Rigassificatore a Piombino, Russo: “La posizione del nostro territorio è stata più forte dell’ipocrisia”
- Postato il 20 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “La nostra posizione era limpida, solida e corale, talmente forte che piano piano tutti hanno dovuto accettarla: la Provincia poi la Regione, infine il Governo. Ricordo gli attuali consiglieri regionali di maggioranza che oggi brindano, mentre allora difendevano con decisione il progetto. La posizione del nostro territorio è stata più forte dell’ipocrisia, perché non era dettata da miope calcolo politico, ma dalla convinzione della scelta migliore per il futuro del nostro territorio”. Questo il commento del sindaco Marco Russo dopo la proroga del governo con la quale è stato “blindato” il rigassificatore di Piombino.
“All’inizio di questa lunghissima vicenda, tutti davano per certo che la posizione del territorio sarebbe stata sconfitta e che il rigassificatore sarebbe stato certamente spostato di fronte alla costa savonese. Invece era doveroso esprimere un No motivato e non farsi scoraggiare, perché la nostra posizione non era dettata da logiche di schieramento, ma da ragioni di merito. I fatti ci hanno dato ragione: la pacatezza, la compattenza e la motivata fermezza del territorio hanno pagato. E’ passato qualche giorno dall’ufficialità della decisione del governo. In questo periodo ho ripensato ad alcuni momenti, come fotogrammi che raccontano questa vicenda”.
“Il territorio ha saputo dare dimostrazione di grande maturità, in cui ognuno – istituzioni, associazioni, movimenti, singoli cittadini – svolgeva il proprio ruolo in coordinamento con gli altri per un obiettivo comune: sono stati momenti nei quali non si esprimeva una posizione “contro” ma una posizione “per” il territorio”.
“Ricordo i primi incontri con il Presidente Toti – prosegue Russo – che a noi sindaci spiegava che la posizione del territorio era irrilevante, perché il rigassificatore sarebbe venuto a Savona, in ogni caso la superficialità del progetto e l’arroganza del potere che mostra i muscoli senza argomenti e senza conoscere ciò di cui parla. Ricordo anche che nel frattempo nel territorio si diffondeva la voglia di sapere e di conoscere; si moltiplicavano assemblee di approfondimento, manifestazioni gioiose, serene, determinate: la catena umana in spiaggia, la manifestazione in piazza Sisto, quella dalla Campanassa che suonava eccezionalmente e tante altre; si cominciava a costruire la rete dei sindaci, con poche e isolate eccezioni, i Consigli Comunali prendevano posizioni formali, mentre i consiglieri regionali di opposizione erano presenti e attivi”.
“Al Presidente Toti sulle colonne del Secolo XIX a fronte dei suoi insulti (“terrapiattisti”, “Masaniello”…), rispondevo provando ad argomentare con pacatezza e fermezza. Ricordo l’incontro con la Snam, dal quale emergeva che la decisione di spostare la nave non era tecnica o dettata da necessità energetica, ma esclusivamente di calcolo politico del presidente della Regione. Durante la riunione a Palazzo Nervi, quando anche la Provincia era favorevole al progetto, in cui, di fronte ad un atteggiamento sprezzante, ma nel merito fragilissimo, abbiamo chiesto rispetto per il territorio e spiegato le ragioni della nostra posizione. In quella circostanza i consiglieri regionali di maggioranza ci irridevano”, afferma il primo cittadino.
Conclude riepilogando gli ultimi incontri istitutuzionali: “Durante il confronto in Commissione regionale dove da parte della maggioranza compatta, di fronte alle argomentazioni pacate ma decise dei sindaci, emergeva chiaramente l’imbarazzante superficialità della decisione della Regione. Negli ultimi colloqui con l’allora Presidente della Regione, in chiara difficoltà, che cercava una via di uscita, al quale ribadivo, per l’ennesima volta, che la via di uscita era fermare il progetto. La missione a Roma dal capo di gabinetto della Presidente Meloni e i numerosi colloqui con il Ministro Pichetto Fratin per spiegare le ragioni del territorio”.