Sangiuliano contro Montanari e Formigli: “Voi comunisti inneggiavate a Pol Pot”. Bagarre in studio
- Postato il 11 gennaio 2026
- La7
- Di Il Fatto Quotidiano
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Bagarre a Piazzapulita (La7) sulla commemorazione di Acca Larentia, l’evento annuale che si tiene ogni 7 gennaio a Roma, nel quartiere Tuscolano, in memoria dell’uccisione di tre giovani militanti del Fronte della Gioventù il 7 gennaio 1978.
Il reportage di Salvatore Guliano sul rito dei saluti romani e sulle dichiarazioni di alcuni esponenti di spicco di Fratelli d’Italia, come Fabio Rampelli e Federico Mollicone, viene commentato da Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, con parole taglienti.
Lo storico dell’arte sottolinea: “L’equiparazione fra fascismo e comunismo è veramente intollerabile. Bisognerebbe ricordare che il presidente dell’Assemblea costituente è stato Terracini, che era un comunista, che i comunisti in Italia sono padri costituenti e che i fascisti sono i reietti che hanno devastato il paese, distrutto la libertà, si sono alleati con i nazisti. Questa equiparazione nella storia d’Italia – continua – è da rigettare interamente e come spesso ripete Alessandro Barbero giustamente, c’è anche una ragione, diciamo, filosofica. Il fascismo ha attuato fino in fondo la propria ideologia devastando il mondo. Il comunismo ha devastato il mondo purtroppo tradendo la propria ideologia. C’è una differenza filosofica profonda”.
“Non è vero – insorge Sangiuliano – era esattamente quella l’ideologia del comunismo: fare milioni di morti”.
“Certo – risponde ironicamente Montanari – ma per favore, tu saresti anche giornalista“.
Sangiuliano insiste: “C’è stata una mozione del Parlamento europeo, votata anche da una metà dei parlamentari del Pd che ha equiparato nazismo e comunismo, sono due facce della stessa metà. Il leader comunista italiano Togliatti mandò a morte i dirigenti del partito comunista polacco e fece uccidere gli anarchici in Spagna. Togliatti era il numero due di Stalin, era il braccio destro, era l’esecutore delle nefandezze di Stalin. Il comunismo è questo. Non esiste un comunismo buono, stalinismo e comunismo sono la stessa identica cosa“.
Poi accusa: “In Cambogia facevate le manifestazioni per esaltare Pol Pot, che ha ammazzato due milioni di suoi concittadini”.
“Ma voi chi? – replica il conduttore Corrado Formigli – Evitiamo i deliri, per cortesia”.
“Non vale la pena di rispondere“, commenta Montanari.
Formigli cita poi Aldo Moro e Sangiuliano lo interrompe urlando: “Da chi è stato ammazzato Aldo Moro?”.
“Sangiuliano, ora mi deve ascoltare, se no mi arrabbio – sbotta il giornalista – Moro è stato ammazzato perché voleva fare un governo con quelli che lei definisce stalinisti. Il partito comunista italiano era un partito che stava dentro le istituzioni, ha fatto la Costituzione, è sempre stato dalla parte della legalità. Non diciamo stupidaggini”.
“E sullo scenario internazionale erano alleati di Stalin”, ripete l’ex ministro.
“Allora le ribalto la cosa – ribatte Formigli indicando il braccialetto di Sangiuliano con la scritta “Siete dei poveri comunisti” – Lei ad Acca Larentia ha visto centinaia di fascisti. Si metta anche il braccialetto con la scritta “Siete dei poveri fascisti”. Lo mette o no?”.
Sangiuliano traccheggia, protesta (“E che stiamo, a un interrogatorio di polizia?”), poi cambia discorso: “Da ministro della Cultura ho visitato due volte il Museo della Resistenza di Roma”.
“Ma lei è andato anche a fare campagna elettorale dai fascisti napoletani”, ricorda Formigli.
“Ma quali fascisti – minimizza Sangiuliano – i fascisti c’erano all’epoca. Io sono un conservatore, l’ho sempre detto”.
“E infatti conserva il fascismo“, chiosa sarcasticamente Montanari.
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