Sanità piemontese, l’anticorruzione lasciata senza personale: sovrapposizioni di competenze e ritardi

  • Postato il 29 novembre 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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E dire che di lavoro ce ne sarebbe molto. Tra i nuovi ospedali da costruire, buchi nei bilanci, medici a cavallo tra settore pubblico e il privato, inchieste varie e via discorrendo, l’ufficio della responsabile del settore “Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private” della Direzione Sanità della Regione Piemonte dovrebbe essere impegnatissimo a trovare buone pratiche per prevenire corruzione e sprechi. Invece la dirigente Laura Benente, nominata da sei mesi, è ancora sola: “Non sono mai state attribuite risorse di personale a questa struttura”, ha detto lei lunedì 17 novembre, nel corso di un’audizione della commissione Legalità del consiglio regionale, per poi aggiungere che “il settore non sta in piedi da solo o, meglio, solo con il dirigente”.

La sua è una figura unica in Italia: “Non mi risulta che in altre regioni esista una struttura analoga che si occupa di anticorruzione nello specifico dell’ambito sanitario”, ha spiegato. Non si tratta del responsabile anticorruzione, presente in tutte le amministrazioni regionali, ma di quello specifico della Direzione Sanità, ambito da cui passa il grosso della spesa delle regioni. Il suo ruolo è stato creato nell’ottobre 2019 dalla giunta piemontese di Alberto Cirio, per promuovere “le buone pratiche per il contrasto di fenomeni corruttivi”, coordinare e promuovere la vigilanza sui contratti delle aziende sanitarie regionali e sulle strutture pubbliche e private, ma anche promuovere e coordinare “attività volte ad assicurare l’adeguatezza complessiva dei controlli” per garantire “la tutela della salute mediante un utilizzo oculato delle risorse pubbliche destinate”. Da allora si sono succeduti due dirigenti ad interim, privi di staff, e per un certo periodo il ruolo è rimasto scoperto.

A maggio, i consiglieri Pd Mauro Salizzoni e Domenico Rossi hanno denunciato “una scarsa attenzione per questo tipo di attività”, cioè la vigilanza anticorruzione, “che forse avrebbe potuto prevenire la bufera che si sta abbattendo sui conti della principale azienda ospedaliera del Piemonte e che sembra destinata ad allargarsi”. Sia la procura di Torino sia la procura della Corte dei conti avevano avviato inchieste sui bilanci della Città della Salute, il principale polo ospedaliero di Torino. E ancora non si era a conoscenza dell’indagine della procura di Ivrea su appalti e concorsi truccati nell’ospedale di Settimo Torinese. L’assessore regionale al Personale, Gianluca Vignale, rispose all’interrogazione affermando che presto avrebbero messo a bando l’incarico che, comunque, ha un compito di coordinamento dei responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) delle aziende sanitarie regionali.

E qui viene uno degli aspetti critici segnalati da Benente nel corso dell’audizione. Ascoltata dal presidente della commissione, Rossi, e pochi altri consiglieri, la dirigente ha spiegato di aver avviato incontri con alcuni Rpct per avere il polso della situazione, ma ha sottolineato che “difficilmente gli Rpct delle aziende sanitarie svolgono questo ruolo in via esclusiva”, ma lo esercitano accanto ad altri incarichi interni alle Asl: “Questo pone non pochi problemi di reale efficacia di quel ruolo e anche, forse, a volte di opportunità di sovrapposizione di funzioni che vanno valutate attentamente – ha detto per poi aggiungere –. Io credo che gli Rpct delle Asl, da soli, non abbiano tutta la forza necessaria per affrontare un contrasto efficace a quella che è la maladministration”.

C’è poi un’altra questione: “Questo quadro si è arricchito, da quando è stato istituito il settore ad oggi, anche di nuovi attori”, ha aggiunto riferendosi alla nascita dell’Orecol, Organismo di controllo collaborativo che vigila su contratti e appalti della Regione e delle sue partecipate, ora presieduto dall’avvocato di Giorgia Meloni, Luca Libra. Inoltre, circa un anno fa, è stato costituito a un gruppo di esperti (composto dal prefetto a riposo Filippo Dispenza, l’ex pm Antonio Rinaudo, il generale dei carabinieri Franco Frasca e quello della Guardia di finanza Giovanni Mainolfi che “accompagneranno” la realizzazione di undici nuovi ospedali e altre strutture sanitarie, un investimento da 4,5 miliardi di euro.

Insomma, sorge un problema di sovrapposizione di compiti e competenze. Nel frattempo, l’ufficio della dirigente anticorruzione della Sanità resta vuoto. Sarebbero in corso interlocuzioni, ma “al momento non ho notizie sui tempi e sul numero” di persone assegnate al suo staff. “L’audizione della dirigente ha messo in evidenza due problemi: l’assenza di staff dedicato al settore e una frammentazione degli organismi che si occupano di legalità e anticorruzione. Serve un coordinamento strategico e un rafforzamento del settore”, sintetizza il presidente della commissione Legalità, Rossi, che presenterà un atto di indirizzo in questa direzione.

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