Sanità in Calabria, la speranza da Polistena in marcia

  • Postato il 16 marzo 2026
  • Fiaccolata
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Sanità in Calabria, la speranza da Polistena in marcia

Luci, silenzio e dignità, la comunità di Polistena marcia per il diritto alla salute e chiede un futuro equo per la sanità calabrese. Marisa Valensise: «Serve un piano “SalvaCalabria”, non di rientro»


POLISTENA – Il Comitato spontaneo a tutela della salute dei cittadini ha curato tutto nei minimi particolari per la fiaccolata “Dona luce alle menti”. E le attese non sono andate deluse.
Un popolo silenzioso in marcia, rappresentato da associazioni, Comitati, Chiesa locale, cittadini di ogni fascia di età, ha attraversato le vie principali della città di Polistena, per chiedere che il diritto alla Salute venga rispettato e messo in pratica. La Costituzione all’articolo 32 a chiare lettere dichiara: «Il diritto alla salute rappresenta un fondamentale diritto dell’individuo, oltre ad essere un interesse primario per la collettività».

POLISTENA IN MARCIA PER LA SANITÀ: DONA LUCE ALLE MENTI

Non è un caso che l’articolo in esame leghi l’istanza individuale della cura al carattere comunitario della cura, ciò per sottolineare che lo Stato deve organizzare un sistema sanitario efficiente e garantire che tutti i cittadini possano curarsi in modo equo e continuativo nell’arco della loro vita.
Le vicende sanitarie degli ultimi anni in Calabria, invece, parlano di un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti. Il segno più evidente di questo disastro è la transumanza sanitaria verso le regioni del nord Italia di molti calabresi, che al forte dispendio economico devono aggiungere la discriminazione sociale di essere trattati da cittadini di serie B.

UNA FIACCOLATA PER LA SANITÀ IN CERCA DI RISCATTO

La fiaccolata, che con le lucerne e l’incedere voleva rappresentare il risveglio delle coscienze per una sanità a misura d’uomo da raggiungere, ha visto marciare una comunità fiera e dignitosa, in cerca di riscatto.
Molti volti presenti nel corteo sono stati gli stessi di tante altre battaglie fatte sempre a difesa della salute: il Vescovo della Diocesi Oppido-Palmi, Giuseppe Alberti, don Pino Demasi referente di “Libera”, i sindaci Michele Tripodi di Polistena e Michele Conia di Cinquefrondi, Antonio Albanese di Giffone, Antonio Tranquilla di Feroleto Della Chiesa.

GLI INTERVENTI DURANTE LA MARCIA A POLISTENA


Particolarmente significativi sono stati gli interventi di sua eccellenza il vescovo Alberti, dei suddetti sindaci. Parole decise, inequivocabili e capaci di disegnare una traiettoria organizzativa e di azione, richiamare con forza il principio più semplice e più alto allo stesso tempo, il diritto della Calabria a curarsi qui, nella propria terra.

MARISA VALENSISIE: «LA CALABRIA DEVE USCIRE DAL COMMISARIAMENTO»


Una volta giunti davanti all’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi”, è arrivato l’atteso discorso della presidente del Comitato di Tutela alla Salute di Polistena, Marisa Valensise, che ha letto un documento destinato alla presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, al ministro della Salute Orazio Schillaci, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui si chiede di «fare uscire fuori la Calabria dal Commissariamento e dal Piano di Rientro, condizione che ha provocato soltanto disastri e un modalità emergenziale di affrontare il problema».

MARCIA PER LA SANITÀ A POLISTENA, VALENSISE: «PIANO SALVA CALABRIA»

Non vi sono ideologie politiche da far valere in questa battaglia, ma soltanto un grido di speranza e di dignità che deve assolutamente coinvolgere tutti. Via, quindi, dal piano di rientro, al suo posto un Piano “SalvaCalabria”: non possiamo più rimanere prigionieri di una condizione che impedisce alla nostra terra di progredire e ai suoi cittadini di sentirsi parte di una regione trattata come tutte le altre. Rimaniamo adesso – conclude Valensise – in attesa di risposte chiare e concrete da parte delle autorità governative interpellate».

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