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Sarà l'Amstel di Evenepoel? Senza Pogacar, van der Poel e Van Aert, il belga ha la strada spianata (ma Skjelmose...)

  • Postato il 18 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Sarà l'Amstel di Evenepoel? Senza Pogacar, van der Poel e Van Aert, il belga ha la strada spianata (ma Skjelmose...)

Mancano i tre tenori, ma forse per una volta è meglio così. Perché almeno nessuno può dire che l’Amstel Gold Race avrà un esito scontato. Che poi sarebbe stata comunque una bugia: un anno fa Mattias Skjelmose vinse una volata dove partiva praticamente battuto, superando di un’unghia Pogacar ed Evenepoel e mandando a referto la più grossa sorprese di tutta la campagna del Nord. Quest’anno però Pogacar (così come van der Poel e Van Aert) non sarà della partita, ma ci sarà Remco, che tutti osservano alla stregua dell’uomo da battere. Con Skjelmose primo rivale e una nidiata di possibili outsider che proverà a rendere incerta la corsa che apre ufficialmente la settimana delle Ardenne.

Remco uomo da battere: “Ma non vado a caccia di rivincite”

Freccia-Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi hanno una storia più antica e magari anche un fascino differente (soprattutto la Liegi, la Doyenne, cioè la decana delle corse di un giorno), ma l’Amstel negli anni s’è creata la sua nicchia. E anche se quest’anno mancheranno i big, l’attesa dalle parti di Valkenburg è quella dei giorni migliori. Anche perché il Trittico delle Ardenne negli ultimi anni ha regalato spettacolo, vedi appunto la volata insospettabile di Skjelmose dell’anno passato.

Tutti però pensano che sia Evenepoel l’uomo da battere: al Fiandre non è stato affatto tra quelli che hanno deluso, pur dovendosi accontentare di chiudere terzo alle spalle di Pogacar e van der Poel. Alla Roubaix è rimasto a guardare, adesso sa di essere l’uomo di riferimento per le ruote del gruppo. “Non vado a caccia di rivincite, anche se lo scorso anno la caduta mi obbligò a spendere tante energie per rimontare e di fatto mi costò energie preziose nella volata per la vittoria.

L’Amstel mi piace ed è una corsa che vorrei vincere prima o poi: se quest’anno sarà la volta buona, tanto meglio. Ma non mi sento favorito e non devo dimostrare nulla. Mancando anche Pidcock e Del Toro, i rivali maggiori per Remco e Skjelmose potrebbero essere Romain Gregoire, Kevin Vaquelin, Matteo Jorgenson e Benoit Cosnefroy.

Cauberg punto chiave. L’Italia confida in Zambanini

L’Amstel è una gara che ha una storia giovane e un percorso che spesso e volentieri ha cambiato la propria fisionomia. Il punto chiave sarà al solito il Cauberg, il muro che verrà affrontato tre volte (800 metri al 6,6% di pendenza media), l’ultima a poco meno di tre chilometri dall’arrivo, che oggi è stato spostato un po’ più avanti rispetto al recente passato proprio per rendere il finale ancora più imprevedibile e meno incline alle ruote dei passisti scalatori (come la Freccia, tanto per intenderci, che arriva sul Mur de Huy).

Altri punti chiave saranno al solito il Keutenberg e il Bemelerberg, che magari non diranno chi vincerà la corsa, ma certamente potranno mettere fuori gioco tanti corridori. L’Italia spera in Edoardo Zambanini, Diego Ulissi, Simone Velasco, Andrea Bagioli e Andrea Vendrame, ma con poche reali chance.

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Virgilio.it

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