Questa F1 non piace, rivolta e censura sul post dei 120 sorpassi: piloti arrabbiati e la FIA corre ai ripari
- Postato il 9 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Non è bastato un inizio roboante, una partenza caotica, il duello rusticano tra Russell e Leclerc che si sono scambiati il comando della corsa nei primi 10 giri. La rabbia montava, la miccia era accesa da tempo, da molto prima del Gran Premio di Australia che ha inaugurato la stagione. Ed è bastato un post, peraltro dello stesso account ufficiale della F1 a fare da detonatore. I fan, gli appassionati si sono scatenati nei commenti negativi verso la nuova, i regolamenti 2026, le power unit con il recupero dell’energia. Questa Formula 1 al risparmio non piace, nemmeno ai piloti. In tanti, da Verstappen a Sainz hanno criticato le nuove monoposto. La FIA sembra voler porre rimedio ma per ora ha fatto scattare solo la censura.
- La nuova F1 non piace, la FIA censura i commenti negativi
- Sorpassi "drogati", mistificati dalla gestione batteria
- L'ira dei piloti
- L'Indycar prende in giro la F1
- Paradosso Aston Martin, Stroll finisce a 15 giri
- La F1 corre ai ripari? Per ora sta a guardare e medita
La nuova F1 non piace, la FIA censura i commenti negativi
Risultato finale 120-45. Non è il punteggio di una partita di basket tra squadre di categorie diverse. Si tratta del confronto numerico tra i sorpassi dello scorso anno e quelli di quest’anno registrati nel Gran Premio d’Australia prima prova del Mondiale di F1 2026. Un confronto impari a livello numerico che gli account ufficiali della F1 hanno sbandierato nelle ore successive alla gara di Melbourne.
L’intento, evidente, era quello di sottolineare l’aumento dei sorpassi e dunque direttamente dello spettacolo. Ancor di più se si pensa che lo scorso in Australia la gara era stata contraddistinta dalla pioggia e da diverse safety car che l’avevano resa più imprevedibile.
Il post però ha scatenato le proteste del pubblico, soprattutto degli appassionati di F1 che hanno cominciato a criticare pesantemente la FIA e questa Formula 1 rimodulata dai nuovi regolamenti ma che proprio non piace per la sua passività. Commenti a volte anche pesanti, con tanto di richieste di dimissioni da parte del Ceo Stefano Domenicali e del direttore tecnico Nikolas Tombazis. che hanno costretto i social media manager della F1 chiudere parzialmente le possibilità di commentare, cancellando, dunque censurando, le parole e le frasi più dure.
Sorpassi “drogati”, mistificati dalla gestione batteria
Il rischio era dietro l’angolo, un po’ come giocare con l’acqua bollente, prima o poi ti scotti. Ed è stato così. Chissà se i padri costituzionalisti che hanno varato il nuovo regolamento, e qui c’entrano anche gli stessi costruttori che quelle regole hanno contribuito a scrivere, erano consci del guazzabuglio a cui sarebbero andati incontro.
L’obiettivo di una F1 più green si è scontrato frontalmente con la storia dello sport d’elite dei motori. Dove da sempre vince chi va più veloce e non chi va più piano nelle curve per poi avere più batteria nei rettilinei. Un controsenso che ai puristi della Formula 1 ma anche a molti addetti ai lavori proprio non piace. Ecco il perchè della rivolta.
Quei 120 sorpassi sono drogati da una realtà che è ben diversa. Lo stesso duello tanto eccitante tra Leclerc e Russell nelle prime fasi della gara con sorpassi e controsorpassi è frutto semplicemente della diversa gestione dell’energia per cui, come sottolineato dai piloti, la Ferrari andava più forte in curva mentre la Mercedes che in curva rallentava di più finiva per avere più spunto in rettilineo.
