Referendum giustizia, è ufficiale: si vota il 22 e il 23 marzo. Quesito e quorum
- Postato il 13 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Italia. Il Consiglio dei ministri ha stabilito ufficialmente che il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo prossimi. La decisione segue l’annuncio fatto dalla premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno. Tuttavia, va precisato che la data fissata dal Consiglio dei ministri potrebbe cambiare se, entro la fine di gennaio, la raccolta firme per un nuovo referendum raggiungesse le 500 mila sottoscrizioni, perché in questo caso interverrebbe la Corte costituzionale per valutare la situazione.
Per cosa si vota
Il referendum riguarda principalmente la revisione della riforma della magistratura, con particolare attenzione alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. La consultazione si svolgerà senza quorum, come previsto dai referendum confermativi per modifiche costituzionali.
Nelle stesse giornate di voto sono previste anche elezioni suppletive per coprire due seggi alla Camera dei Deputati lasciati vacanti in Veneto.
Le principali novità della riforma riguardano la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti con componenti parzialmente sorteggiati, e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari. I sostenitori del provvedimento sostengono che queste misure possano rafforzare l’autonomia, l’imparzialità e la fiducia nel sistema giudiziario, limitando possibili interferenze tra funzioni inquirenti e giudicanti.
Sì o No?
Tra le ragioni per il Sì, i promotori evidenziano che la separazione delle carriere ridurrebbe le commistioni tra pubblici ministeri e giudici ed è vista da alcuni come un passo verso una maggior neutralità e trasparenza del sistema giudiziario italiano. Al contrario, chi invita a votare No sostiene che la riforma non risolverebbe problemi strutturali del sistema giudiziario, come lentezza dei processi e carenze di organico, e potrebbe invece aumentare il rischio di controllo politico sull’azione dei pubblici ministeri, con limitazioni all’indipendenza della magistratura.
Il quesito
Gli elettori si troveranno di fronte a una sola domanda referendaria formulata così dall’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”
La riforma sulla giustizia è una legge costituzionale. Per essere approvata direttamente dal Parlamento senza passare dal referendum, avrebbe dovuto ottenere i due terzi dei voti in entrambe le Camere. Il 18 settembre dello scorso anno, alla seconda votazione alla Camera, il provvedimento ha ricevuto 243 sì su 400 votanti, quindi sotto i due terzi necessari. Al Senato, i voti favorevoli sono stati 112, anche qui inferiori ai due terzi richiesti. Per questo motivo, la legge deve ora essere confermata dagli elettori tramite referendum costituzionale.