Sabotaggio tra Fratelli d’Italia a Rovigo? Gli adesivi del Pd che imbarazzano il partito
- Postato il 15 gennaio 2026
- Di Il Foglio
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Sabotaggio tra Fratelli d’Italia a Rovigo? Gli adesivi del Pd che imbarazzano il partito
Di fratelli al veleno, il mondo è sempre stato pieno. Romolo e Remo. Caino e Abele. E con la F maiuscola? La versione veneta e politica della faccenda, oggi, vede protagonisti Fabio Benetti e Mattia Moretto. L’uno neoeletto in Consiglio regionale a Rovigo, in quota Fratelli d’Italia. L’altro, candidato per lo stesso partito, rimasto fuori per un soffio anche a causa di un’infamante – infamantissima, per l’estetica meloniana – campagna di sabotaggio: una sfilza di adesivi del Pd incollati sui suoi manifesti elettorali, che potrebbero aver confuso i cittadini. La clamorosa novità di questi giorni? Il povero Moretto ha sporto denuncia contro ignoti. E dopo poche settimane le autorità competenti avrebbero beccato con le mani nella marmellata – cioè con gli sticker in mano, stando alle telecamere pubbliche nella zona – proprio il collega di partito Benetti.
Una situazione paradossale, che ha gettato una discreta vena d’imbarazzo sui meloniani del nordest. In termini giudiziari il condizionale resta d’obbligo e vige la presunzione d’innocenza: Moretto si affida al no comment, Benetti continua a dichiararsi totalmente estraneo ai fatti e al momento risulta indagato per il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino. Ma il problema politico persiste.
“Purtroppo alcune diatribe interne, in campagna elettorale, sono ricorrenti”, spiega al Foglio Luca De Carlo, coordinatore regionale dei meloniani. “Ed è chiaro che a Rovigo è arrivato il momento di distendere la tensione. Per far capire che lavoriamo tutti nella stessa squadra: insieme per i cittadini, non gli uni contro gli altri. Detto questo, abbiamo la massima fiducia nell’attività della magistratura: se sono state commesse delle irregolarità, verranno accertate. Fino a prova contraria, da dirigente del partito esprimo fiducia a Benetti e al contempo riconosco il buon lavoro di Moretto”. 2.395 voti contro 2.329: la differenza l’ha fatta davvero il bollino del Pd? “Non era certo il caso di dare una mano ai dem…”. Al candidato è comunque andata di lusso: una volta s’imbrattava con la falce e il martello. O al limite un paio di baffetti.
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