Riforma dei porti, il Partito popolare del Nord attacca la Lega: “Scippo ai porti liguri, tradimento centralista che svuota i territori”

  • Postato il 27 gennaio 2026
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simona ballerini

Genova. Il Partito Popolare del Nord, per voce della sua Responsabile per la Liguria, Simona Ballerini, e del suo fondatore, Roberto Castelli, esprime una condanna netta e senza appello nei confronti della riforma dei porti recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento, che prevede la creazione della società Porti d’Italia S.p.A., rappresenta un attacco frontale all’autonomia finanziaria e operativa dei porti liguri, pilastri dell’economia settentrionale e nazionale.

“Siamo di fronte a un vero e proprio scippo legalizzato ai danni della Liguria”, dichiara Simona Ballerini. “I numeri estratti dai bilanci previsionali sono impietosi: l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (Genova e Savona) vedrà sottratti oltre 31 milioni di euro, pari a circa il 42% delle proprie entrate. Non meno drammatica è la situazione per l’Autorità del Mar Ligure Orientale (La Spezia), che subirà un prelievo forzoso di circa 13 milioni di euro, ovvero più del 50% delle risorse disponibili”.

Il fondatore del PPN, Roberto Castelli, sottolinea l’assurdità politica di tale manovra: “È paradossale e politicamente inaccettabile che un provvedimento di tale stampo centralista e meridionalista porti la firma di un Governo dove la ‘Salvini Premier’ dovrebbe, teoricamente, tutelare l’autonomia dei territori. Invece, assistiamo al paradosso di un leader che avalla la creazione di un carrozzone centrale a Roma per drenare risorse prodotte al Nord. Le risorse devono rimanere dove vengono generate: sono il frutto del lavoro delle comunità portuali, degli investimenti degli operatori e dei sacrifici dei territori liguri, che già contribuiscono in modo sproporzionato alle casse dello Stato, generando oltre il 30% dell’IVA portuale italiana”.

Secondo le fonti analizzate dal PPN, “il trasferimento di circa il 40% delle entrate complessive delle AdSP alla nuova società centrale rischia di mandare i bilanci delle Authority in sofferenza finanziaria, compromettendo la manutenzione, la sicurezza e lo sviluppo infrastrutturale. Il rischio concreto, evidenziato dal Partito Popolare del Nord, è che per coprire i buchi di bilancio si debba ricorrere a un aumento dei canoni demaniali e delle tasse portuali, penalizzando ulteriormente le imprese e il lavoro”

“Questa riforma non coordina, ma svuota e indebolisce”, conclude Ballerini. “Il Partito Popolare del Nord continuerà a dare battaglia affinché il principio federalista e autonomista non resti uno slogan elettorale, ma si traduca nel rispetto della ricchezza prodotta dai territori del Nord, a partire dai suoi scali marittimi d’eccellenza”.

Autore
Genova24

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