“Sarà fatto entro il 2025”, tutte le promesse tradite (e quelle mantenute) dalla politica genovese
- Postato il 3 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il 2025 è definitivamente alle spalle e con esso l’inevitabile carico di promesse e scadenze dichiarate dagli amministratori genovesi e liguri. Consolidando quella che è ormai una tradizione, Genova24 fa il punto sui principali obiettivi temporali fissati dalla politica per capire quali sono stati rispettati e quali invece – ancora una volta – risultano disattesi. Peraltro, nel 2026 appena iniziato un occhio di riguardo andrà riservato alle scadenze degli investimenti Pnrr, che nella nostra regione hanno un impatto complessivo di circa 17 miliardi di euro con 5.762 progetti, molti dei quali appaiono distanti dal completamento.
Le grandi infrastrutture
Iniziando dall’opera più rilevante in corso di realizzazione, la nuova diga foranea del porto di Genova, si deve osservare che il contatore dei cassoni ha superato di poche unità quello che era l’obiettivo di un anno fa: a dicembre è stato posato il 15esimo (su 90). D’altra parte il consolidamento del fondale è arrivato al 79% e la ghiaia all’87%. Il presidente e commissario Marco Bucci, intervistato da questa testata a fine 2024, ha detto che altri tre cassoni sono pronti per essere affondati a gennaio, ma ha ammesso un “potenziale ritardo di sei mesi” a causa di tre ricorsi presentati in merito alla gara per il project management della fase B. La scadenza ufficiale per l’infrastruttura – che oggi vale complessivamente 1,6 miliardi di euro, alla luce degli ultimi extra costi riconosciuti dal Governo – era fissata a dicembre 2027, ma è destinata a slittare.
Un altro anno è passato senza notizie sui finanziamenti per la Gronda (a parte l’ultimatum del ministro Salvini a novembre, con la minaccia di rivedere anche le concessioni ad Autostrade). L’unico cantiere avviato è quello del lotto zero, il resto del progetto è avvolto dall’incertezza. Procedono invece i cantieri del tunnel subportuale, opera finanziata da Autostrade come risarcimento per il crollo del ponte Morandi: proprio nelle scorse ore è stato approvato il progetto esecutivo.
“Entro il 2025” è stato detto più volte a proposito del Terzo Valico, la nuova linea ferroviaria ad alta velocità e capacità che da tempo immemore promette di collegare Genova e la Pianura Padana. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal commissario Calogero Mauceri, restano da scavare solo 3,5 chilometri, pari al 6% della lunghezza complessiva delle gallerie. La fine dei lavori è fissata attualmente per il 2027. Dello stesso progetto fa parte il nodo ferroviario di Genova: dopo tanti rinvii, il 2025 ha visto finalmente l’inaugurazione del quadruplicamento Voltri-Sampierdarena ed entro l’estate dovrebbe arrivare anche il sestuplicamento Brignole-Principe. Bucci, però, aveva prospettato “entro fine anno” un servizio “simile alla metropolitana” nel Ponente cittadino, un potenziamento cruciale di cui per ora non c’è traccia.
Il 2025 doveva essere anche l’anno buono per l’entrata in funzione dello scolmatore del Bisagno, funestato da innumerevoli intoppi tecnici e giudiziari. Arrivata a febbraio l’agognata super talpa dalla Cina e aggiunti altri mesi di ritardo, a ottobre il macchinario è stato ufficialmente avviato alla presenza delle massime autorità. Ora, in base alla revisione del contratto col consorzio Research, si prevede che la galleria possa essere usata in caso di necessità a partire dal 1° gennaio 2027, anche se l’opera verrà completata nella primavera del 2028.
Il fronte mare e il porto
“Entro il 2025” il nuovo parco urbano in piazzale Kennedy, diceva nel 2022 Pietro Piciocchi, all’epoca assessore ai Lavori pubblici della giunta Bucci. Di acqua ne è passata alla foce del Bisagno, ma tutta l’area del Waterfront è ancora un grande cantiere a cielo aperto, sebbene si siano aggiunti diversi tasselli. In particolare la futura area verde immaginata da Renzo Piano, utilizzata ugualmente come distesa di ghiaia per l’ultima edizione di Euroflora (in perdita), non aprirà al pubblico prima della fine di quest’anno. Intanto è stato approvato il progetto dell’altro parco, quello a ridosso delle mura di Aurelio Saffi, con l’idea di avviare il cantiere entro l’estate. Nel 2026, poi, è attesa l’apertura il centro commerciale del Palasport (pure questa doveva essere cosa fatta già nel 2025), anche se il ritiro improvviso di Esselunga ha gettato ulteriori ombre sull’operazione.
I fondi per il parco della Foce erano stati in parte sottratti al progetto della copertura di lungomare Canepa. In alternativa l’allora giunta Bucci aveva deciso di realizzare un parco lineare spostando l’arteria di scorrimento verso il porto. Pronostico di fine lavori, giugno 2025. Il cantiere è tutt’altro che finito, anche se a novembre sono stati piantati i primi alberi.
Ancora in ambito portuale, il 2025 era l’anno cerchiato in rosso per l’avvio del cold ironing, cioè l‘elettrificazione delle banchine per permettere alle navi di spegnere i motori. Sulla tabella di marcia si è aggiunto qualche mese di ritardo, ma i risultati adesso sono a portata di mano: la prima cabina è quasi completata e i primi allacci sono in programma a marzo 2026.
