Ripartire dall'amatriciana, un piatto di pasta come volàno dell'economia

  • Postato il 3 febbraio 2026
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  • Di Agi.it
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Ripartire dall'amatriciana, un piatto di pasta come volàno dell'economia

AGI - Spaghetti (ma anche bucatini o mezzemaniche) all'amatriciana come strumento per far ripartire l'economia di una zona del Lazio messa in ginocchio dal terremoto del 24 agosto di dieci anni fa. Per questo il prossimo 6 marzo, a sei anni da quando ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di "Specialità Tradizionale Garantita (STG)" si terrà la Prima Giornata internazionale dell'Amatriciana.

Oggi alla Camera dei Deputati, nella Sala Tatarella, è stato presnetato il programma della tre giorni di eventi che si svolgeranno ad Amatrice dal 6 all'8 marzo 2026. L'iniziativa è promossa dall'Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM), con il patrocinio del Comune di Amatrice, dell'Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo.

Nel corso della conferenza stampa è stato presentato il logo ufficiale della manifestazione ed è stato illustrato il programma della tre giorni, che prevede convegni tematici, laboratori, visite ai cantieri della ricostruzione, escursioni a piedi e in e-bike, oltre a numerose degustazioni, con l'obiettivo di valorizzare le eccellenze e le peculiarità del territorio che ha dato origine a uno dei piatti più celebri al mondo.

L'amatriciana come volàno per la ripartenza

A intervenire sono stati il presidente dell'ARAM Giovanni Apa, insieme al consiglio direttivo e agli associati, il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, l'onorevole Luciano Ciocchetti, in collegamento il commissario straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli e l'assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre. "Per noi l'amatriciana non è solo un simbolo di eccellenza enogastronomica - ha spiegato il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi - ma rappresenta soprattutto il volàno della ripartenza socio-economica di Amatrice e delle sue frazioni. È un brand che dobbiamo sfruttare per la ripresa morale del territorio, che ha bisogno che tornino le persone a viverlo e che lavorino ristoratori, albergatori e tutte le attività della zona". Il commissario per la Ricostruzione Guido Castelli in video collegamento ha sottolineato il valore simbolico dell'iniziativa nel percorso post-sisma: "Questa tre giorni non è solo un'occasione di promozione di un brand noto, ma l'inizio di un percorso legato a una scadenza importante: i dieci anni dal terremoto. Stiamo recuperando terreno, ma la sfida vera è ricostruire il nesso fiduciario tra comunità, società e istituzioni".

Ambasciatore dell'italianità e patrimonio culturale

L'assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Baldassarre spiega: "La cultura ha la capacità di unire i saperi con i sapori, soprattutto per rilanciare quei territori interni che spesso sono poco conosciuti o difficili da raggiungere. L'amatriciana è un vero ambasciatore dell'italianità nel mondo: è uno dei piatti più conosciuti, più graditi, più mangiati, e proprio parla italiano. Come diceva Lévi-Strauss, la cucina è la lingua che parlano le culture, e quella italiana ci rappresenta pienamente, tanto più oggi che è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell'Unesco".

Capacità ricettiva e obiettivi operativi

Dal punto di vista operativo, il presidente dell'ARAM Giovanni Apa ha evidenziato la capacità ricettiva attuale del territorio: "Oggi Amatrice può contare su circa 300 posti letto e 1.500 coperti al giorno. Non siamo una realtà minuscola e possiamo ospitare eventi e manifestazioni. Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che è possibile fare qualcosa di bello e concreto, nonostante le difficoltà che ancora esistono".

Il riconoscimento STG e i numeri della produzione

La scelta della data non è casuale: il 6 marzo 2020 l'Amatriciana ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di "Specialità Tradizionale Garantita (STG)", certificazione posseduta in Italia solo da altri tre prodotti: la mozzarella, la pizza napoletana e i vincisgrassi alla maceratese. Da qui l'idea di istituire una giornata fissa, che sarà celebrata ogni anno, affiancata nel fine settimana successivo dagli eventi sul territorio. Secondo i dati Arsial, nei soli comuni di Amatrice e Accumoli si producono circa 100 tonnellate annue di sugo all'amatriciana, pari a circa 25 mila porzioni l'anno, mentre nel Lazio si arriva a oltre un milione di piatti. Numeri che spiegano perché, accanto al Carbonara Day e al Pizza Day, nasca ora anche l'Amatriciana Day, con l'obiettivo di celebrare il piatto in tutti e cinque i continenti e, allo stesso tempo, rilanciare il luogo da cui ha avuto origine.

 

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Autore
Agi.it

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