Ricerca, martedì 24 sciopero e presidio di lavoratori e lavoratrici dell’Iit
- Postato il 23 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. I lavoratori e le lavoratrici dell’Iit, Istituto italiano di tecnologia con sedi a Morego ed Erzelli, a Genova, domani – martedì 24 marzo – scioperano nell’ambito della trattativa sul salario. Domani, oltre allo stop al lavoro, ci sarà anche un presidio di protesta, alle 10, davanti alla prefettura di Genova in largo Lanfranco. La mobilitazione è supportata da Flc Cigl e Usb.
Oltre alle forti preoccupazioni per l’esito della trattativa, si associa il timore per il futuro della Fondazione Iit e per la stabilità occupazionale del personale impiegato a fronte della consistente riduzione dei fondi pubblici determinatasi con le ultime leggi di bilancio.
Pesa la situazione del lavoro precario: a fronte di un elevato numero di contratti a tempo determinato (195 su un totale di 711, dato aggiornato al 01.03.2026), nonostante ripetuti solleciti, non sono state fornite dalla Fondazione risposte sulle prospettive di rinnovo e stabilizzazione.
“La mobilitazione nasce dalla richiesta di adeguamento salariale e pone una questione più ampia – si legge in un volantino sindacale – che valore dà il nostro Paese alla ricerca e al futuro delle politiche pubbliche per l’innovazione?. La proposta di aumento irrisoria avanzata dalla Fondazione non è lontanamente sufficiente per recuperare la perdita salariale accumulata in anni di mancata rivalutazione economica e per questo motivo le retribuzioni di molte figure professionali dell’Istituto – tecnici, amministrativi, ricercatori e personale di supporto – restano tra le più basse se confrontate con quelle di analoghe istituzioni scientifiche europee”.
“Esiste poi la questione strutturale della diffusione del lavoro precario: molti lavoratori e lavoratrici che contribuiscono stabilmente alle attività scientifiche dell’Istituto hanno contratti temporanei che non garantiscono né prospettive di stabilità né adeguate tutele – proseguono i lavoratori Iit – questa situazione incide anche sulla qualità stessa della ricerca, che ha bisogno di continuità,
competenze consolidate e investimenti di lungo periodo. Invece, circa il 30% del personale contrattualizzato è a tempo determinato”.
“A ciò si aggiunge un fenomeno che negli ultimi anni sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti: l’esternalizzazione di attività e competenze con il rischio di svuotare l’Istituto di competenze e lavoro stabile e qualificato. Questo processo solleva interrogativi non solo sul piano occupazionale, ma anche sul ruolo pubblico dell’Istituto e sulla sua missione scientifica”.
“Il taglio strutturale di risorse pubbliche per la ricerca – ribadito nell’ultima legge di bilancio – significa inevitabilmente aumentare la compressione salariale, ridurre le possibilità di stabilizzazione e spingere verso modelli organizzativi sempre più orientati all’esternalizzazione delle attività. Dalle istituzioni locali vogliamo attenzione e sostegno per una realtà che rappresenta un importante presidio scientifico e occupazionale nei territori. Dal governo vogliamo il ripristino del finanziamento strutturale dell’Iit per garantire salari adeguati alle nostre competenze”, conclude il volantino.