente per non affrontare le difficoltà e le code sulle autostrade dovute ai cantieri e alle festività pasquali. C’erano però molti turisti, stranieri, piemontesi: questo conferma l’appeal della Processione come evento, ma anche con il bisogno di fede e di pace in un momento così delicato per il mondo”.

varaldo processione venerdì santo

Come spesso è accaduto in passato si discute sulla possibilità che la Processione diventi annuale. Lei che ne pensa? Vorrebbe dire inflazionarla? E’ una organizzazione troppo complessa? O un problema di costi?
“E’ un’ipotesi che si rincorre fin dagli anni ’90, ma credo che la cadenza biennale sia nel sangue. Certo lo sforzo organizzativo è enorme, basti pensare a quanti portatori ci vogliono. Confesso che i conti dei costi non l’ho mai fatto. Li copriamo grazie all’aiuto di contributi grandi e minori, a cominciare da quello della Fondazione. Raggranelliamo qua e là, non abbiamo mai avuto problemi. Ricordo anche, ad esempio, che i soldi per i fiori li assicurano i capicassa”.

A questo punto sia consentita una considerazione di chi scrive: possibile che per la realizzazione di un evento di questo genere, così importante anche per la promozione della città, sia necessario “raggranellare fondi qua e là”? Forse è venuto il momento (e certo fin’ora senza responsabilità di nessuno) che le istituzioni si facciano carico di assicurare alla Processione il budget necessario per la sua organizzazione e il suo sviluppo.

Che ne pensa Varaldo dell’ipotesi di montare delle tribune per accogliere più persone e permettere di vedere meglio? Calata Sbarbaro, parallela a via Gramsci, potrebbe essere il posto ideale. Naturalmente questo vorrebbe dire anche una maggior promozione da parte delle istituzioni.

“Io lo so, lei sta pensando al Gran Premio di Montecarlo, se ci è consentito un paragone così ardito, perché è venuto in mente anche a me. Non è un’ipotesi da scartare, ma aprirebbe una serie di ipotesi tutte da valutare: con che criterio si darebbe accesso alle tribune? A pagamento? E sarebbe giusto? Un forte aumento delle presenze aprirebbe inoltre altri problemi, come quello dei parcheggi e in genere della ricettività. Comunque, le Confraternire, proprio loro custodi della tradizione, sanno da sempre aprirsi al futuro. Se ne può parlare”.

Gianni Varaldo si occupa di Processione dal 1986, quindi da 40 anni, quando lavorava con una cartellina sotto il braccio e una macchina da scrivere. Sempre lucido, e’ una risorsa preziosa per Savona. Conclude: “Bisogna ricordare che alla fine, quando tutto è pronto, sono i particolari a fare la differenza, e che tutto deve essere organizzato alla perfezione prima, durante e dopo”.

Autore
Il Vostro Giornale

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