Riforma sanitaria, Uil Fpl: “Non si esclude lo stato di agitazione”

  • Postato il 3 febbraio 2026
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  • Di Genova24
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Sciopero generale Cgil e Uil 16 dicembre

Genova. “Le evidenti difficoltà del nostro Servizio Sanitario Regionale sono distanti dalle recenti dichiarazioni e dai proclami letti sui quotidiani. La riforma in atto, infatti, ha completamente escluso le Organizzazioni Sindacali dal confronto preventivo sulle implicazioni per pazienti e lavoratori, portando a disagi e criticità che si stanno manifestando. Tra queste, si evidenzia la mancata consultazione dei lavoratori, anche attraverso un bando che prevedesse un percorso di mobilità volontaria, ad esempio per il personale della ASL 3, per consentire la scelta, considerando l’anzianità di servizio e le competenze maturate, tra l’opzione ospedaliera o quella sul territorio. Scelta invece imposta unilateralmente, senza alcun coinvolgimento delle componenti sindacali e delle RSU, contrariamente a quanto invece previsto inequivocabilmente dalla normativa”.

A scriverlo in una nota stampa Milena Speranza, Segretaria generale Uil Fpl Liguria e Marco Vannucci, Segretario generale Uil Fpl Genova, che proseguono: “Una situazione differente si presenta per il personale del Galliera, il cui futuro continua a rimanere incerto. Infatti, non è chiaro se le funzioni, le attività e la conseguente programmazione degli obiettivi passeranno sotto la nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana insieme a tutto il personale oppure se verranno trasferite solo funzioni e programmazione mentre il personale continuerà a dipendere dal Galliera. Dettaglio fondamentale perché nel caso si concretizzasse l’ultima eventualità, i lavoratori dell’Ospedale della Duchessa, i quali, a differenza di quelli di Villa Scassi avevano espresso il desiderio di un trasferimento, potrebbero essere penalizzati anche economicamente”

“Intanto, il personale è stremato e opera in condizioni difficili – continua la nota – Le carenze sono evidenti mentre, riguardo alle nuove assunzioni, è opportuno precisare che i concorsi spesso servono solamente a stabilizzare rapporti di lavoro precari, senza quindi un aumento significativo del numero di operatori, oppure vengono utilizzate per consentire il trasferimento all’interno dell’area metropolitana, come dimostrano i dati del prossimo e dei precedenti concorsi per infermieri. Inoltre, continua lo stallo circa il mancato scorrimento delle graduatorie, su tutte quella degli OSS rinnovata ma colpevolmente ferma al palo nonostante la drammatica penuria degli operatori addetti all’assistenza”

“Anche riguardo le nuove Case della Salute, in realtà edifici preesistenti rinnovati o ristrutturati, ci si interroga su come verranno garantiti i servizi ai cittadini, data la evidente carenza di medici e infermieri. La fortissima preoccupazione è che possano risultare strutture prive del numero adeguato di professionisti, non apportando un reale quanto indispensabile miglioramento all’offerta di assistenza e salute, particolarmente necessaria per i cittadini più vulnerabili di Genova. Finora, non si è riscontrata nessuna integrazione efficace tra ospedale e territorio che permetta la presa in carico e la gestione delle patologie croniche senza dover ricorrere o limitando gli accessi ai Pronto Soccorso, tutti al collasso, aggravando una situazione già critica da anni e per la quale sono state espresse molte parole ma pochi interventi concreti.In tutto questo, la situazione è stata ulteriormente complicata da una riforma ambiziosa, della quale non si contesta l’intento ma il metodo di attuazione.Attualmente, si attende di conoscere i dettagli della convenzione tra il Consiglio di Amministrazione del Galliera e la Regione Liguria. Questa situazione, che appare più come un contrasto che come una collaborazione, rischia di generare disagi e difficoltà sia per i pazienti che per gli operatori”

“A questo proposito, non dovessimo essere coinvolti oppure venissero rifiutate le nostre proposte, valuteremo attentamente le decisioni della Regione e definiremo la nostra posizione nell’interesse dei lavoratori che rappresentiamo, considerando anche la possibilità di proclamazione di uno stato di agitazione del personale con iniziative di mobilitazione e protesta”.

Autore
Genova24

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