Referendum, a Roma la chiusura della campagna per il No. L’appello dei leader di Pd, M5s e Avs: “Andiamo a votare, in gioco c’è la difesa della Costituzione”
- Postato il 18 marzo 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Dai leader di Pd, M5s e Avs, passando per i diversi comitati del No, fino a intellettuali, personaggi dello spettacolo, attori e cantanti. Il fronte del No, in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma Nordio, si è riunito a Roma, per l’evento di chiusura della campagna referendaria, dopo diverse settimane di tensioni, fake news dal fronte del Sì, attacchi contro la magistratura da parte degli esponenti del governo e della maggioranza.
“In gioco c’è la difesa della Costituzione. Diciamo No ai giudici sotto il governo”, hanno rilanciato da Piazza del Popolo. Sotto una lieve pioggia, alla manifestazione organizzata dal comitato della società civile per il No al referendum hanno partecipato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e i leader del Pd, M5S, Avs, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Tutti uniti per l’ultimo miglio della campagna referendaria, insieme ad associazioni come Anpi e Arci. E nella speranza che dalle urne arrivi, oltre alla bocciatura della legge Nordio, anche una spallata al governo, nonostante Meloni abbia più volte chiarito di non voler lasciare nel caso di vittoria del No.
“Difendiamo la nostra bella Costituzione, che come tutte e tutti noi è una Costituzione antifascista“, ha ribadito la segretaria dem. E ancora: “Questa riforma la vuole un governo che pensa che chi prende un voto in più non deve essere giudicato. Se vince il No ci evitiamo una riforma pericolosa e sbagliata per i cittadini”, ha continuato a margine, prima di incrociare nel retropalco il presidente del M5s Conte, con cui si era scambiata l’abbraccio davanti ai fotografi e ai cronisti.
“La giustizia può migliorare, ma non mettendo i giudici sotto il governo. A questo diciamo No”, ha continuato Schlein. Mentre Conte ha aggiunto: “Ci vogliono far tornare indietro nel tempo, all’Ancien Regime, quando c’era un monarca sovraordinato a tutti i cittadini e non sottoposto alla legge. E invece la legge è uguale, anche per i politici. Questa è una riforma truffa per consentire alla politica di impossessarsi degli organi di autogoverno della magistratura. Ma noi non ci caschiamo”.
“Dobbiamo comunicare a Carlo Nordio, Giorgia Meloni e alla maggioranza di governo che neanche in Ungheria hanno scritto che i giudici non sono liberi, neanche nella Repubblica iraniana. Quando vuoi colpire l’indipendenza dei giudici non lo scrivi da nessuna parte, lo fai”, ha precisato Nicola Fratoianni. Mentre Angelo Bonelli ha sottolineato: “C’è una inarrestabile avanzata del No, perché c’è una inarrestabile indignazione del popolo italiano, degli italiani, di fronte alle bugie inaccettabili della presidente del Consiglio, che si dovrebbe vergognare per quello che ha detto in questi giorni, affermare che se vincerà il No verranno liberati stupratori, pedofili, spacciatori. Una vergogna che in qualunque altro paese civile avrebbe accompagnato la presidente del Consiglio verso le dimissioni”.
“Lo dico già adesso: il giorno dopo il referendum noi, tutti quelli che hanno lavorato insieme, avanzeremo proposte concrete per una vera riforma della giustizia”, ha avvertito Landini. Mentre Enrico Grosso, presidente del comitato Giusto Dire No, si è detto fiducioso in vista del voto: “Senza clamore e senza slogan siamo riusciti a far passare qual è la vera partita di questo referendum: c’è un attentato all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Siamo fiduciosi perché abbiamo la forza tranquilla delle nostre buone ragioni”. A chiudere l’evento, infine, le note e le parole di Daniele Silvestri che regala alla piazza un inedito, sulle note di un pianoforte: “Un Paese di sana e robusta Costituzione”.
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