Santa Corona, ecco la nuova Casa di Comunità: “Servizi, assistenza e meno afflusso al pronto soccorso”
- Postato il 19 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Pietra Ligure. Taglio del nastro questa mattina, presso la palazzina CUP dell’ospedale Santa Corona, della nuova Casa di Comunità, un’altra struttura che prosegue il percorso di sviluppo della sanità territoriale: è la quarta presente in provincia di Savona.
Al taglio del nastro presenti l’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò, la coordinatrice sociosanitaria Monica Cirone e il sindaco di Pietra Ligure Luigi de Vincenzi.
Si tratta di un vero e proprio polo sanitario multidisciplinare, nel quale sarà possibile trovare cure e assistenza con medici, specialisti, infermieri, psicologi e assistenti sociali. All’interno della Casa della Comunità opera un’équipe multidisciplinare di professionisti della salute dedicata alla presa in carico dei pazienti con patologie croniche tramite percorsi strutturati.
Per l’Asl2 “un altro passo per assicurare una completezza assistenziale sul territorio: una ‘assistenza di prossimità’ rivolta ad una tipologia di casi clanici con l’obiettivo di ridurre l’afflusso al pronto soccorso e alleggerire la pressione sui reparti del nosocomio pietrese”.
“Una struttura fondamentale per il trattamento di patologie non gravi in grado di fornire una risposta sanitaria di assoluta qualità. Il lavoro con i Comuni e la rete territoriale mira a garantire l’aderenza terapeutica e una gestione efficace del paziente cronico”.
L’ASSESSORE REGIONALE NICOLò: “NON SONO SCATOLE VUOLTE, MA STRUTTURE COMPLETAMENTE RINNOVATE”
“Stiamo andando avanti veramente molto bene col cronoprogramma. Qui inauguriamo la casa della comunità di Pietra Ligure, – ha affermato l’assessore Nicolò. – Una struttura nuova, bellissima, che lo voglio sottolineare, nonostante quello che si sente dire in giro, non è una scatola vuota, ma è una struttura completamente rinnovata, che è popolata da medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia, di comunità, abbiamo il CUP, il consultorio, la specialistica ambulatoriale, ci sono tutti i servizi pronti e a disposizione per i cittadini. E c’è ovviamente anche tutta la parte sociosanitaria, sociale, le associazioni del terzo settore. Quindi ringrazio veramente tutti quanti si sono adoperati per questa buona riuscita”.
Sulla carenza di personale: “Questa è una preoccupazione che non è soltanto dei sindacati, è una preoccupazione diciamo un po’ di tutti, che nasce da un problema nazionale, chiaramente non è un tema specifico della Liguria. Devo dire che noi abbiamo degli ottimi rapporti con la Federazione dei medici medicina generale, con i quali abbiamo chiuso un accordo integrativo che era fermo da tantissimi anni a fine dicembre e ci stanno dando una mano enorme”.
“Poi abbiamo fatto anche un bando, il primo bando per delle collaborazioni libero-professionali a cui hanno aderito 201 medici e adesso ne abbiamo aperto un altro. Quindi il problema dei medici lo stiamo risolvendo direi molto bene, certamente c’è anche l’altro problema degli infermieri: abbiamo realizzato un bando da 641 posti, che a giugno verrà concluso e ci saranno le prime assunzioni. Io sono abituato a pensare sempre positivo e a vedere il bicchiere mezzo pieno, anche perché l’unico modo per riuscire ad andare avanti è l’ottimismo in queste cose”.
Ritornando alla Casa di comunità: “Ci sono i medici, gli infermieri e tutti quanti, quindi lo ripeto non sono scatole vuote. Qui la vera novità è che il cittadino che oggi ha mal di pancia, e che magari non riesce a chiamare e a raggiungere il proprio medico di famiglia, viene qui senza appuntamento e trova un medico, una medicina generale presente che lo accoglie, lo visita, gli fa un’anamnesi per cercare di chiarire quali sono le sue problematiche. Di solito sono problematiche di bassa complessità che si risolvono e si concludono qui”.
MONICA CIRONE (ASL2): “CASA DI COMUNITà FONDAMENTALE PER L’INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO”
“Il fatto che la Casa di comunità di Pietra Ligure sia all’interno ci dà la possibilità di fare veramente rete, realizzare quella integrazione ospedale e territorio che da molto tempo vogliamo fare, – ha spiegato Monica Cirone, direttrice di Area2. – Faremo dei percorsi col pronto soccorso e avremo modo comunque di informare la cittadinanza, visto che ormai è da pochi giorni che siamo attivi, che qui sarà presente sempre le medico di medicina generale dalle 8 alle 20 e da lunedì al sabato, ci saranno tutti gli specialisti. Questo è un modo per essere comunque all’interno di una struttura, che ovviamente risponde alle necessità degli acuti, ma avere comunque un servizio ulteriore per il territorio che possa ottimizzare”.
IL SINDACO DE VINCENZI: “UN PASSO AVANTI DOPO ANNI DI DEPOTENZIAMENTO”
“È un’occasione importante, un investimento che certamente porterà dei benefici, – il pensiero del primo cittadino De Vincenzi. – Credo che il grosso rischio sia quello che purtroppo ci auguriamo tutti non succeda, cioè una scatola che poi non abbia dentro di servizi. Da quello che dice l’assessore e da quello che abbiamo visto oggi i servizi saranno assicurati, quindi questo credo sia un passo avanti ed un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni dove abbiamo visto un depotenziamento del Santa Corona su alcune specialità. Credo sia un passo avanti per ritornare a essere centrali e soprattutto che ci sia il giusto riconoscimento per un Dea di secondo livello che dà risposte importanti e lo vediamo. Basta andare al pronto soccorso per capire quanto sia importante l’ospedale Santa Corona per tutto il ponente e non solo per il ponente”.
Sul nuovo Santa Corona e il tanto atteso ritorno del punto nascite: “Per quanto riguarda il monoblocco nuovo abbiamo avuto assicurazioni che quanto prima vedremo qualcosa: l’appalto per la presentazione sta andando avanti, quindi mi pare che i soldi ci siano, sono stati stanziati 240 milioni di Euro, e mi pare che sia una notizia buona. La mia paura è sempre stata quella poi di avere un monoblocco e di non avere i servizi. Credo che rifacendo l’ospedale poi si completino di nuovo quei servizi che c’erano prima e che non ci sono più. Il punto nascite in un Dea di secondo livello è obbligatorio: è una risposta che dobbiamo dare. La situazione strutturale delle infrastrutture della Liguria non ci consente di ragionare in termini di tempi basandoci sull’autostrada, sulle strade normali, quindi credo che sia importante che questo discorso venga portato avanti e che quanto prima il punto nascite venga riaperto a Santa Corona”.
ECCO I SERVIZI SANITARI:
Punto Unico di Accesso (Pua)
Medico di medicina generale
Ambulatori specialistici:
Diabetologia e Endocrinologia
Oculistica
Allergologia
Dermatologia
Studio odontoiatrico
Servizi infermieristici (Infermiere di Famiglia e Comunità – Ifec)
Servizio di assistenza domiciliare (Adi)
Ambulatorio vaccinazioni
Consultorio
Assistente Sociale
Associazioni di Volontariato