Provinciali Cosenza, Caruso: «Pronti a ridare dignità»
- Postato il 5 marzo 2026
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Provinciali Cosenza, Caruso: «Pronti a ridare dignità»

Intervista al sindaco di Cosenza Franz Caruso candidato del centrosinistra alle elezioni provinciali dell’8 marzo
COSENZA – La campagna elettorale per le elezioni provinciali dell’8 marzo è ormai agli sgoccioli. Si vota per la presidenza della Provincia e per il rinnovo del Consiglio provinciale. Il candidato del centrosinistra è il sindaco di Cosenza Franz Caruso, in lizza per il centrodestra il sindaco di Montalto Uffugo Biagio Faragalli. Entrambi i candidati sono sostenuti da due liste (“Provincia democratica” e “Insieme per la Provincia” a supporto di Caruso e “Forza Italia” e “Ad Maiora” per Faragalli). Il sindaco di Cosenza Franz Caruso, ospite della redazione L’Altra Voce-Il Quotidiano, ha rilasciato un’intervista sulle elezioni provinciali in programma domenica 8 marzo.
Sindaco, le Province saranno anche un ricordo sbiadito rispetto agli Enti che erano prima della legge Delrio ma l’istituzione conserva il suo blasone e l’importanza per il territorio. Ne conviene?
«Le Province hanno una storia antica e profonda nell’assetto istituzionale italiano, anche se depotenziate sono comunque istituzioni di grande prestigio e rilevanti per il territorio cosentino che annovera 150 Comuni. Un Ente che ha grande attrattività politica e, soprattutto, una grande funzione amministrativa. Sono stato amministratore della Provincia di Cosenza dal 2001 al 2004 con un grande presidente, l’indimenticato Tonino Acri. Avevamo ovviamente all’epoca molte più competenze rispetto a quelle di oggi e la Provincia aveva la capacità di dare risposte ai problemi del territorio. In primis perché era un’istituzione che derivava dal suffragio universale con un Consiglio provinciale composto da 36 consiglieri provinciali (e non 32 come si sostiene altrove) e la Giunta era costituita da 12 assessori che conferivano all’Ente un rilievo politico e amministrativo. Oggi le competenze sono ridotte ma si tratta comunque di settori importanti».
In questi giorni è più volte intervenuto sulla questione della viabilità nel Cosentino. Il maltempo che ha flagellato la provincia in queste settimane ha messo a nudo le gravi carenze delle strade provinciali. È evidente che urgono interventi risolutori.
«La programmazione e la manutenzione in termini di prevenzione dei rischi sono fondamentali. Gli ultimi eventi meteorologici hanno dimostrato quanto sia stata incapace l’amministrazione precedente sul territorio sul fronte della prevenzione. Sono stati evitati disastri peggiori solo perché le precipitazioni più consistenti si sono verificate nelle ore notturne e mattutine. Si è toccato con mano la fragilità di un’azione politico-amministrativa inadeguata che non ha tutelato il territorio. La viabilità deve garantire la sicurezza sulle strade. Stesso discorso vale per l’edilizia scolastica. È impensabile che un genitore abbia il timore che l’incolumità dei propri figli sia messa a repentaglio tra i banchi di scuola. Bisogna agire sulla programmazione e sulla manutenzione delle arterie stradali e degli istituti scolastici. Le risorse sono ridotte ma serve una visione».
Il prossimo presidente della Provincia di Cosenza dovrà confrontarsi una situazione economica-finanziaria dell’Ente tutt’altro che rosea. Per lei che da sindaco di Cosenza ha già ereditato un dissesto finanziario sembra una persecuzione, ci consenta la battuta.
«Non sono intimorito, ho lavorato per quattro anni per fronteggiare i disastri finanziari del centrodestra. A Palazzo dei Bruzi abbiamo ereditato un dissesto di 300 milioni di euro, la gestione Succurro ha creato alla Provincia un disavanzo di 83-85 milioni di euro. Sono abituato ad affrontare e a risolvere i problemi della mia città con una politica economica e finanziaria trasparente. Posso, io sì, esportare questo modello di gestione alla Provincia e risollevare in tempi brevi l’Ente. Si può fare bene in poco tempo».
