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Pronto soccorso e attese in barella, ecco il piano della Regione: “Obiettivo sotto le 8 ore”

  • Postato il 14 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Pronto soccorso e attese in barella, ecco il piano della Regione: “Obiettivo sotto le 8 ore”

Liguria. Portare l’attesa in pronto soccorso sotto le 8 ore, per almeno il 90% dei pazienti. È questo l’obiettivo del modello organizzativo regionale approvato per ridurre il boarding nei pronto soccorso. La Regione Liguria ha infatti definito regole uniformi per tutti gli ospedali e una quota certa di letti riservata ogni giorno all’urgenza.

Il boarding è uno dei problemi più diffusi nei pronto soccorso, anche a livello nazionale: si tratta del tempo che un paziente trascorre su una barella all’interno, dopo che il medico ha già stabilito la necessità del ricovero, in attesa di un posto letto nel reparto di destinazione.

Un fenomeno che la Regione ha scelto di affrontare dopo un’analisi approfondita dei dati di tutti i dieci presidi ospedalieri liguri: partendo dalla azienda ospedaliera metropolitana (San Martino, Galliera, Villa Scassi), per poi arrivare a Sanremo, Imperia, Pietra Ligure e Savona, Lavagna, La Spezia e Sarzana.

La misura cardine del piano riguarda la disponibilità programmata di posti letto: ogni reparto ospedaliero è chiamato a garantire, ogni giorno, almeno un posto letto ogni dieci per i pazienti provenienti dal pronto soccorso, superando la gestione affidata alla sola disponibilità contingente e introducendo una programmazione certa e uniforme su tutti i presidi della regione.

Nei contesti a maggiore pressione, i reparti di medicina interna e geriatria, che rappresentano il principale punto di assorbimento dei ricoveri urgenti, verranno rafforzati con posti letto aggiuntivi. Parallelamente, viene fissato un obiettivo di contenimento per la degenza media, entro un tempo massimo indicativo di 10 giorni, per accelerare la rotazione e rendere disponibili più letti nel corso della giornata. Nei periodi di picco, i ricoveri programmati potranno essere modulati per dare precedenza all’urgenza.

“Abbiamo analizzato i dati di tutti i nostri ospedali e abbiamo costruito un piano concreto e uniforme in tutta la regione – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò -. La capacità di risposta e i ricoveri urgenti sono una delle nostre priorità organizzative: per questo, ogni reparto, saprà con maggiore precisione quanti letti mettere a disposizione ogni giorno per l’urgenza e ogni paziente avrà un percorso definito nel passaggio dal pronto soccorso al reparto. Si tratta di un cambio di metodo basato sull’analisi dei dati e su un modello organizzativo chiaro, con un obiettivo preciso: portare l’attesa in pronto soccorso sotto le 8 ore per almeno il 90% dei pazienti”.

Sul piano operativo, il modello introduce un’integrazione strutturata tra pronto soccorso e medicina interna: il modello prevede l’attivazione di una consulenza, a cura della medicina interna in Pronto Soccorso, che dovrà avvenire in un tempo inferiore alle due ore. Vengono inoltre potenziate le aree di osservazione breve intensiva, spazi che consentono di stabilizzare i pazienti senza occupare immediatamente un letto di reparto.

Altro elemento chiave riguarda il miglioramento delle dimissioni. Viene introdotta la figura del discharge manager, dedicata alla gestione dei casi più complessi: tra i suoi compiti, l’attivazione di servizi territoriali come assistenza domiciliare, Rsa e ospedali di comunità, per garantire una transizione organizzata e sempre più tempestiva dal ricovero al territorio.

Inoltre, presso ciascuna azienda è istituito un gruppo tecnico permanente per la gestione dei flussi, composto da direzione sanitaria, direzione medica di presidio ospedaliero, pronto soccorso e medicine.

Autore
Il Vostro Giornale

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