Quesada vara la prima Italia per il Sei Nazioni e lancia baby Todaro: "Ai Saints è cresciuto tantissimo"
- Postato il 21 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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È un’Italia che strizza l’occhio al futuro, ma è soprattutto un’Italia ambiziosa. Che pur disputando tre gare su 5 in trasferta vuol puntare a far bene nel Sei Nazioni alle porte, come mai gli è capitato di fare nella sua storia quasi trentennale del torneo. Nonostante le assenze iniziali di Allan e Capuozzo (torneranno dalla terza giornata, come Lucchesi), cui si aggiungono i forfait per tutta la durata della manifestazione di Trulla, Negri e Vintcent, a riprova del fatto che la profondità della rosa comincia a essere un fattore, consentendo a Gonzalo Quesada di osare, azzardare e sperimentare. Oltre che di credere che il futuro sia davvero migliore.
- Tante assenze, ma tante opportunità per i giovani
- Todaro è il crack del futuro: "Ai Saints è cresciuto tantissimo"
- Con la Scozia una vittoria per cominciare col botto
- I complimenti di Erasmus: "Li prendo solo perché è Rassie..."
Tante assenze, ma tante opportunità per i giovani
Il CT argentino ha spiegato le ragioni delle sue scelte in una chiacchierata fatta a Sky Sport, una sorta di “guida ai convocati” per i primi due impegni con Scozia (7 febbraio a Roma) e Irlanda (14 febbraio a Dublino: entrambe le gare si giocano alle 15,10).
“Dispiace sempre quando vengono a mancare elementi meritevoli di far parte del gruppo, ma ad ogni modo a un anno e mezzo dal mondiale è una buona cosa avere la possibilità di sperimentare qualche volto nuovo. Non guardiamo a ciò che manca, ma a ciò che possiamo controllare.
Sarà comunque una prima parte di Sei Nazioni con tante opzioni: ripartiremo dai 4 capitani (Lamaro, Niccolò Cannone, Nicotera e Brex), una leadership “diffusa” che fa bene alla crescita del gruppo. E quanto ai giovani, se vengono in nazionale A è perché meritano di stare nei 23, non per un viaggio premio”.
Todaro è il crack del futuro: “Ai Saints è cresciuto tantissimo”
La domanda è diretta conseguenza della chiamata di Edoardo Todaro, reduce da una favolosa tripletta messa a segno in Northampton Saints-Scarlets in Premiership. “Ho visto quel che ha fatto: sulla seconda meta ha ricordato le movenze di David Campese, anche se aveva un mediano di mischia avanti a sé, il che ha aiutato… battute a parte, Edo sta lavorando tanto e l’ho voluto nel gruppo, sebbene fosse in quota per il Sei Nazioni Under 20. Nei 33 ci sta benissimo, nei 23 vedremo perché dipenderà dagli allenamenti delle prossime due settimane.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/amrugbypodcast/status/2013318829913284683" profile_id="amrugbypodcast" tweet_id="2013318829913284683"/]Ai Saints sta crescendo tanto e bisogna dare merito ai suoi allenatori per averlo fatto diventare molto più maturo di quando l’avevamo lasciato a fine anno. Ormai è diventato un’ala a tutti gli effetti e l’ho convocato per ricoprire quel ruolo: vero è che ha fatto anche l’estremo e pure il centro (con Zanandrea nell’Under 20), ma quando non giochi in un ruolo per tanto tempo è bene evitare di cambiare, specie in un torneo esigente come il Sei Nazioni”.
Con la Scozia una vittoria per cominciare col botto
Battere la Scozia all’esordio renderebbe il cammino degli azzurri subito in discesa. “Noi siamo campioni del mondo nel sognare”, risponde sorridente Quesada. “La Scozia però è stata la Tier 1 dell’ultimo periodo con più possesso e territorio, ha gente che sa portare bene palla, tira fuori l’ovale con rapidità dalla ruck. Contro gli All Blacks a novembre hanno fatto veramente bene e chiaramente hanno le nostre stesse ambizioni di partire col piede giusto, e battere l’Italia renderebbe migliore anche il loro torneo.
Il rammarico del ko. dello scorso anno, quando eravamo andati sotto 14-0 per recuperare sul 19 pari e poi perdere per altri errori evitabili, deve servirci da molla per ripartire più forte quest’anno. Sarà una gara molto complessa: la Scozia calcia pochissimo, a differenza dell’Irlanda che affronteremo 7 giorni dopo. Non avere gli estremi dell’ultimo torneo (Allan, Capuozzo e Trulla) potrebbe convincerci a fare scelte radicalmente diverse dal solito”.
A preoccupare però sono soprattutto le assenze in terza linea. “Negri e Vintcent sono due potenziali titolari “sempre”, quindi la loro assenza si farà sentire. La convocazione di Samuele Locatelli è la dimostrazione che questa è un’occasione che passerà per tanti elementi, e comunque la cosa non mi dispiace”. A numero 9, Varney e Page-Relo partono avvantaggiati su Fusco e Alessandro Garbisi (quest’ultimo sacrificato per questa prima finestra).
I complimenti di Erasmus: “Li prendo solo perché è Rassie…”
Quesada ha poi chiuso con una battuta legata alla “profezia” di Rassie Erasmus, tecnico degli Springboks, che ha affermato di vedere l’Italia da podio nel Sei Nazioni. “Dopo il secondo test estivo in Sudafrica mi ha invitato a bere una bottiglia di vino e abbiamo parlato tanto. Mi aveva detto di essere rimasto molto sorpreso dal modo in cui l’avevamo affrontato nel primo test, e ho preso il suo complimento girandolo ai ragazzi.
Detto ciò, il livello delle squadre del Sei Nazioni è tale che pensare di arrivare a podio non è scontato: credo nel lavoro mio e dello staff, ma qualcosa forse ancora manca rispetto ad altre nazionali. Ma l’impegno, quello è sempre massimo”.