Rifiuti, Natale (PD): “Agenzia una scatola vuota per fini politici”. La replica: “Da loro garantismo a intermittenza”

  • Postato il 14 febbraio 2026
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Impianto gestione rifiuti vico cairo

Genova. “178 mila euro è la cifra che la Corte dei conti contesta a Toti per la nomina di Giuliano a commissaria dell’Agenzia regionale dei rifiuti. Un’inchiesta che conferma quello che denunciamo da sempre: siamo di fronte a una scatola vuota, costruita male e utilizzata solo per fini politici”. 

Così il segretario del PD Liguria e consigliere regionale Davide Natale commentando l’inchiesta aperta dalla Corte dei Conti sull’agenzia ligure dei rifiuti. “Abbiamo fatto un’opposizione dura sin dall’inizio, perché un ente inutile, costoso, che non migliora la qualità di vita e i servizi per i cittadini liguri, tagliando fuori i territori nelle decisioni che li riguardano e svuotandoli di competenze, – ha proseguito. – In questi anni i fatti ci hanno dato ragione: non ha fatto nulla di ciò che la legge le delegava, lasciando le amministrazioni comunali prive di punti di riferimento per la gestione del ciclo dei rifiuti, mentre la destra ha sempre fatto finta di niente, liquidando le nostre contestazioni come critiche infondate e prive di base politica e giuridica, proseguendo nel loro disegno”.

“Allora come ora, abbiamo sempre dimostrato piena fiducia nella Corte dei conti auspicando un intervento, che è arrivato. È stato un errore istituirla, sbagliata la selezione del commissario ai tempi di Toti e sbagliata la decisione di Bucci di prorogare quell’esperienza. Su questo punto Bucci ha la stessa responsabilità di chi ha nominato la commissaria la prima volta: non si nasconda e non si sottragga alle sue responsabilità, vista anche la continuità politica e amministrativa con l’attuale Giunta, che è sotto gli occhi di tutti”.

“Responsabilità che è accresciuta dopo aver nominato un direttore pagato oltre 100 mila euro l’anno, e con evidenti elementi di incompatibilità in quanto presidente che gestisce un’azienda di igiene urbana nel Ponente ligure, per dirigere due dipendenti part time. Anche su questo chiederemo chiarezza alla Corte dei conti. Le risorse pubbliche sono dei cittadini liguri e la destra le deve gestire per sostenere servizi e territori, non per moltiplicare le poltrone e alimentare una scatola vuota”, ha concluso.

 

La replica di Orgoglio Liguria

“La polemica sollevata da Natale non sorprende: sentir parlare di gestione dei rifiuti da chi, quando governava, ha preferito le discariche alla chiusura del ciclo è un evidente ossimoro. E non è da oggi che il Partito Democratico ha scelto la strada degli esposti come unica cifra della propria iniziativa politica. Nel caso della nomina del commissario Giuliano, non c’è alcuna condanna né danno accertato, si tratta di una richiesta di chiarimenti su un’ipotesi tutta da verificare. Un passaggio tecnico previsto dalle procedure, non certo una sentenza come vuole far credere Natale. Tantomeno l’iniziativa riguarda in alcun modo i provvedimenti adottati da questa maggioranza nel rinnovare l’incarico al commissario. Eppure, il PD prova a trasformare tutto in un processo politico. È il garantismo a intermittenza, quello severo con gli avversari, indulgente con sé stessi”.
Così replicano i capigruppo della maggioranza in consiglio regionale Rocco Invernizzi (Fratelli d’Italia), Matteo Campora (Vince Liguria), Sara Foscolo (Lega Liguria), Carlo Bagnasco (Forza Italia), Marco Frascatore (Orgoglio Liguria – Bucci presidente), Giovanni Boitano (Noi Moderati), alle parole del consigliere Davide Natale sul tema del commissario dell’Arlir.
“La scelta fatta allora aveva un obiettivo preciso – proseguono i capigruppo -, accelerare la chiusura del ciclo dei rifiuti e superare anni di immobilismo. Non è in discussione l’Agenzia né la norma che l’ha istituita, o gli atti che ne discendono, fino all’ultima proroga votata da questo consiglio regionale come previsto dalla legge.  L’Agenzia continua a lavorare per chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria. Il vero danno per i liguri non è l’incarico, ma i milioni che cittadini e imprese pagano ancora oggi per la mancata chiusura del ciclo durante la gestione del PD. Noi scegliamo i fatti e le soluzioni. Ci auguriamo naturalmente che la Corte dei Conti resti del tutto estranea a questa dinamica politica e svolga il proprio lavoro con autonomia e serenità, valutando i fatti e le norme per ciò che sono”.
Autore
Genova24

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