Restyling corso Italia, Orsi attacca: “Qualcuno del centrodestra brindava, a Savona non facciamo mezzo passo indietro”

  • Postato il 30 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Inaugurazione corso Italia Savona

Savona. “Forse qualcuno del centrodestra brindava con la giunta, magari qualcuno che non conosce o non condivide le battaglie che abbiamo fatto oppure perché ha l’abitudine di non conoscere e non condividere quello che facciamo, ma non io e non credo chi con me a Savona, ha fatto opposizione in questi anni. Io non faccio mezzo passo indietro e rimango della mia idea”. Polemica del consigliere comunale Fabio Orsi dopo la giornata di “festa” per l’inaugurazione del tratto di corso Italia pedonalizzato e riqualificato (era presente anche il neo assessore regionale Claudia Morich – Forza Italia – che durante il taglio del nastro ha lodato l’intervento).

Orsi ricorda tutti i passi compiuti per provare a fermare il progetto: “Non rimpiango di una virgola i due mesi passati con alcuni colleghi – prosegue -, tantissimi savonesi e commercianti a raccogliere oltre tremila firme di cittadini residenti senza neppure essere ascoltati. Non rimpiango le interpellanze, le mozioni e le richieste negate di referendum. La città versa in condizioni pietose per pulizia, decoro, viabilità, sicurezza, commercio, impianti sportivi, manutenzioni stradali, lavoro, tutto peggio di come lo hanno trovato ma con cento volte in più di denari da spendere. Hanno complicato e peggiorato la vita a 3/4 dei savonesi. È peggiorato soprattutto il modo di rapportarsi ai cittadini. Io non brindo con voi. Vediamo tra tre, dieci giorni, un mese, tre mesi se questo ‘polmone verde’ si rivelerà tale o invece una totale inutilità come io penso”.

Non sono mancate anche le critiche al progetto: “Un milione di euro di soldi pubblici (500 comunali e 500 regionali), oltre tre anni di delirio che nessuno ci risarcisce, una procedura farneticante e scelte insensate che ne sono conseguite. Tutto questo ‘riqualificare’ 50 metri di strada con 18 vetrine di banche, scollegati dal centro pedonale ma cruciali per il traffico cittadino, eliminando decine di parcheggi, spostando traffico e smog di qualche decina di metri e contribuendo a paralizzare il traffico cittadino in diverse ore della giornata”.

Fa eco il consigliere Piero Santi: “L’inaugurazione del tratto pedonale di Corso Italia ha sancito la conferma della politica di questa Amministrazione comunale: andare avanti senza ascoltare i cittadini con convinzioni ideologiche. Contro la chiusura erano state raccolte migliaia di firme una levata di scudi mai vista in città e una ferma presa di posizione di tutta la minoranza in Consiglio Comunale. Ma nonostante tutto sono andati avanti creando gravi problematiche di viabilità e di parcheggi. Tutto l’entusiasmo di Sindaco, Assessori e tifosi dell’amministrazione stride con il disagio creato ai cittadini“.

Il consigliere Maurizio Scaramuzza aggiunge: “Il tratto di strada rimane deserto. E’ dimostrato questa mattina che sono stati buttati via soldi pubblici per la riqualificazione di un tratto di strada che non serve a niente, se non al sindaco per farsi bello. Abbiamo la maggiorparte delle strade cittadine che sono dei crateri”.

Critico anche il consigliere del M5S Federico Mij verso entrambi gli schieramenti: “Oggi mi sarei aspettato un’inaugurazione con toni bassi e facendo un mea culpa. Invece non è andata così e stupisce anche il tono trionfalistico dell’assessore regionale di centrodestra Claudia Morich che si è sbilanciata a favore dell’opera, addirittura dicendo che a volte i cittadini le chiedono dove finiscono l’addizionale regionale all’irpef e il bollo auto e questa, cioè la pedonalizzazione, sarebbe la risposta (peraltro affermazione non corretta visto che si tratta di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione). Insomma centrodestra, per lo meno quello regionale, e centrosinistra comunale due facce della stessa medaglia

“Il percorso che ha portato alla pedonalizzazione di Corso Italia – prosegue – è il manuale perfetto da non seguire per pedonalizzare una strada: chiusura senza un progetto e nemmeno il finanziamento pronto, nessuna implementazione del trasporto pubblico e di parcheggi, rimedio parziale in corsa dopo che piazza Mameli era diventata una camera a gas con l’inversione del senso di marcia in via dei Mille, problemi per il carico e scarico, lavori terminati dopo più di 3 anni dalla chiusura“. E conclude: “Tuttavia la giornata di sabato è importante perché indipendentemente da come la si pensi su questo progetto, era doveroso che una volta scelta una strada la si seguisse fino in fondo. Prima era un limbo nè carne nè pesce, una distesa di asfalto, ora è a tutti gli effetti un’opera compiuta non solo in superficie ma anche sottoterra, con il rifacimento dei sottoservizi”.

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Il Vostro Giornale

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