Nell’ambito del porto antico, intanto, è pressoché sventrato dopo le demolizioni l’ex silos granario Hennebique, che avrebbe dovuto essere riqualificato addirittura nel 2023. L’edificio, su cui Vitali e Roncello Capital investono 143 milioni di euro in cambio di una concessione di 90 anni, dovrebbe ospitare in futuro diverse funzioni, dagli uffici al terminal crociere, dai ristoranti alle residenze per studenti. Fine lavori nel 2027, salvo ulteriori intoppi.
Promessa mantenuta, invece, per il nuovo viadotto in uscita dal casello autostradale di Pra’, inaugurato il 29 luglio. Il collegamento dedicato ai mezzi pesanti dispone di tre corsie (di cui due per l’entrata in porto) in modo da ridurre le ripercussioni su A10 e viabilità cittadina.
Il trasporto pubblico
Secondo le previsioni iniziali, nel 2025 i genovesi avrebbero potuto andare in metropolitana in via Canepari e in piazza Martinez. La giunta Salis, considerati i gravi ritardi su entrambi i fronti, ha deciso di estromettere Manelli e ha ratificato un nuovo accordo col consorzio appaltatore Conpat per riprendere i lavori con altre ditte. Il nuovo cronoprogramma individua come obiettivi giugno 2027 per l’arrivo nel cuore di Certosa e dicembre 2028 per lo sbarco a San Fruttuoso. Possibile avvicendamento anche per il cantiere della stazione Corvetto che comunque dovrà concludersi quest’anno essendo vincolato ai fondi Pnrr (43,9 milioni su 58,4 milioni totali).
Ma nel 2025 avrebbero dovuto partire anche i lavori dello Skymetro in Valbisagno, secondo quanto dichiarava ancora Piciocchi in piena campagna elettorale dopo il fatidico via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici, inficiato però da numerosi paletti. Nessuno può sapere se il vicesindaco reggente avrebbe mantenuto la promessa, visto che a giugno Silvia Salis ha vinto le elezioni schierandosi contro la metropolitana sopraelevata. Di sicuro lei è rimasta fedele alla parola data: a dicembre l’amministrazione ha detto ufficialmente no all’opera ritenendola inattuabile. Persi così i 398 milioni di euro già stanziati (inutili le trattative col Governo per dirottarli su un altro progetto), ora spetterà al Politecnico di Milano individuare un’alternativa.
Altra scadenza non rispettata, quella relativa ai quattro assi di forza del trasporto pubblico. Oggi la linea Prato-Foce dovrebbe essere già in funzione. I cantieri hanno subito un’accelerata con la nuova giunta (ha fatto scalpore la dichiarazione dell’assessore Massimo Ferrante a Genova24: “Non faremo prigionieri”) e adesso l’obiettivo è realizzare almeno 25 chilometri di tracciato entro il 2026 per non perdere i fondi Pnrr, ben 399 milioni su un quadro economico di 498,8 milioni. A giugno dovrebbe vedere la luce il primo asse, che non sarà quello della Valbisagno ma quello del Centro (tagliato il capolinea a Marassi) sfruttando i 39 nuovi filobus fermi da oltre un anno nella rimessa a cielo aperto di Campi. Il 2025 era anche l’obiettivo dell’ex sindaco Bucci per la completa elettrificazione del trasporto pubblico genovese, un’ambizione che si è infranta tanto contro i ritardi delle infrastrutture quanto contro la crisi di Amt.
Sanità e trasformazioni
Ma non di sole infrastrutture vivono i genovesi. Circa un anno fa il governatore Marco Bucci ribadiva la promessa fatta in campagna elettorale: “Azzerare le liste d’attesa entro fine 2025“. L’obiettivo non si può dire certo raggiunto, ma il presidente sottolinea un dato relativo alle prescrizioni in classe di priorità B: “Oggi siamo a un cittadino su 10 che va in attesa, quando siamo arrivati il rapporto era 6 su 10“. Secondo Bucci la riforma della sanità, riducendo le risorse per la gestione amministrativa, permetterà di potenziare i servizi al cittadino garantendo un ulteriore miglioramento.
In tema di rigenerazione urbana, oltre ai numerosi cantieri aperti con fondi Pnrr (molti in realtà già conclusi), è quasi nei tempi la trasformazione dell’area che ospitava le Dighe di Begato. Pressoché completate le nuove palazzine con 60 appartamenti, entro marzo sono previsti tutti i collaudi. L’intervento vale più di 20 milioni, di cui 15 milioni ottenuti dalla Regione Liguria attraverso il Pinqua, altri 4,3 milioni di provenienza statale per gli appartamenti di via Cechov e ulteriori 2 milioni assegnati dal decreto Infrastrutture. Ma il progetto includeva anche spazi sociali e servizi per il quartiere che non hanno ancora visto la luce.
Sulle alture della città proseguono i lavori per la riqualificazione e valorizzazione dei forti. L’obiettivo 2025, fissato dalla precedente amministrazione, è ormai passato in cavalleria, ma negli ultimi mesi dell’anno è stato aperto al pubblico Forte Puin e sono iniziate le operazioni su Forte Tenaglia. La scadenza ufficiale è stata spostata al 2028.
Nel 2025 sono poche le promesse su cui può essere giudicata la giunta Salis, in carica da sette mesi alla guida di Genova. Delle tre priorità fissate per i primi 100 giorni di mandato, solo una – il salario minimo per gli appalti comunali – è stata compiutamente realizzata, mentre le riforme dei Municipi e del welfare sono ancora sulla carta. Era stato annunciato entro fine anno il via alla sperimentazione delle domeniche pedonali e così è stato nei primi tre quartieri. Tra un anno, come di consueto, il nuovo bilancio delle promesse.