Referendum sulla Giustizia, Saluzzo: “Questa riforma mi fa ribollire il sangue”

  • Postato il 4 marzo 2026
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TORINO – Toni netti e parole forti nel corso dell’incontro organizzato dal comitato “Giusto dire No”, dedicato al Referendum sulla Giustizia. A intervenire è stato Francesco Saluzzo, magistrato in pensione dopo 47 anni di servizio effettivo ed ex procuratore generale del Piemonte.

“La riforma mi fa ribollire il sangue per lo spirito che la anima, per i fini che persegue e per la lezione che si vuole impartire alla magistratura italiana con lo schiaffo del sorteggio e dell’Alta corte”, ha dichiarato Saluzzo, esprimendo una critica severa nei confronti dell’impianto complessivo della proposta referendaria.

“Dibattito radicalizzato e obiettivi smarriti”

Secondo l’ex procuratore generale, il confronto pubblico si sarebbe progressivamente allontanato dal merito tecnico della riforma. “Il dibattito referendario si è radicalizzato su insulti, slogan, improperi e contumelie”, ha affermato, denunciando una perdita di focus rispetto all’obiettivo principale: spiegare ai cittadini, al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, quali possano essere i rischi e le ricadute concrete delle modifiche proposte.

Saluzzo ha inoltre osservato come “ogni vicenda di cronaca sia stata piegata a fini propagandistici”, trasformando episodi giudiziari in strumenti di campagna politica, con il rischio di alimentare una narrazione semplificata su un tema complesso come l’ordinamento giudiziario.

Le ragioni del “No”

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche gli avvocati torinesi Anna Ronfani e Maurizio De Nardo, che hanno illustrato le motivazioni della loro contrarietà alla riforma. Il confronto, hanno sottolineato i promotori, dovrebbe tornare su un piano di approfondimento tecnico e istituzionale, evitando personalizzazioni e contrapposizioni ideologiche.

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Quotidiano Piemontese

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