Processione Venerdì Santo a Savona, il vescovo Marino: “Tradizione antica ma viva nel presente grazie a un continuo rinnovamento”
- Postato il 1 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Manca sempre meno (meteo permettendo) alla tradizionale processione del Venerdì Santo che trasporterà Savona in un contesto storico di inizio 1800. Infatti nel 1810, l’allora vescovo di Savona, Monsignor Maggioli, emanò il regolamento della processione dando vita all’evento come lo conosciamo oggi.
L’ultima processione che ha preso vita tra le vie di Savona è stata quella del 2023. Nel 2025 il tempo ha tradito e ha lasciato tutti i savonesi con l’amaro in bocca: tutto era stato fatto, preparato e allestito ma la processione non ha avuto luogo. Dunque quest’anno si è deciso di ripeterla senza aspettare, come di consueto, i due anni.
La processione è un evento di fede e devozione popolare, di tradizione e novità. Un momento che unisce credenti e atei, legati da un filo resistente che dura da millenni, quello, appunto, della tradizione. E così di padre in figlio si è tramandato il ruolo del camallo o del comandante. Tutti indispensabili (insieme alle 800 persone tra volontari, soccorritori, autorità civili e religiose e corpi di sicurezza) per la riuscita di questo tradizionale evento che ogni savonese, ma non solo, aspetta.
“La processione è una tradizione antica ma che i savonesi ci tengono a rinnovare ogni volta – le parole a IVG del vescovo della diocesi Savona-Noli, Monsignor Calogero Marino – ogni anno si prova ad introdurre nuovi volontari, nuovi portatori e c’è una risposta importante da parte dei savonesi. E’ una tradizione che viene da lontano ma viva nel presente per continuare ad avere un futuro. Credo che il progetto delle confraternite sia proprio questo: assicurare un futuro alla processione rendendola sempre più viva nel presente”.
Altro tema centrale di quest’anno legato alla processione, secondo il vescovo Marino, è quello della pace. “Viviamo, purtroppo, sempre di più in un contesto di guerra. Quest’anno quindi il tema della pace ha un tono ancor più particolare. Certamente contempliamo il cammino della Via Crucis, ripercorrendo le tappe della passione di Cristo, ma in questo tempo dobbiamo pensare anche a tutte le vittime delle guerre, specialmente i bambini. Dobbiamo sapere che queste vittime hanno percorso la loro Via Crucis, e noi venerdì dobbiamo contemplarla anche per loro”.
“Sulla croce di Gesù c’è l’albero della morte che diventa albero della vita e della pace. Ecco mi sento di dire che, ancora di più quest’anno dobbiamo legare la processione al tema della pace”, conclude il vescovo della diocesi Savona-Noli.