Sanità, Corte dei Conti lancia allarme, Calabria ancora in affanno
- Postato il 19 gennaio 2026
- Corte Dei Conti Calabria
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Sanità, Corte dei Conti lancia allarme, Calabria ancora in affanno

Relazione Corte dei Conti 2024: sanità calabrese segnata da divari strutturali e difficoltà nei LEA. Cresce la spesa privata delle famiglie e l’incognita sul personale per le case di comunità
Il Sistema Sanitario Nazionale prova a rialzarsi dopo la pandemia, ma per il Sud e la Calabria la strada resta in salita. È una fotografia nitida e preoccupante quella scattata dalla Corte dei Conti nella sua ultima Relazione al Parlamento. Sebbene la spesa sanitaria pubblica sia salita a 138,3 miliardi nel triennio 2022-2024 (+4,9%), l’inflazione si è mangiata gran parte delle risorse, lasciando un incremento reale di appena l’1%. E in questo scenario di “spesa difensiva”, la Calabria continua a pagare il prezzo più alto in termini di diseguaglianze e accesso alle cure.
CORTE DEI CONTI, IL PIANO DEI RIENTRO
I magistrati contabili mettono nero su bianco una realtà che i cittadini calabresi vivono quotidianamente: il divario Nord-Sud non si riduce. La Calabria, insieme a regioni come Sicilia, Campania e Puglia, rimane incagliata nelle maglie del piano di rientro. Nonostante si registrino timidi miglioramenti nei conti, la Corte segnala il persistere di “difficoltà strutturali”. Tradotto: i bilanci forse respirano meglio, ma i servizi ai cittadini non decollano. Le diseguaglianze nell’erogazione dei LEA (i Livelli Essenziali di Assistenza) restano marcate, confermando un’Italia a due velocità dove il diritto alla salute cambia in base alla residenza.
CURARSI COSTA CARO
Il dato più allarmante riguarda le tasche dei cittadini. Con un sistema pubblico in affanno, cresce la spesa privata: nel 2024, il 22% dei 185 miliardi di spesa sanitaria complessiva è uscito direttamente dai bilanci familiari. Per i calabresi, questo significa un doppio danno: pagano le tasse per un servizio spesso carente e sono costretti a pagare di tasca propria visite ed esami privati o, peggio, a fare le valigie. La Corte evidenzia infatti un aumento della mobilità sanitaria interregionale: i pazienti calabresi continuano a cercare cure migliori al Nord, impoverendo ulteriormente le risorse regionali e arricchendo le sanità del Settentrione.
Il Quotidiano del Sud.
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