Roma e Teheran si scontrano sulla politica verso i Pasdaran
- Postato il 27 gennaio 2026
- Esteri
- Di Paese Italia Press
- 3 Visualizzazioni
Roma, 27 gennaio 2026 – Una tensione diplomatica di ampia portata si è aperta tra l’Italia e l’Iran dopo che Teheran ha convocato l’ambasciatrice italiana Paola Amadei per protestare contro le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tajani ha annunciato che proporrà al prossimo Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) nella lista delle organizzazioni terroristiche sulla base del ruolo che la milizia ha avuto nella repressione delle vaste proteste antigovernative che stanno scuotendo l’Iran, con migliaia di morti segnalati dalle fonti di attivisti e organizzazioni indipendenti.
La reazione di Teheran è stata ferma: il ministero degli Esteri ha definito le dichiarazioni italiane “irresponsabili” e ha varato messaggi ufficiali secondo cui qualsiasi tentativo di colpire gli interessi iraniani incontrerà “una risposta decisa”. L’Italia, da parte sua, ha ribadito che la forte repressione nelle strade e l’uso letale della forza contro i manifestanti richiedono risposte chiare da parte della comunità internazionale. La posa di sanzioni più severe da parte dell’UE è già all’ordine del giorno, ma la designazione formale dei Pasdaran come gruppo terroristico richiede l’unanimità dei Paesi membri, un traguardo non semplice da raggiungere.
Accanto alla crescente tensione diplomatica, la presenza di una portaerei statunitense e di altri asset militari nel Golfo Persico ha alimentato discussioni nei circoli politici e militari di diversi Paesi. In Israele, secondo media internazionali, il governo considera realistiche le ipotesi di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in risposta alla brutale repressione interna in Iran e alla destabilizzazione regionale. In seguito a conversazioni tra il premier israeliano e esponenti dell’amministrazione americana, fonti israeliane hanno riferito che Tel Aviv è in stato di allerta per uno scenario in cui Washington decida di adottare misure militari contro Teheran, e si discute di coordinare difesa e potenziali risposte in caso di escalation.
Questa preoccupazione nasce anche dal timore che un’azione militare degli Stati Uniti – evocata dall’accentramento di forze Usa in mare – possa trascinare Israele in prima linea, direttamente o indirettamente. Le autorità di Gerusalemme valutano tutte le possibili ripercussioni per la sicurezza interna e regionale, consapevoli che un conflitto con l’Iran potrebbe allargarsi rapidamente coinvolgendo alleanze e milizie filo‑iraniane in Libano e Iraq.
Il quadro di fondo resta però complesso: mentre l’Occidente cerca di definire risposte diplomatiche e sanzionatorie alla repressione interna in Iran, la prospettiva di un intervento militare – per quanto al momento non confermata ufficialmente da Washington – alimenta timori strategici sia a Roma sia a Tel Aviv. In Iran, questa situazione ha già spinto molte nazioni a consigliare ai rispettivi cittadini di lasciare il Paese e ha portato a una riduzione del personale delle rappresentanze straniere a Teheran per motivi di sicurezza.
@Riproduzione riservata
Copertina: Paola Amadei ambasciatrice d’Italia a Teheran (Iran)
L'articolo Roma e Teheran si scontrano sulla politica verso i Pasdaran proviene da Paese Italia Press.