Referendum sulla giustizia, Occhiuto: «Gratteri infanga la Calabria»

  • Postato il 13 febbraio 2026
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Referendum sulla giustizia, Occhiuto: «Gratteri infanga la Calabria»

Il presidente Occhiuto stigmatizza le parole del procuratore Gratteri sul referendum. In un’intervista il magistrato ha detto che voteranno sì indagati, imputati e massoni


«AFFERMAZIONI estremamente gravi che infangano la Calabria». E’ scontro frontale, tutto calabrese, tra il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il Procuratore di Napoli (nativo di Gerace) Nicola Gratteri. Al centro un’intervista sul tema del referendum costituzionale sulla Giustizia (22-23 marzo) che Gratteri ha rilasciato a Lucia Serino del “Corriere della Calabria”.
L’intervista è registrata e disponibile in video sul web. Sono inequivocabilmente di Gratteri, dunque, le seguenti parole: «È certo che per il “No” voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il “Sì”, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente».

La domanda di Serino era “forte”, ma Gratteri ci è andato giù pesante per conto suo. «Ritiene – aveva chiesto la giornalista – che territori storicamente un po’ trascurati dall’amministrazione dello Stato, come la Calabria, siano istintivamente sabotatori di tutto ciò che è l’amministrazione dello Stato, quindi anche del sistema della legalità?»”.

LA REPLICA DI OCCHIUTO

Occhiuto deve essere sobbalzato sulla sua poltrona alla Cittadella quando ha letto o ascoltato le parole del Procuratore di Napoli che ha lavorato in Calabria (prima alle procure di Locri e di Reggio e, poi, dal 2016 come capo della Dda di Catanzaro). Alle frasi pesantemente critiche nei confronti della Calabria, Gratteri ne ha aggiunto altre decisamente più soft: «Penso che, in genere, a qualsiasi tipo di voto, i cittadini devono, hanno l’obbligo di partecipare». E poi: “Penso che il pubblico ministero debba rimanere sotto la cultura della giurisdizione perché il pm nella sua testa deve essere anche giudice. Anche perché ha l’obbligo di trovare prove anche a favore dell’indagato«. E infine: «Io non voglio un Pm più forte, lo voglio più sereno, che non abbia pressioni»”.

Occhiuto, dopo averci pensato un po’, ha rilasciato una dichiarazione di fuoco che non potrà passare sotto silenzio a tutti i livelli, visto che il presidente della Calabria è anche vicesegretario nazionale di Forza Italia. Ecco il comunicato uscito nel pomeriggio di ieri: «Sono davvero sconcertato dalle parole pronunciate da Nicola Gratteri. Si tratta di affermazioni estremamente gravi, che infangano la Calabria e gettano un’ombra ingiusta su un’intera comunità». Occhiuto ricorda i tempi della collaborazione con Gratteri ma la polemica odierna segna un’evidente rottura tra i due: «Non ho mai nascosto la mia considerazione nei confronti dell’attuale Procuratore della Repubblica di Napoli e non dimentico la collaborazione istituzionale, quando insieme abbiamo lavorato nell’interesse del nostro territorio. Proprio per questo mi risulta ancora più difficile comprendere il senso di dichiarazioni che finiscono per insultare migliaia di cittadini”.

Infine, Occhiuto rivendica il diritto suo e di tanti altri cittadini a votare “sì” al referendum: «Ci sono tantissimi calabresi perbene – me compreso – che voteranno ‘sì’ al referendum, perché vogliono una giustizia più giusta, più efficiente e meno politicizzata, e perché giudicano becere e pericolose le tesi giustizialiste per le quali ‘indagato’ è sinonimo di ‘colpevole’. Basta, quindi, ridurre, con questi toni, il confronto a una contrapposizione morale tra ’buoni” e ’cattivi’ non aiuta nessuno e non rende un servizio né alla Calabria né all’Italia».

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