Referendum, la tentazione di Walter Veltroni su voto e giustizia

  • Postato il 23 febbraio 2026
  • Giustizia
  • Di Libero Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni
Referendum, la tentazione di Walter Veltroni su voto e giustizia

Anche a costo di sbagliare, scambiando lucciole per lanterne, o preferendo l’ottimismo della volontà al pessimismo della ragione, ho avvertito un mezzo sì referendario, o una forte tentazione del sì, in un’analisi fatta di recente da Walter Veltroni, sul Corriere della Sera, in vista del voto del 22 e 23 marzo sulla riforma costituzionale della magistratura.

Egli ha condizionato l’esito della riforma all’astensionismo, pur essendo notoriamente il referendum, perché confermativo e non abrogativo, esente dalla quantità di partecipazione al voto. Esente cioè dal cosiddetto quorum, che condiziona la validità del risultato all’affluenza alle urne della metà più uno degli aventi diritto al voto per abolire una legge ordinaria, o parte di essa. Nei referendum su modifiche alla Costituzione, come questo sulla magistratura, basta qualsiasi affluenza, anche modestissima, per la conferma o la bocciatura.

Veltroni naturalmente tutto questo lo sa benissimo. Se ha scommesso lo stesso sulla capacità ora di attingere voti nell’area dell’astensionismo è perché essa è ormai diventata maggioritaria. Alimentata non più dal radicalismo di una volta - non quello certamente di Marco Pannella - che non era interessato ad avere neppure una rappresentanza parlamentare. Ma da un moderatismo che non si riconosce più, considerando l’evoluzione del bipolarismo in Italia, né nel centrodestra né nel versante opposto che per abitudine chiamiamo centrosinistra.

 

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46471944]]

 

Soprattutto, direi, nel centrosinistra, visto il sì levatosi a sinistra contro il no scelto e annunciato dal Pd e altri aspiranti al cosiddetto campo largo dell’alternativa al governo Meloni. È il sì, per intenderci, del presidente emerito della Corte Costituzionale e già parlamentare del Pci e successive edizioni Augusto Barbera, dell’ex ministro Cesare Salvi, di Claudio Petruccioli, di Enrico Morando. E forse anche - ripeto- dello stesso Veltroni, pur non arrivato ad annunciarlo, almeno sinora. Ma in compenso egli ha annunciato - ripeto anche questo - la convinzione che possano venire solo dalla parte moderata dell’astensionismo i consensi necessari alla conferma della riforma costituzionale della magistratura.

Che Veltroni, avvolto nella formula del “ma anche” già ai tempi in cui fondò e guidò per primo il Pd, non credo proprio possa e voglia liquidare come quello scardinamento della Costituzione, e della stessa democrazia, avvertito e denunciato al Nazareno. Dove, pur andandovi di rado, o non andandovi per niente, l’ex premier Romano Prodi ha voluto riconoscersi in pieno nella posizione della segretaria del partito Elly Schlein, sorda invece ai suoi consigli, o quasi, su altri temi, a cominciare - temo - dai rapporti con Giuseppe Conte e dei tempi e modi di tentare un programma comune e alternativo a quello del centrodestra.

Prodi è arrivato di recente, procurandosi gli sberleffi del mio amico Pigi Battista, che gli ha dato del “fanatico” e del “ridicolo”, a immaginare una tale proiezione del sorteggio comparato, cioè in un un’area di qualificata professionalità, nella composizione degli organismi di rappresentanza e di disciplina dei magistrati, da applicarlo alle Olimpiadi. Il professore ha pensato, magari, di essere spiritoso, non essendosi accorto di essersi spogliato al punto da diventare il classico re nudo in questa partita decisiva non solo per la magistratura, ma in prospettiva per la giustizia, in crisi di credibilità in Italia almeno dai tempi della vicenda giudiziaria di Enzo Tortora, già prima quindi degli anni di “Mani pulite”. Quando l’allora presidente della Camera Giorgio Napolitano, salito poi al Quirinale, avvertì «un brusco cambiamento degli equilibri» nei rapporti fra la stessa giustizia e la politica, o viceversa.

 

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46460724]]

 

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti