Referendum, Pd accelera: “Governo politicizza, dobbiamo giocarcela”
- Postato il 9 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Referendum, Pd accelera: “Governo politicizza, dobbiamo giocarcela”
Roma, 9 feb. (askanews) – Mercoledì scorso a Pescara, ieri ai banchetti del quartiere Testaccio – di mattina – e poi di pomeriggio a Padova, giovedì sarà la volta di Palermo. Elly Schlein cambia passo sul referendum, la leader sta organizzando un tour che la porterà in tutta Italia da qui al voto sulla riforma Nordio ed è una mobilitazione che va oltre il sostegno che era stato pensato fino a qualche settimana fa. “Noi vogliamo raggiungere e superare il 50% degli aventi diritto”, ha spiegato ieri in Veneto. Perché se fino a Natale il ‘sì’ sembrava in netto vantaggio, gli ultimi sondaggi raccontano una rimonta del ‘no’ e con uno scarto ridotto il referendum lo vincerà chi riuscirà a motivare e mobilitare di più il proprio ‘zoccolo duro’.
Per riuscire a motivare gli elettori di centrosinistra la leader Pd, in autunno, durante un’assemblea con deputati e senatori, aveva illustrato una linea diversa, cioè evitare di cadere nella trappola di Giorgia Meloni che, a suo giudizio, vuole usare il referendum per evitare di parlare di altri temi, a cominciare da quelli economici. Proprio i temi che ‘scaldano’ di più l’elettorato di sinistra.
Anche per questo la campagna referendaria del Pd è stata affiancata da un percorso “di ascolto” nel Paese per insistere su salari, liste di attesa, pensioni, politiche industriali. Per la Schlein l’obiettivo della premier è quello di usare la giustizia come “arma di distrazione di massa”, per distogliere l’opinione pubblica dagli scarsi risultati ottenuti dal governo sui temi che riguardano la vita di tutti i giorni.
Ma la Schlein aveva anche invitato i parlamentari dem ad evitare una “politicizzazione” del referendum, perché – era stato il ragionamento – questo approccio rischierebbe di mobilitare anche i sostenitori della Meloni a ‘difesa’ della premier. Meglio, era stato il ragionamento, puntare sulla difesa della Costituzione, altro argomento molto sentito dall’elettore di sinistra e che, invece, lascia abbastanza indifferente i militanti di destra. “La politicizzazione cercherà di farla Meloni”, aveva avvertito la leader Pd.
Da qualche settimana, però, la linea è stata aggiornata. Come previsto la politicizzazione è nei fatti, con il governo che ha scelto di attribuire ai magistrati la colpa di qualsiasi cosa accada – dallo stop al Ponte di Messina all’assalto al furgone portavalori di questa mattina – e a questo punto il modo migliore per motivare l’elettorato di centrosinistra è proprio alzare i toni sul referendum, denunciando la volontà di mettere le briglie ai magistrati.
“Noi stiamo spiegando le ragioni di merito – ha detto la Schlein oggi in una intervista ai giornali del gruppo Nem – ma ci sta pensando per prima Giorgia Meloni a politicizzare questo voto”. E Debora Serracchiani ha aggiunto: “Ormai non si nascondono più”, “durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, Nordio lo ha detto senza giri di parole: questa riforma serve a controllare la magistratura”.
La “campagna di ascolto” resta, per la leader Pd è di fatto una prova generale della mobilitazione per le politiche, ma lo scontro sulla giustizia diventa centrale. “E’ inevitabile che il referendum diventi un voto politico”, dice un parlamentare dem. “E se questo è il gioco, devi giocare…”.
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Referendum, Pd accelera: “Governo politicizza, dobbiamo giocarcela”