Rogoredo, la marcia indietro del Sap che lanciò una raccolta fondi per pagare l’avvocato a Cinturrino: “Restituiremo i soldi”

  • Postato il 24 febbraio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Volevano supportare l’agente Carmelo Cinturrino, pagandogli le spese legali, ritenendo ingiusta l’indagine per omicidio volontario aperta dalla procura di Milano subito dopo la morte di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, a Milano, ucciso con un colpo di pistola alla tempia. Ora che il poliziotto del commissariato Mecenate è stato fermato e l’inchiesta dei suoi colleghi della Squadra Mobile ha delineato un quadro grave, con il vice ispettore accusato di aver orchestrato una messinscena mettendo una pistola finta accanto al corpo del 28enne marrocchino, il Sindacato autonomo di polizia fa marcia indietro.

Il Sap ha annunciato che restituirà l’intera somma devoluta alle circa mille persone che hanno contribuito al sostegno della tutela legale di Cinturrino: “Quanto emerso negli ultimi giorni – spiega il segretario generale Stefano Paoloni – denota la gravità dei fatti e dei comportamenti tenuti nel boschetto di Rogoredo dagli operatori di polizia e in primis da Carmelo Cinturrino. Da un collega delle forze dell’ordine ci si aspetta rigore, professionalità e serietà, quanto accaduto e di una gravità inaudita”.

Lo scenario, dice ora Paoloni, è “completamente diverso” rispetto “alle informazioni raccolte inizialmente”, cioè rispetto alla versione di Cinturrino: “Non solo ne prendiamo atto, ma ci spiace perché il nostro agire in buona fede ha raccolto la sensibilità di tantissime persone che si sono attivate immediatamente. La raccolta fondi era finalizzata a sostenere un collega che ritenevamo in difficoltà per motivi di servizio, purtroppo ci siamo sbagliati”.

Alla luce degli accertamenti, aggiunge quindi il Sap, “non possiamo che rivedere la nostra posizione e sarà nostra cura restituire l’intero contributo a chi ha sostenuto l’iniziativa”. Quindi arriva le scuse rivolte a “coloro che hanno partecipato, li ringraziamo per il sostegno disinteressato” rivolto alle forze dell’ordine. “Quanto accaduto – conclude Paoloni – è gravissimo e non ha scusanti, ma questo non deve ledere l’onorabilità e la professionalità di quanti tutti i giorni rischiano la loro incolumità sulle strade del Paese. Per fortuna, il sistema ha gli anticorpi, la verità è venuta a galla e si sta facendo piena chiarezza”.

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Il Fatto Quotidiano

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