Salvini: «Vorrei chiamarlo Ponte della Pace»

  • Postato il 29 marzo 2026
  • Matteo Salvini
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Salvini: «Vorrei chiamarlo Ponte della Pace»

Il ministro Salvini a Messina alla manifestazione promossa dai sostenitori del Ponte sullo Stretto. In piazza 1500 persone. Ciucci: «Lavori finiti in otto anni»


CIRCA 1.500 persone hanno partecipato ieri, sabato 28 marzo 2026, a Messina alla manifestazione “L’ora del Ponte”, organizzata dalle associazioni favorevoli alla realizzazione dell’infrastruttura. Oltre cinquanta tra associazioni, movimenti, comitati e sigle sindacali provenienti da Sicilia e Calabria sono scesi in piazza Unione Europea. Alla manifestazione ha preso parte anche il ministro Matteo Salvini.

MATTEO SALVINI ALLA MANIFESTAZIONE PRO PONTE


«Ci metto tutto me stesso per dare non solo a Sicilia e Calabria, ma a tutta l’Italia un’opera unica al mondo», ha detto. Il Ponte, ha aggiunto, «porterà lavoro, meno inquinamento, meno traffico e collegherà le due sponde con una metropolitana dello Stretto con centinaia di passaggi al giorno, cambiando la vita in meglio». Secondo il ministro, l’infrastruttura rappresenterebbe anche «un antidoto alla mafia», oltre che «un simbolo della capacità e della forza dell’Italia nel mondo». Salvini ha sottolineato che il progetto è seguito «nel nome della trasparenza e della legalità», con il coinvolgimento di Corte dei conti, Unione europea e organismi tecnici, tra ingegneri, geologi e architetti.

«SPERIAMO SIA L’ANNO BUONO»

«Dopo un secolo di attese speriamo sia l’anno buono – ha affermato – senza dare scadenze, ma con il massimo impegno». Il vicepremier ha quindi auspicato un clima politico più unitario: «Spero che su sviluppo e lavoro per i giovani la politica si unisca». Nel suo intervento, Salvini ha anche proposto che, una volta completata, l’opera possa essere chiamata “Ponte della Pace”. «Soprattutto in un momento internazionale complicato», ribadendo il rispetto per le posizioni contrarie ma chiedendo «lo stesso rispetto per chi vuole costruire, unire e avvicinare». Il ministro ha infine ricordato i cantieri infrastrutturali già avviati tra Sicilia e Calabria, per un valore di circa 50 miliardi di euro, sostenendo che «si può fare sia il resto che il Ponte», definito «un’occasione di sviluppo, lavoro e speranza per le nuove generazioni».

CIUCCI: «PER COMPLETARE L’OPERA CI VORRANNO OTTO ANNI»


«Contiamo di completare l’iter procedurale e approvativo entro settembre, per avviare nell’ultimo trimestre le prime attività sul territorio e aprire i cantieri prima della fine della legislatura» ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, a margine della manifestazione. «Per completare l’opera ci vorranno otto anni. Vi diamo l’appuntamento per l’apertura al traffico» ha aggiunto.
«Noi rivendichiamo il diritto di ambire alle grandi opere e di essere protagonisti dello sviluppo nazionale – ha scandito dal palco la sottosegretaria Matilde Siracusano – Questa è la piazza del sì, che si contrappone a chi dice che bisognerebbe fare altro, e che guarda caso sono gli stessi che, quando hanno governato, non hanno fatto né una strada né hanno comprato un treno. È una narrazione che non regge, e lo sanno anche i bambini: le grandi opere sono attrattori di investimenti».
Presente il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, mentre non c’era il collega Roberto Occhiuto. A rappresentare la Calabria, il coordinatore regionale e candidato alla guida di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro.

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