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“Questo non è uno spettacolo”, il teatro senza teatro del Gruppo Stranità torna alla Tosse

  • Postato il 15 aprile 2026
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  • Di Genova24
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“Questo non è uno spettacolo”, il teatro senza teatro del Gruppo Stranità torna alla Tosse

Genova. Un palcoscenico senza certezze ma carico di autenticità. Un esperimento teatrale che sospende le regole della rappresentazione per guardare le cose del mondo da una prospettiva finalmente diversa. “Questo non è uno spettacolo”, è il titolo del nuovo lavoro del Gruppo Stranità, che debutterà il prossimo 16 aprile al Teatro della Tosse di Genova. Una produzione del Teatro dell’Ortica, diretto da Giancarlo Mariottini con l’aiuto regia di Ilaria Piaggesi e Riccardo Selvaggi.

“Questo non è uno spettacolo” è la nuova opera nata dal laboratorio teatrale fondato da Anna Solaro nel 1997 e che oggi coinvolge pazienti psichiatrici seguiti dalla Salute Mentale della ASL3 Genovese, attori, operatori socio-sanitari e volontari in un percorso di cura, inclusione e lotta allo stigma. Un’opera attesa e che prosegue il percorso di teatro sociale portato avanti da trent’anni dal Teatro dell’Ortica.

Questo non è uno spettacolo è un gioco di teatro nel teatro, che ci aiuta a raccontare quello che succede il mercoledì mattina nel nostro laboratorio teatrale – racconta il regista Giancarlo Mariottini, direttore artistico dell’Ortica – Lì, ci diciamo spesso che il vero obiettivo non è fare spettacolo, ma incontrarci, ascoltarci, coltivare reciprocità, apertura verso l’altro, relazioni autentiche. Questo è essenziale per chi si trova a vivere un disagio psichico e a sentire, nella propria vita quotidiana, sguardi giudicanti e pieni di pregiudizi. Ma in realtà è essenziale per chiunque, nessuno escluso. Per questo facciamo teatro: per stare in un’esperienza reale e concreta di vicinanza”.

teatro dell'ortica

Lo spettacolo porterà in scena un “gioco” tra rappresentazione e metateatro, per interrogarsi e interrogare il pubblico sul ruolo che l’arte drammatica può svolgere nel vissuto di ognuno di noi. Un tema che attraversa Stranità da sempre: il laboratorio non mira a produrre esclusivamente spettacoli e intrattenimento, ma si occupa della creazione di luoghi in cui si può stare bene e in cui ci si può esprimere, tutti, indistintamente. Durante gli incontri settimanali, la fragilità si trasforma in competenza scenica, sostenuta da un gruppo che fa del “non giudizio” la propria pratica quotidiana. “Tutto è nato in laboratorio – sottolinea Mariottini – abbiamo giocato a carte scoperte, rendendo palese il meccanismo della messa in scena, portando sul palco il dietro le quinte e la realtà del processo creativo, con tutte le sue esitazioni e imperfezioni, ma anche con le sue scoperte e con i suoi tesori”.

Lo spettacolo, come di consueto, si rivolge a un pubblico eterogeneo e vedrà tre repliche con un matinée riservato agli studenti. “Facciamo spettacolo? – conclude Mariottini – Sì, certo, anche. Per aprire le porte di questa straordinaria esperienza, renderla visibile e condivisa. Forse non abbiamo tanto bisogno di spettacoli, ma di luoghi per ritrovare un senso di comunità. E il teatro è uno dei mezzi che possono aiutarci a crearli”.

Autore
Genova24

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