Più o meno la stessa cosa è successa nelle retrovie dove ad esempio Alonso ha fatto una grande partenza ma poi è stato sverniciato da mezza griglia. Di sorpassi veri, col pelo, con la staccata, se ne sono visti pochi, anche quello doppio di un ritrovato Hamilton su Hadjar e Lindblad nei primissimi giri, che resta una grande mossa di Lewis, è artefatto dalle modalità di recupero dell’energia che è diversa da monoposto a monoposto.
L’ira dei piloti
Difficile riportare tutti i riscontri negativi dei piloti dopo la gara. Verstappen ed Hamilton erano stati già antesignani delle proteste sin dopo i primi test, a Barcellona e in Bahrain, ora si sono accodati tutti. Bearman a Sky UK ha detto: “Il regolamento è un po’ ridicolo. Questa non è una gara, questa è Formula E! Hai un buon vantaggio con un solo pulsante [boost, nda.] e poi lo perdi tutto sul rettilineo successivo. Inoltre, è un sistema non molto lineare, quindi quello che guadagni sul rettilineo in cui usi il turbo è un quarto di quello che perdi nel rettilineo successivo”
Verstappen continua la sua battaglia personale cominciata già dopo prove e qualifiche: “Siamo critici per un motivo. Volevamo che fosse F1, una vera F1, non sotto steroidi. Oggi, ovviamente, ancora una volta, non è stato così”. Sulla stessa barca sale anche Carlos Sainz: “Le sensazioni sono pessime. Non mi è piaciuto. Questo sport si chiama Formula 1. La formula che hanno ritenuto fosse buona per questa categoria non è adeguata e deve essere cambiata”.
L’Indycar prende in giro la F1
In tutta questa bufera arriva anche lo sfottò da parte del mondo dell’Indycar, da sempre considerato un po’ l’altro universo, l’antagonista della F1 dall’altra parte dell’oceano. Una delle scuderie storiche, Chip Ganassi ha lanciato una provocazione prima della gara di Phoenix prendendo in giro proprio questa nuova Formula 1: “Super-clipping, scalata di marcia sui rettilinei, gestione della batteria. Bene, noi non lo facciamo qui. Noi gareggiamo”.
Paradosso Aston Martin, Stroll finisce a 15 giri
Al di là che possa piacere o meno, i distacchi nel Gran Premio di Australia sono stati molto più pesanti. Eravamo abituati a vedere macchine racchiuse in pochi secondi, a volte una decina in meno di un secondo in qualifica e in gara tanti trenini in lotta. al netto dei 120 sorpassi ieri si sono registrati distacchi molto ampi. Alle spalle di Verstappen, sesto, tutti sono stati doppiati da Russell almeno una volta, Perez con la Cadillac all’esordio ha preso due giri.
Ma c’è chi ha stabilito un record negativo. Lance Stroll è riuscito sì a portare al traguardo una delle due Aston Martin (Alonso si è ritirato dopo pochi giri e una gran partenza) ma il canadese ha preso qualcosa come 15 giri dal leader. Era dal 1965 che non si registrava un distacco così ampio alla fine di una gara, Moisés Solana in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti.
La F1 corre ai ripari? Per ora sta a guardare e medita
Al di là della mossa di censurare i messaggi più critici e gli insulti sotto i post dell’account ufficiale, F1 e FIA stanno ovviamente monitorando la situazione per capire come uscire da questo vicolo cieco creato dai nuovi regolamenti. Hanno rimandato a giugno il pastrocchio sulle misurazioni a caldo del rapporto di compressione sulle power unit concedendo un indubbio vantaggio fino ad allora alla Mercedes e i suoi motorizzati.
Secondo indiscrezioni la FIA pare avere un asso nella manica per cambiare il regolamento, ma aspetterà di vedere cosa succederà al GP di Cina e poi in Giappone in vista di quella che sarà verosimilmente una lunga pausa primaverile causata dalla cancellazione delle gare di Bahrain e Arabia Saudita dove non si correrà per la guerra. L’Australia era stata segnata tra i quattro peggiori GP in termini di recupero di energia. Quindi, nonostante le critiche dei piloti, si è deciso di aspettare e vedere cosa succederà nelle prossime corse. Aspetta e spera…