Puff Daddy nell’occhio del ciclone: “I suoi dipendenti sono furiosi perché non vengono pagati mentre è in prigione”. L’avvocato: “È tutto sotto controllo”
- Postato il 8 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Anche in carcere Puff Daddy “ha un grosso problema con gli stipendi, dato che alcuni dei suoi dipendenti sono arrabbiati perché non vengono pagati mentre è rinchiuso, ma il suo rappresentante legale insiste nel dire che ha la situazione sotto controllo”. Lo riporta il sito TMZ.
Secondo fonti interpellate da TMZ il patrimonio di Daddy è gestito dalla società di gestione aziendale Tri Star Sports & Entertainment mentre è in carcere: “Stanno tenendo i suoi soldi sotto stretto controllo, troppo stretto per alcune persone a libro paga. Ad esempio, ci è stato detto che alcuni avvocati che si occupano della montagna di cause civili di Daddy non sono stati pagati, e anche tra gli altri membri dello staff non va meglio, almeno uno di loro si è dimesso”.
A smentire tutto questo il rappresentante dell’ex magnate dell’hip hop, Juda Engelmayer, ha dichiarato: “Persone, personale e avvocati vengono tutti pagati e nessuno se ne va. Daddy gestisce autonomamente le proprie finanze. Tutti vengono pagati per il proprio lavoro una volta completato e confermato, dopo la revisione di routine”.
Ma TMZ rilancia: “Le nostre fonti affermano che i familiari dell’ex produttore non hanno accesso illimitato e gratuito ai suoi soldi il che significa che devono anche confrontarsi con Tri Star. Ci è stato detto che la famiglia Combs lavora entro un budget stabilito (l’importo e la frequenza dei pagamenti rimangono poco chiari) e che, se lo superano, sono tenuti a presentare fatture a Tri Star, che non sempre vengono approvate”.
Puff Daddy sta scontando una pena di 50 mesi per reati legati alla prostituzione presso l’FCI Fort Dix, un carcere federale di bassa sicurezza nel New Jersey, insieme a 500mila dollari di multa.
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