Rivelazioni in aula di Araneo: «Bardi chiese come far fuori Barresi»

  • Postato il 17 febbraio 2026
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Rivelazioni in aula di Araneo: «Bardi chiese come far fuori Barresi»

L’ex segretario del governatore Araneo parla nel processo sulla cacciata del dg del San Carlo: «Bardi chiese come far fuori Barresi».


POTENZA – Il governatore Vito Bardi di mattina diceva di voler difendere l’allora direttore generale del San Carlo Massimo Barresi. Ma il pomeriggio nell’aula del Consiglio votava contro di lui con i suoi detrattori. E alla fine è stato proprio lui a chiedere all’allora direttore generale del Dipartimento salute una strategia per disarcionarlo. Lo ha raccontato, ieri, l’ex segretario particolare del governatore, Mario Araneo, sentito ieri pomeriggio nel Tribunale di Potenza, come testimone dell’accusa nel processo  sulle presunte manovre della prima giunta Bardi  per cacciare Barresi dalla guida dell’azienda ospedaliera regionale, e le presunte corruttele elettorali consumatesi in occasione delle consultazioni comunali vinte nel 2020, a Lagonegro, da Maria Di Lascio.

Araneo ha raccontato di essere stato scelto in maniera fiduciaria dal governatore Vito Bardi come capo della sua segreteria, dopo essere stato  a capo anche della segretaria di altro governatore di centrosinistra, Vito De Filippo. Di fronte al collegio presieduto da Marcello Rotondi  il superteste numero 2 dell’accusa ha spiegato di aver maturato una grande considerazione umana e professionale di Barresi, e di aver raccolto le sue lamentele per le presunte pressioni ricevute dall’allora assessore alla Salute, e attuale consigliere regionale FdI, Rocco Leone.

BARDI, LE PRESSIONI PER L’AVVICENDAMENTO E IL TAGLIO DEI FONDI

Rispondendo alle domande del pm Vincenzo Montemurro l’ex segretario particolare di Bardi ha raccontato di aver ascoltato dalla sua stanza, attigua a quella del governatore, quasi quotidiane rimostranze sul comportamento di Barresi da parte dell’assessore. Con richieste sempre più insistenti per un avvicendamento ai vertici del San Carlo. Fino a quando il governatore non avrebbe abbandonato ogni resistenza sul punto, decidendo di aderire a queste richieste. Di qui la richiesta all’allora dg del Dipartimento Salute, Ernesto Esposito, di escogitare un modo per riuscirci, che avrebbe partorito la delibera con cui, a luglio 2020, sono stati “tagliati” 12 milioni di euro dai fondi stanziati per il San Carlo.

Rispondendo all’avvocato Alessandro Singetta, difensore dell’ex sindaca di Lagonegro Maria Di Lascio, Araneo ha ammesso di aver organizzato un pranzo tra Barresi, un avvocato e un imprenditore che avevano aperto un contenzioso giudiziario col San Carlo. Pranzo documentato dall’attuale direttore generale dell’azienda ospedaliera, Giuseppe Spera, che avrebbe fotografato il suo predecessore e quegli strani commensali. Incalzato da Singetta sul punto, però, l’ex segretario di Bardi ha escluso di aver fatto pressioni  su Barresi per definire quel contenzioso giudiziario con una transazione.

LE ACCUSE DELLA PROCURA E IL GRUPPO DI POTERE

L’inchiesta dei pm di Potenza sulla “mala politica” lucana è nata proprio dalle denunce dell’ex dg del San Carlo, nominato a legislatura già scaduta dall’amministrazione di centrosinistra guidata dalla governatrice reggente Flavia Franconi. Barresi aveva riferito ai carabinieri che in Regione Basilicata sarebbe esistito: «un vero e proprio gruppo di potere in grado di orientare l’azione amministrativa al raggiungimento di comuni fini personali politici ed elettorali in violazione delle norme poste a presidio dei principi di economicità imparzialità e buon andamento (…) dell’azione della pubblica amministrazione». Bardi e gli altri assessori imputati: Rocco Leone (FdI); Franco Cupparo (Fi); Gianni Rosa (FdI) e Francesco Fanelli (Lega) sono accusati di tentata induzione indebita.

Per aver compiuto: «atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere alle dimissioni Barresi Massimo (…) colpevole di non essersi adeguato alle richieste indebite e talora illecite e o clientelari di rappresentanti della giunta regionale ovvero di esponenti politici della maggioranza che esprimeva la giunta».

LA STRATEGIA DEL FALLIMENTO GESTIONALE

I pm fanno riferimento proprio alla delibera con cui a luglio del 2020 sono stati tagliati 12 milioni di euro dai fondi destinati al San Carlo. Delibera che a loro avviso non avrebbe avuto altra motivazione, «se non quella di mettere il Barresi in eccezionale difficoltà se non nella sostanziale impossibilità di raggiungere i risultati di gestione che doveva conseguire con il connesso rischio di essere esposto in ragione di tale carenza di fondi ad un fallimento professionale e gestionale». Tanto più che a settembre 2020, col subentro di Spera alla guida dell’Azienda ospedaliera, circa 7 milioni e mezzo di euro sarebbero ritornati alla loro originaria destinazione. Il processo riprenderà il  23 marzo per sentire altri tre testimoni della pubblica accusa.

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