Rai Sport senza pace: la telecronaca dello short track diventa un caso, tensione in diretta e bufera social
- Postato il 21 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono ormai alle battute finali ma, come dicono i latini, in cauda venenum. Non per questa edizione dei Giochi che possiamo definire un successo, sia di medaglie azzurre che per l’evento in sé che sta suscitando il plauso globale (si vocifera che il CIO potrebbe chiedere all’Italia di organizzare le prossime Olimpiadi, estive o non, dopo Brisbane 2032: ma sono solo pettegolezzi per ora), quanto per Rai Sport, che ha vissuto due settimane di fuoco e che negli ultimi giorni, quando le cose sembravano essersi rasserenate, si ritrova con un altro caso, anche se più contenuto e meno dirompente.
- La telecronaca di Davide Novelli e Katia Colturi dello short track diventa un caso
- Il battibecco tra i due durante i 1500 m femminili
- La piccola polemica sull'anzianità di Cassinelli
- Il web in rivolta contro Novelli. E spunta il caso della telecronaca Carini-Khelif
La telecronaca di Davide Novelli e Katia Colturi dello short track diventa un caso
Archiviata il pasticciaccio di Petrecca, dimessosi dall’incarico dopo le polemiche sulla telecronaca della Cerimonia di Apertura e uno stillicidio quotidiano di comunicati della redazione e dei giornalisti di Rai Sport, la tv di Stato deve fare i conti con una serie di polemiche social (dove i processi si fanno per direttissima e non vengono concesse attenuanti) riguardo la telecronaca di ieri sera delle fasi finali dei 1.500 metri femminili e delle staffette dei 5.000 metri maschili di short track.
In cabina di commento Davide Novelli e Katia Colturi: da una parte un giornalista di lungo corso in Rai, già telecronista del pugilato, del tiro al volo e dello sci; dall’altra una già campionessa del mondo nei 3000 m della disciplina e oggi commentatrice televisiva.
Il battibecco tra i due durante i 1500 m femminili
Tra i due si avvertiva una certa tensione, seppure strisciante e mai detonata. Una sensazione carpita durante durante i quarti e le semifinali che avrebbero condotto alla finale dei 1.500 femminili, dove in gara avevamo la leggendaria Arianna Fontana e Arianna Sighel (che poi avrebbero chiuso la serata rispettivamente quinta e sesta). Nella fase più concitata della qualificazione per la finale, Colturi incita la pluridecorata olimpica dello short track, causando un botta e risposta col collega:
Katia Colturi: “Arianna fatti vedere“.
Davide Novelli: “A due giri dal termine la volontà della nostra commentatrice è notevole“.
K.C: “Ma questa è tattica…“.
D.N: “Certo che è tattica, certo che è tattica, è inutile che lo diciamo noi qui perché lei non ti sente“.
K.C: “Vabbè però facciamolo capire a casa cos’è una tattica, è facile dirlo qua da seduti”.
La piccola polemica sull’anzianità di Cassinelli
Siamo al livello di punzecchiature, va detto, con una telecronaca che poi è proseguita su binari normali (e in generale i toni, per quanto stizziti a tratti tra i due, si sono mantenuti sempre civili). Tant’è che non si è avvertita una particolare tensione tra i due nel raccontare le successive staffette maschili, con la finale dei 1500 m che ha visto in campo Pietro Sighel, Luca Spechenhauser, Thomas Nadalini e Andrea Cassinelli.
Ma proprio su quest’ultimo si è acceso un altro piccolo battibecco, pur su toni abbastanza scherzosi. Premesso: Cassinelli è un classe 1993, e dall’alto dei suoi 32 anni è “l’anziano di questa compagine”, come l’ha definito Novelli mentre i nostri azzurri erano impegnati nei primi giri della staffetta che avrebbe consegnato le medaglie della specialità. Colturi ribatte, dando il via ad un altro scambio parata e risposta tra i due:
“Sì, te la vedi tu poi tu con l’anziano…”.
Novelli: “Ma non si deve assolutamente offendere, anziano sportivamente parlando”.
Colturi: “Sì, stiamo scherzando…”.
La commentatrice, pur nel gelo, spegne quindi le polemiche, ma sul finale di gara, assegnati i piazzamenti, il collega tira fuori di nuovo la questione: “L’anziano Andrea Cassinelli [risate di entrambi, ndr], che ha portato esperienza al gruppo…”. Insomma, non sono certo volate parole grosse tra i due, ma la tensione ha accompagnato come un rumore bianco un po’ tutta la telecronaca dello short track di ieri sera. Interrottasi poi per dare la linea alla finale di Freestyle uomini, e anche in questo caso si è avvertita qualche piccola scintilla in cabina di commento:
K.C: “Ricordiamo…”
D.N: “Non ricordiamo più nulla perché c’è da dare la linea a Livigno per la finale di Freestyle uomini”.
Il web in rivolta contro Novelli. E spunta il caso della telecronaca Carini-Khelif
Novelli comunque congeda la collega in maniera cordiale (“Grazie per averci illuminato in queste serate”), pur senza darle la parola per un saluto conclusivo. Il comportamento del telecronista, dicevamo, non è andato giù al forcaiolo popolo dei social, con alcuni commentatori come lacapitana87 che ci sono andati giù pesante: “Ma quel maleducato, arrogante, antipatico e per nulla gradevole di DavideN ovelli ma come si permette di rivolgersi così durante una telecronaca alla collega Katia Colturi? Che oltre ad essere donna, é pure una ex atleta medagliata con una competenza IMMENSAMENTE superiore. Chieda scusa”.
E Corrado ha aggiunto: “Ammiro la compostezza della tipa che fa la telecronaca perché io avrei mandato a quel paese il tipo per molto meno”. Marina è altrettanto severa: “Caro Davide Novelli stai facendo una pessima figura non solo verso Katia Colturi ma anche verso coloro stanno seguendo questa competizione”.
E non manca l’occasione di rimpiangere chi ha traslocato in altri lidi televisivi: “Quanto manca Bragagna nella telecronaca dello short track sulla Rai…”, scrive Lorenzo Pregliasco. Altri utenti sui social hanno invece voluto tirare fuori un presunto scheletro nell’armadio nella carriera di Novelli, ovvero la telecronaca degli ottavi di finale del torneo dei welter a Parigi 2024, quello dell’incontro tra Angela Carini e Imane Khelif, in cui il telecronista, affiancato da un galantuomo di esperienza nella boxe come Francesco Damiani, criticò – giustamente – il ritiro dell’azzurra. Il web non dimentica, ma l’indulgenza e il garantismo non rientrano tra le sue doti.