A proposito di tempistiche. Nel 2027 si vota per le amministrative di Cosenza. Se lei non dovesse essere riconfermato nella carica di sindaco la Provincia potrebbe nuovamente andare al voto nel giro di un anno.
«Questo non è un limite al voto. Ci sono amministrazioni che cadono dopo pochi mesi e altre che concludono regolarmente il mandato. Ritengo che se la mia maggioranza si presenterà compatta e coesa alla prossima competizione elettorale, il sindaco Biagio Faragalli stia pure tranquillo, non c’è il rischio di interrompere l’esperienza amministrativa alla Provincia perché sarò riconfermato sindaco. Non ci sono evidentemente argomenti concreti per contrastare la mia candidatura. Forse è il caso di parlare della gestione fallimentare di Succurro, il presidente facente funzione Giancarlo Lamensa sta revocando di tutto e di più. A Lamensa va il mio riconoscimento e apprezzamento per la trasparenza dimostrata in così poco tempo. Ho letto inoltre dei 150 milioni dei fondi Pnrr ma vorrei sottolineare che il problema non è intercettare i finanziamenti ma realizzare le opere».
Che ci dice del centrosinistra? Saranno pure elezioni di secondo livello ma le consultazioni dell’8 marzo costituiscono un banco di prova importante per la coalizione.
«Domenica sarà un passaggio politico estremamente delicato per il centrosinistra. Intanto un risultato si è già raggiunto, lo schieramento è unito e compatto a sostegno di una sola candidatura. Abbiamo perso per due volte la Provincia per le divisioni nella coalizione. Il cosiddetto campo largo è coeso sulla mia candidatura, questo è il primo dato politico. C’è poi un messaggio chiaro: bisogna cambiare il metodo della politica. Perché anche in questa tornata elettorale ci sono invasioni di campo da parte di esponenti della politica regionale che cercano di imporre il dominio sul territorio. Il voto dei sindaci e dei consiglieri comunali non si “compra” con mance elettorali. Sarà un voto libero, si sceglie un amministratore alla guida dell’Ente. La scelta del presidente e dei consiglieri non può essere subordinata a interessi particolari per finanziamenti di qualche decina di migliaia di euro. Ma sono convinto che sarà data una risposta a questo vecchio e becero modo di fare politica».
Non sfugge, nell’ottica del voto ponderato, che i tre Comuni di fascia E (Cosenza, Rende e Corigliano Rossano) sono amministrati dal centrosinistra. Le maggioranze dei tre Comuni, più o meno compattamente, dovrebbe quindi sostenerla. Vero?
«Toglierei il condizionale nel sostegno delle maggioranze dei tre Comuni di fascia E. Ci sarà, anzi, un ampliamento del voto. Non sono il ventriloquio di nessuno ma rappresento, nel mio piccolo, un punto di riferimento per i giovani. Il consenso va oltre il voto ponderato. Non devo candidarmi, se non come sindaco di Cosenza nel 2027, in nessun’altra competizione. L’amministrazione della Provincia non mi porterà necessariamente forza elettorale, stiano tutti tranquilli. Voglio solo riportare la Provincia al livello di dignità politica e istituzionale che merita. Mi candido alla presidenza della Provincia ma ci tengo a precisare che non abbandonerò la battaglia intrapresa nel 2014 per chiedere il ripristino delle Province antecedenti alla legge Delrio».
Lanci un appello agli amministratori della Provincia di Cosenza per il voto dell’8 marzo.
«I sindaci e i consiglieri comunali votino liberamente e secondo coscienza. Dobbiamo portare avanti, tutti insieme, un’azione di risanamento della politica e delle istituzioni. Serve una valutazione delle esperienze, dei progetti e delle idee».
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