San Francesco d’Assisi: ottocento anni di cristianesimo dello spirito
- Postato il 10 gennaio 2026
- Storia Arte Cultura
- Di Paese Italia Press
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di Francesca Maccaglia
ORTE (VITERBO) – Francesco d’Assisi è una delle figure più straordinarie non solo della storia d’Italia – di cui è patrono – ma dell’intera storia spirituale dell’umanità. Il suo messaggio, dal respiro universale, continua a conquistare le coscienze in ogni parte del mondo, anche al di là dell’appartenenza religiosa. Uomo di eccezionale levatura morale e spirituale, Francesco ha profondamente trasfigurato l’esperienza cristiana, imprimendo alla fede un rinnovamento che attraversa i secoli.
A partire dai primi mesi del 2026 si snoderà un articolato percorso di eventi religiosi e culturali, concentrati soprattutto nella sua natia Umbria.
Il cammino si aprirà ufficialmente il 10 gennaio 2026, presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, con la cerimonia inaugurale dell’Ottavo Centenario del Transito di san Francesco, alla presenza di fra Massimo Fusarelli OFM, Ministro generale dei Frati Minori, e dei rappresentanti delle Famiglie Francescane.
Seguiranno, nelle settimane successive, numerosi appuntamenti spirituali e culturali.
Il momento culminante sarà rappresentato dal periodo dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, durante il quale, nella Basilica Inferiore di San Francesco d’Assisi, avrà luogo la prima ostensione pubblica delle spoglie mortali del Santo: un evento di portata eccezionale, che simboleggia la continuità della santità e la presenza viva di Francesco nella storia della Chiesa.
A suggellare ulteriormente l’importanza di questo anniversario, il Parlamento italiano ha approvato, tra settembre e ottobre 2025, il disegno di legge che ripristina il 4 ottobre come festività nazionale, riconoscendo il valore identitario e spirituale della figura di san Francesco per l’intero Paese.
L’inaugurazione del Centenario alla Porziuncola rappresenta il compimento del grande cammino giubilare francescano, che chiude il ciclo degli anniversari iniziati nel 2023. Il rito sarà trasmesso in diretta streaming sui canali ufficiali della Provincia Serafica OFM di San Francesco d’Assisi e sul sito dei Centenari Francescani.
La Porziuncola è il luogo in cui tutto ebbe inizio, cuore pulsante della missione francescana. Nel 1208 Francesco restaurò con le proprie mani la piccola chiesa, rispondendo all’invito del Crocifisso di San Damiano: «Va’ e ripara la mia casa». Qui trovò il suo rifugio spirituale, ascoltò il Vangelo che orientò definitivamente la sua vita, comprese la chiamata alla povertà e alla fraternità e fondò l’Ordine dei Frati Minori.
Sempre alla Porziuncola accolse Chiara d’Assisi, che nella notte della Domenica delle Palme del 1212 iniziò il suo cammino di consacrazione, dando origine all’Ordine delle Clarisse. Qui Francesco ricevette l’Indulgenza della Porziuncola, nota come Perdono di Assisi, concessa da papa Onorio III, e qui concluse serenamente la sua esistenza terrena, il 3 ottobre 1226, nella Cappella del Transito, oggi parte della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Francesco d’Assisi è senza dubbio uno dei santi più conosciuti e amati della cristianità. La sua vita si articola in due grandi stagioni: una prima, segnata dalla giovinezza agiata e mondana; una seconda, nata da una profonda crisi spirituale, che lo condusse alla radicale scelta evangelica della povertà, della penitenza e della fraternità. Da questa conversione scaturì un’esperienza religiosa nuova, capace di rinnovare la Chiesa dall’interno.
Uomo di pace, Francesco trasformò l’esperienza della violenza e della guerra in un cammino di riconciliazione. Emblematico è l’incontro con il Sultano Malik al-Kamil, durante la Quinta Crociata, segno profetico di dialogo interreligioso, così come il celebre episodio del Lupo di Gubbio, simbolo di armonia tra l’uomo, il creato e Dio.
La sua pace non era un sentimento superficiale, ma il dono profondo che nasce dall’incontro con Cristo, capace di generare accoglienza, misericordia e perdono. Francesco comprese che solo la pace interiore può trasformare il mondo.
Uomo dell’ascolto, come ricorda nel suo Testamento, Francesco riconobbe la propria vocazione attraverso il dono dei fratelli, vivendo il Vangelo nella sua forma più essenziale.
La famiglia francescana, oggi diffusa in tutto il mondo, testimonia la fecondità di questo carisma, che ha generato innumerevoli esempi di santità.
La libertà è uno dei tratti più affascinanti della sua figura: libertà dalle ricchezze, dalle aspettative sociali, dai ruoli, persino dalla propria immagine di santità. Emblematico è l’incontro con il lebbroso, evento decisivo della sua conversione, nel quale l’amaro si trasformò in dolcezza.
Francesco instaurò un rapporto nuovo con il creato, riconoscendo ogni creatura come sorella, e visse una povertà radicale, intesa non come rinuncia sterile, ma come spazio di piena fiducia in Dio. Il dono delle stimmate suggellò la sua totale conformazione a Cristo crocifisso.
La figura del Santo ha ispirato anche il cinema, da Il Poverello di Assisi di Enrico Guazzoni (1911) fino a Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli, l’opera che più ha segnato l’immaginario collettivo.
Dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, il corpo di san Francesco sarà esposto ai piedi dell’altare papale della Basilica Inferiore di Assisi. L’afflusso di pellegrini sarà imponente: per questo è stato predisposto un sistema di prenotazione gratuita e obbligatoria online sul sito ufficiale del Centenario www.sanfrancescovive.org, in italiano e inglese, per garantire un’esperienza ordinata e raccolta.
Al termine del percorso di venerazione, ogni pellegrino parteciperà a un breve rito liturgico e riceverà un dono commemorativo, segno tangibile dell’incontro con il Santo.
“Fratello di tutti gli uomini”, Francesco continua a parlare al cuore del nostro tempo, invitando a percorrere la via della fraternità e della carità. La sua perfetta letizia resta un messaggio attualissimo: la gioia che nasce dall’abbandono a Dio, dalla croce accolta e trasformata in amore, per riscoprirci, oggi come allora, figli amati di un unico Padre.
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