Sanità, l’urgenza diventa miraggio. La denuncia: “Priorità di 60 giorni per visita oculistica e primo posto libero tra un anno”

  • Postato il 14 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Villanova d’Albenga. “Ho 69 anni. Il medico oculista mi ha prescritto un esame specifico, che si chiama OCT della retina, con priorità di 60 giorni. Il CUP oggi mi ha riferito che il primo appuntamento a disposizione è il 9 dicembre 2026: un anno di attesa. Prima nulla, anche se ho la priorità”.

Inizia così la denuncia di un cittadino, residente a Villanova d’Albenga, che si trova suo malgrado invischiato in una situazione paradossale, dove il termine “urgenza” sembra perdere di fatto il suo significato cozzando con la dura realtà. 

L’OCT della retina è un esame d’elezione, fondamentale per ottenere scansioni ad altissima risoluzione della cornea e della retina, indispensabile per la diagnosi e il monitoraggio di numerose patologie oculari che, come specificato nella prescrizione medica (“priorità di 60 giorni”), non possono attendere tempi troppo lunghi. 

Eppure succede per questo paziente e non si tratta, a quanto pare, nemmeno della prima volta, come ha raccontato lui stesso ai microfoni di IVG: “Si tratta dell’ennesimo episodio di questo genere. Negli ultimi anni, io e mia moglie abbiamo già dovuto rinunciare a 4-5 esami, alcuni a causa della troppa attesa, altri per via della troppa distanza dal luogo dove saremmo dovuti andare”. 

Una vicenda che riporta alla mente anche un’altra storia analoga, pubblicata proprio da IVG solo pochi giorni fa, quando una prestazione, sempre con priorità di 60 giorni, era stata fissata da Asl2 a oltre 4 mesi dalla prescrizione, con uno “scivolamento” di circa 90 giorni. E qui i tempi sono ancora più lunghi. 

Generico gennaio 2026

Nel caso precedente, la risposta ufficiale di Asl2 era stata, in sintesi, che “la singola esperienza, pur meritevole della massima attenzione, non può essere considerata rappresentativa dell’andamento complessivo del sistema, valutato su basi aggregate e indicatori oggettivi”. 

Ma è anche oggettivo, ed ovvio, che per chi vive direttamente sulla propria pelle ritardi di questo tipo diventa difficile accettare di essere quella “singola esperienza”. Insomma, le statistiche conterebbero poco per chiunque di fronte a un anno di attesa per un controllo che, sulla carta, risulta essere urgente.

Abbiamo scritto tante lettere e email alla Regione, già quando Toti era presidente, – ha aggiunto ancora il 69enne di Villanova. – Anche oggi abbiamo contattato l’ufficio dell’assessore alla Sanità, ma le risposte sono sempre le stesse, accompagnate dal classico ‘capisco’ e ‘ci dispiace’, ma dopo un po’ uno non ci crede nemmeno più”. 

Rimane, però, il dato oggettivo di una tempistica enorme: “Avremmo anche accettato la situazione se l’esame fosse stato a 80-90 giorni, ma un anno di attesa è veramente assurdo”, ha concluso amaramente. L’azienda sanitaria, interpellata da IVG, ha fatto sapere che sta svolgendo le verifiche di rito sul caso e la replica è attesa nelle prossime ore. 

Autore
Il Vostro Giornale

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