Ronaldo sciopera ancora, ecco il vero motivo ma i tifosi sono con lui: cosa hanno fatto allo stadio
- Postato il 7 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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La luna di miele tra Cristiano Ronaldo e l’Arabia Saudita volge verso la fine. Era il 3 gennaio 2023 quando la stella portoghese sbarcò all’Al Nassr – per circa 200 milioni di stipendio l’anno – facendo così di fatto da apripista per il calcio saudita, ancora sconosciuto al mondo. Accolto come un messia – con persino deroghe ad hoc per consentirgli di vivere da non sposato in casa con la sua Georgina (cosa che non prevede la legge araba) – e ricoperto d’oro in tutto e per tutto. Ma tutto questo ora potrebbe non bastare più: Cristiano Ronaldo continua a restare fuori dall’Al Nassr e, partita dopo partita, la sua assenza non passa più come una semplice scelta tecnica. I retroscena e i motivi della rottura.
- Il nodo stipendi: la scintilla dello “sciopero”
- Il malcontento verso il PIF e il mercato
- Il sostegno dei tifosi
- Le voci sul futuro e la clausola
Il nodo stipendi: la scintilla dello “sciopero”
Dopo aver saltato la sfida con l’Al Riyadh, il portoghese non si è presentato nemmeno contro l’Al Ittihad, match vinto 2-0 dai suoi compagni. Una decisione che ha il sapore di una protesta vera e propria. Sebbene il club sia ancora in corsa per il titolo, a un solo punto dall’Al Hilal di Simone Inzaghi, CR7 sceglie di non tornare in campo. Il motivo, secondo quanto emerge dal Portogallo, sarebbe molto più serio del previsto.
A rivelare il retroscena è il quotidiano ‘A Bola’, da sempre vicino all’entourage del giocatore. Dietro l’irrigidimento del campione non ci sarebbe solo il malcontento per il mercato, ma soprattutto i ritardi nei pagamenti. Secondo il giornale, Ronaldo sarebbe disposto a giocare soltanto dopo aver ricevuto le mensilità arretrate. Si parla di cifre enormi: circa 20 milioni di euro al mese, per oltre 200 milioni a stagione.
Lo stesso quotidiano spiega che sarebbe tornato in campo “se gli fosse stato pagato lo stipendio arretrato dal club saudita”, ma finché la situazione non verrà sanata continuerà la sua protesta. Il problema, inoltre, non riguarderebbe soltanto lui: ritardi simili starebbero coinvolgendo anche staff e dipendenti del club.
Il malcontento verso il PIF e il mercato
Alla questione economica si somma un altro fronte caldo: la gestione sportiva. Il fondo sovrano PIF, proprietario dei principali club sauditi (Al Nassr, Al Hilal, Al Ittihad e Al Ahli), è accusato di aver favorito l’Al Hilal, rinforzandolo pesantemente.
Il trasferimento di Karim Benzema verso i rivali diretti ha fatto infuriare Ronaldo e il suo entourage. L’idea è che l’Al Nassr stia perdendo competitività, compromettendo anche gli obiettivi personali del portoghese. Uno su tutti: il traguardo dei 1.000 gol in carriera. Attualmente è a quota 961, ma senza una squadra di alto livello attorno diventerebbe più complicato raggiungerlo.
Il sostegno dei tifosi
Nonostante la tensione, i tifosi restano dalla parte del loro numero 7. Durante l’ultima partita hanno mostrato striscioni e cartoncini gialli con il suo nome e il numero iconico, chiamandolo al settimo minuto di gioco. Un gesto simbolico che testimonia quanto Ronaldo sia ancora il volto del progetto saudita.
Intanto aumentano le speculazioni sul suo futuro. Secondo il quotidiano britannico The Times, nel contratto sarebbe presente una clausola rescissoria da circa 68 milioni di dollari, con un ingaggio da 240 milioni annui.
Le voci sul futuro e la clausola
Negli Stati Uniti, infatti, nelle ultime ore si parla di un possibile interesse dalla MLS per CR7, con l’Inter Miami di Messi tra le ipotesi più suggestive, anche se restano i vincoli di budget.
The Athletic riferisce inoltre che il PIF considera “impossibile prevedere” come si concluderà la vicenda. Per l’Arabia Saudita la permanenza di Ronaldo resta strategica: raggiungere i 1.000 gol nel campionato locale sarebbe una potente operazione d’immagine in vista del Mondiale 2034.