Referendum giustizia, il Comitato savonese per No: “Non è una riforma, ma un attacco all’equilibrio costituzionale”

  • Postato il 20 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un paradosso evidente: quando si trattava di migliorare i diritti di milioni di lavoratrici e lavoratori, il Governo invitava a non votare; oggi, invece, chiede di recarsi alle urne non per ampliarli, ma per cancellarli“. Lo dichiara il Comitato Società Civile per il NO.

“In Provincia di Savona abbiamo costruito una campagna forte, partecipata e diffusa. In due mesi abbiamo incontrato migliaia di cittadine e cittadini attraverso oltre 300 iniziative tra assemblee nei luoghi di lavoro, presidi, banchetti, volantinaggi e incontri pubblici. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro e all’impegno del Comitato Provinciale Società Civile per il NO della Provincia di Savona, composto da oltre 30 realtà tra associazioni, partiti e sindacati, alle circa 200 adesioni individuali e al contributo prezioso di magistrati e avvocati”.

“Abbiamo allargato la partecipazione e quindi rafforzato la democrazia, aprendo un confronto importante sul tema della giustizia e sul suo legame con la società. È stata anche un’importante occasione di formazione sulla Costituzione. Un patrimonio collettivo che non deve essere disperso, anche in vista delle prossime battaglie di civiltà a difesa dei principi costituzionali. Quella proposta non è una riforma della giustizia, ma un attacco all’equilibrio costituzionale. Interviene su sette articoli della Costituzione, indebolendo l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e alterando il bilanciamento tra i poteri, rafforzando in modo pericoloso l’esecutivo”.

Smantellare questi equilibri è sempre un errore, e lo è ancora di più in una fase storica in cui le democrazie appaiono sempre più fragili. Inoltre, la riforma non affronta i problemi reali della giustizia e rischia di crearne di nuovi, con conseguenze dirette sui diritti di tutte e tutti. Basterebbe questo per dire: fermatevi. Ma c’è di più: non accelera i processi, neanche per chi attende giustizia per un familiare morto sul lavoro, non investe realmente in digitalizzazione e innovazione, non rafforza gli organici: mancano circa 20.000 addetti a livello nazionale e, a Savona, il Tribunale registra una carenza del 50% del personale amministrativo, non stabilizza migliaia di lavoratrici e lavoratori precari: entro luglio oltre 6.000 rischiano il posto, non valorizza il lavoro nel settore: gli aumenti salariali risultano insufficienti rispetto all’inflazione reale”.

Non è una riforma: è una scelta che indebolisce il sistema. Per questo va respinta, aprendo invece un confronto serio sui veri problemi della giustizia. Votare No è un dovere civile: non riguarda solo i magistrati, ma la qualità della nostra democrazia e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, concludono.

Autore
Il Vostro Giornale

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