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Processo Krimata, il commercialista Quattromani assolto in Appello

  • Postato il 8 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Processo Krimata, il commercialista Quattromani assolto in Appello

Il Quotidiano del Sud
Processo Krimata, il commercialista Quattromani assolto in Appello

Nell’Appello del processo Krimata assolto anche il commercialista crotonese Quattromani, una sola condanna nel rito abbreviato.


CROTONE – La Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto il commercialista crotonese Francesco Quattromani dall’accusa di associazione a delinquere dedita a false fatture e riciclaggio. Quattromani era stato condannato a  anno e 4 mesi di reclusione in primo grado ma era stata esclusa l’aggravante mafiosa. Confermata, invece, la condanna a 2 anni di reclusione per il coimputato Giuseppe Cusato. Si tratta di uno dei tronconi processuali, quello del rito abbreviato, scaturiti dall’inchiesta che portò all’operazione “Krimata” (ricchezza, dal greco antico).

L’INCHIESTA

La Dda di Catanzaro riteneva di aver sgominato una presunta associazione a delinquere che, nata all’ombra della cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, dal 2013 al 2018 avrebbe portato diverse imprese cartiere del settore edile ad emettere fatture false per cinque milioni di euro nei confronti degli allora amministratori delle società Marrelli Hospital, Tecnologica ed Esperia Tv al fine di frodare lo Stato intascando i rimborsi Iva non dovuti. In primo grado altri quattro imputati furono assolti.

IL PROCESSO

In Appello è stata confermata una sola condanna. La sostituta procuratrice generale Marisa Manzini aveva chiesto la conferma delle pene per entrambi gli imputati ritenuti colpevoli in primo grado. Accolta la richiesta dei difensori di Quattromani, gli avvocati Luigi Villirilli e Francesco Verri.

Il commercialista era considerato partecipe di un sodalizio capeggiato dall’imprenditore Mario Esposito, attualmente sotto processo davanti al Tribunale di Crotone per lo stesso reato nel giudizio ordinario.

LA DIFESA

La difesa ha evidenziato che non era accusato di nessuno dei reati programmati, secondo l’accusa, dall’associazione criminale. Inoltre, si era limitato a svolgere compiti basici e notarili per i suoi clienti, la società Iuledil ed Esposito. Ovvero: estrarre e stampare una visura camerale, sollecitare la vidimazione dei libri contabili, registrare il cambiamento di un amministratore.

Anche i rapporti di Quattromani con Esposito – che non era nè amministratore e nè socio della Iuledil – erano, sempre secondo la difesa, ampiamente giustificati da un contratto, avente data certa, di prestazione d’opera. In base a questa scrittura, l’imprenditore aveva la delega ai rapporti fra la società e i suoi clienti e fornitori. E Quattromani altro non era che un fornitore di servizi contabili autorizzato, quindi, da un contratto a interloquire del tutto legittimamente con Esposito. «La soddisfazione è enorme – commentano gli avvocati Villirilli e Verri – perché Francesco Quattromani era innocente e ora la Corte d’Appello ne ha preso atto. Resta il rammarico per l’errore commesso in primo grado».

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