“Quello che è successo in Cina non è F1”: l’ultimo attacco al regolamento 2026 dopo Shanghai
- Postato il 22 marzo 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
- 1 Visualizzazioni
Troppi ritiri ancor prima del via: Carlos Sainz critica ancora il regolamento 2026 dopo quanto accaduto nel GP della Cina di F1
A Shanghai troppi ritiri prima del via: per Carlos Sainz questo “non fa il bene della F1“. Il madrileno era già stato esplicito nel criticare i regolamenti 2026, citando anche ragioni di sicurezza. In Cina ben quattro monoposto neanche prendono parte alla gara: le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, l’Audi di Gabriel Bortoleto e l’altra Williams di Alexander Albon. Qualcosa, nei prossimi mesi, deve cambiare.

La nuova era della F1 raccoglie pareri decisamente contrastanti. Qualcuno, come Lewis Hamilton, ne esalta lo spettacolo in pista e l’ottima guidabilità delle nuove monoposto, che consentono duelli ravvicinati in stile karting. Allo stesso modo, però, piloti come Max Verstappen sono molto duri con i regolamenti 2026, spiegando come la gestione dell’energia metta l’abilità del pilota in secondo piano.
Le nuove Power Unit sono particolarmente complesse e gli ingegneri lavorano senza sosta per trovare soluzioni ai problemi già noti. L’ottimizzazione delle unità elettriche arriverà con il tempo, come si augura Carlos Sainz, ma intanto è l’immagine della massima serie ad essere a rischio: quanto accaduto in Cina, secondo il madrileno, “non è una bella immagina per nessuno“.
Sainz: “Questi motori ci complicano la vita”
Intervistato dopo la gara, lo spagnolo è chiaro: “Penso che non avere le due McLaren, una Williams e un’Audi in griglia dimostri quanto ci complichiamo la vita creando motori super complessi, con software estremamente sofisticati e una gestione della batteria molto articolata. Continuo a pensare che non sia una bella immagine“.
“Alla fine spetta ai team sviluppare i motori, ma quando le regole sono così esigenti e restrittive, diventa molto difficile realizzare qualcosa di affidabile, perché è estremamente complesso per tutti. Ho in mente la F1 ideale per come dovrebbe essere, e questa è decisamente molto lontana da quell’idea. Allo stesso tempo, spero che lo sviluppo e l’affinamento dei regolamenti possano migliorare le cose nel prossimo futuro“.
Seguici anche sui social: Telegram – Instagram – Facebook – Twitter
Foto Copertina: @F1 via X.com
L'articolo “Quello che è successo in Cina non è F1”: l’ultimo attacco al regolamento 2026 dopo Shanghai proviene da F1ingenerale.