Romano Prodi vuole far guerra a Trump: "Mandare i soldati"

  • Postato il 11 gennaio 2026
  • Televisione
  • Di Libero Quotidiano
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Romano Prodi vuole far guerra a Trump: "Mandare i soldati"

Toh, anche i professori qualche volta, e in qualche miratissimo caso, mostrano i muscoli. L’ex premier Romano Prodi, ospite di Corrado Formigli per la prima puntata del 2026 di PiazzaPulita in onda su La7, affronta le due più scottanti questioni internazionali del momento, destinate a condizionare l’agenda politica di questa prima parte di nuovo anno: da una parte il Venezuela, con il blitz americano che ha portato alla caduta del dittatore chavista Nicolas Maduro, e dall’altro la Groenlandia, enorme territorio danese amministrato dalla Danimarca ma che il presidente Usa Donald Trump ha detto a chiare lettere di voler far suo, in un modo o nell’altro.

Riguardo all’operazione Caracas, l’ex premier e fondatore dell'Ulivo rifiuta categoricamente la definizione di “golpe legittimo”: «Di legittimo c’è solo l’affermazione della Meloni, il resto non lo è. Il congresso americano ha il diritto e il dovere di dichiarare ogni decisione di guerra, ma non è stato fatto». «Nella carta delle Nazioni Unite- insiste Prodi- è proibita ogni azione militare se non in caso di legittima difesa... Difficile dire che questa sia legittima difesa». Insomma, «era chiarissimo che un’azione militare come questa non si poteva fare. Quindi, per favore, non parliamo di legittimità».

 

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Il riferimento, ovviamente, è alla premier Giorgia Meloni che aveva definito «legittima un’azione difensiva contro il narcotraffico». Si cambia continente, e la questione cambia. «È una situazione senza precedenti!», allarga le braccia Formigli parlando delle mire di Trump sulla Groenlandia. Che fare? «Io con la massima semplicità manderei qualche migliaio di soldati, in accordo con il governo danese, e poi dopo vediamo, voglio dire», propone serissimo Prodi.

 

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«Basterebbe questa semplice azione, che non è di guerra ma pacifica. Fate una esercitazione militare in Groenlandia, ne fate tante... Per dare il segnale che esistete. La questione è che invece a Bruxelles si discute ma non si prendono decisioni. Non ci sarebbe nessuna difficoltà a fare una dimostrazione. Guardate che dietro alla Groenlandia ci siamo tutti noi».

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Autore
Libero Quotidiano

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