Proiezione gratuita del docu-film su Carmelo Bene al Teatro Akropolis di Sestri Ponente

  • Postato il 27 marzo 2026
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Carmelo Bene

Genova. Proiezione gratuita questa sera, venerdì 27 marzo alle 20, al Teatro Akropolis di via Boeddu 10 a Sestri Ponente del film-documentario La Parte Maledetta. Viaggio ai confini del teatro. Carmelo Bene. Il titolo ha vinto il premio speciale Ubu 2025.

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, Teatro Akropolis ospita una proiezione gratuita dedicata a una delle figure più radicali del Novecento teatrale, al termine la serata proseguirà con un brindisi conviviale aperto al pubblico.

Carmelo Bene (1937-2002), per dirla con il linguaggio semplicistico di oggi, è stata una delle figure più divisive non solo del teatro, ma in generale dell’arte. Lo fu perché il suo percorso di ricerca artistica e di sperimentazione ruppe da subito l’idea del teatro classico che si aveva all’epoca: divenne così autore, interprete e regista insieme, scardinando le convenzioni. Alle critiche feroci dei classici che portava in scena alla sua maniera, si contrapponeva una personalità gigantesca e una riflessività non comune che hanno fatto la sua fortuna. Carmelo Bene è stato così discusso proprio perché il suo percorso di rottura era supportato da una grande base culturale e filosofica ed è questo che emerge in modo potente dal lavoro di Clemente Tafuri del teatro Akropolis, regista del docu-film. In meno di un’ora si ha occasione di riflettere sul ruolo dell’attore, del teatro, sul tema della rappresentazione. La densità del pensiero di Bene è tale che il film meriterebbe una doppia visione per ri-soffermarsi su alcune frasi. E alla luce di ciò che emerge dal lavoro di Tafuri chissà cosa avrebbe pensato Carmelo Bene di questa recensione.

La sua ricerca racconta il paradosso dell’arte, per Carmelo Bene l’opera è sempre incompiuta rispetto a quanto si può intuire e vivere oltre la letteratura, il linguaggio e la rappresentazione. Proprio la riflessione sulla rappresentazione torna negli spezzoni di interviste che sono riportate. Sottrarsi alla rappresentazione per divenire esperienza pura è l’obiettivo di Bene. “La rappresentazione è sempre stata dello scritto − raccontò in una conferenza alla Sapienza − l’orale gode di un’autonomia tutta propria. Non si dovrebbe dare attore che riferisca”.

Riflessioni sull’essere significante e non significato. Sul fatto che lo spettatore è testimone e non dovrebbe poter mai raccontare ciò che ha udito a teatro: “l’attore non basta più, ma deve essere macchina attoriale − dice Bene − complicandosi la vita. Il teatro è nell’atto, nell’immediato, presenza e assenza. Non ci sono testi, a dispetto del museo, dell’arte, dell’intelligenza. Bisogna essere infinitamente stupidi per essere nell’abbandono. Non si può essere autori di un’opera d’arte, si è capolavoro”.

Si parte con Valentina Beotti, Margherita Fabbri e Daniela Paola Rossi che si muovono e interpretano sulla lettura che Carmelo Bene fece di Così parlò Zarathustra di Nietzsche: “Slanciati e vola: in giro, in avanti, all’indietro tu che sei lieve. Canta, non parlare più. Non sono le parole tutte fatte per i grevi, non menton tutte le parole per chi è lieve. Canta, non parlare più. Ma quando la danza e le fanciulle se ne furono andate, diventò triste. II sole è sotto da un pezzo, il prato è umido, dalle foreste viene il freddo. Qualcosa di ignoto mi avvolge e guarda pensoso a me. Come tu vivi ancora, Zarathustra? Perché? Per chi? Con che? A che? Dove? Come? Non è follia vivere ancora? Ahimè, amici, è la sera che mi mette in bocca queste domande. Perdonatemi la mia tristezza, si è fatta sera, perdonatemi che si sia fatta sera”. Si chiude con le stesse attrici in un momento di relax e partenze e la voce di Carmelo Bene tratta da Quattro momenti su tutto il nulla: “Se cerchiamo di considerare lo specchio in sé, finiremo per scoprire su di esso nient’altro che le cose, se vogliamo cogliere le cose ritorniamo in definitiva nient’altro che lo specchio.” Questa è la più universale storia della conoscenza”.

In mezzo le interviste a Carmelo Bene, ma soprattutto i suoi spettacoli tra cui Riccardo III (produzione Rai), MacBeth Horror Suite, Hommelette for Hamlet, Otello o la deficienza della donna, Pinocchio, ovvero lo spettacolo della provvidenza, Invulnerabilità di Achille e alcuni film e cortometraggi tra cui: Hermitage, Nostra signora dei turchi, Don Giovanni, Salomé, Capricci.

Il ciclo La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro

L’opera è parte del ciclo “La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro”, una serie di film-documentari dedicati a figure dell’arte e della cultura che hanno messo in discussione i confini disciplinari, tra cui Carlo Sini, Paola Bianchi, Massimiliano Civica e Gianni Staropoli.

“Il film – dichiara Clemente Tafuri, direttore di Teatro Akropolis – attraverso le parole di Carmelo Bene, rivela l’inconcludenza del teatro e dell’arte più in generale quando tutto si riduce a spettacolo, quando cioè i numeri governano ogni scelta e decisione e un’opera si afferma in tutta la sua ovvia attualità, perdendo ogni possibilità di dialogare con il contemporaneo. Questo importante riconoscimento ci deve far riflettere sull’importanza della ricerca, su quanto sia necessario percorrere vie oscure e imprevedibili disallineate rispetto al presente. E su quanto l’arte sia ancora una delle poche esperienze in grado di dare una lettura sensata e critica del nostro tempo. Grazie, grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto e sostengono il nostro lavoro”.

TEATRO AKROPOLIS

La compagnia Teatro Akropolis nasce nel 2001 come compagnia di produzione e di ricerca nell’ambito delle arti performative. Da oltre vent’anni sviluppa un’attività continuativa che comprende spettacoli, film, progetti editoriali con AkropolisLibri e il festival “Testimonianze Ricerca Azioni”. Nel 2009 fonda a Genova il Teatro Akropolis di Sestri Ponente (Via Mario Boeddu, 10), spazio dedicato alla ricerca contemporanea, sede di festival, residenze artistiche, laboratori e progetti culturali in collaborazione con enti pubblici e privati. Dal 2022 è riconosciuto come sede di residenze artistiche con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Liguria. Nel 2024 Teatro Akropolis inaugura il progetto Heliopolis, un archivio dedicato agli studi sulle arti performative, sede tra gli altri, del Fondo Antonio Attisani. Tra i premi e i riconoscimenti di Teatro Akropolis: finalista Premio Cultura+Impresa/Federculture (2025), Premio Hystrio (2021) per il festival Testimonianze ricerca azioni, Finalista al Premio Rete Critica (2019), per il festival “Testimonianze ricerca azioni”; Premio Ubu – Progetti speciali (2017), per l’attività editoriale e di ricerca di AkropolisLibri; Best Book/Catalogue Award – Festival of Festivals (2014), per la collana “Testimonianze ricerca azioni” di AkropolisLibri.

Autore
Genova24

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