Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Pro-Pal scagliò una sedia contro un agente: assolto dai giudici

  • Postato il 6 aprile 2026
  • Giustizia
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
Pro-Pal scagliò una sedia contro un agente: assolto dai giudici
Pro-Pal scagliò una sedia contro un agente: assolto dai giudici

Uno dei centinaia di cortei pro-Pal dell’anno scorso. Roma, il 4 ottobre, che pure come data lascia un po’ così, mica perché è venerdì ma perché mancano tre giorni alle commemorazioni per il pogrom di Hamas nel sud di Israele. Frega niente, tuttavia, ai manifestanti che scendono in piazza per la «Palestina libera» (da chi, da cosa? sta per diventare realtà la pax americana che riporterà gli ostaggi a casa e allenterà le operazioni delle Idf nella Striscia, che senso ha bloccare le città e mettere a ferro e fuoco interi quartieri?): ma qui, in Occidente, non solo in Italia, da anni va così e va, cioè, che nel sacro nome di Gaza vale qualsiasi mobilitazione.

È questo il clima che si respira all’Esquilino. Sono le nove di sera, il grosso del serpentone che, più o meno consapevolmente, ha riempito il pomeriggio coi soliti slogan dal-fiume-a-mare si è disperso, un gruppetto di circa cento persone è appena stato intercettato dalla digos in via Lanza. Le forze dell’ordine intendono identificare uno per uno questi ragazzotti che hanno tutti il volto coperto (o da una sciarpa o da un cappuccio) e che reagiscono all’istante. D’altronde basta un niente, nel mondo moderno, qualche messaggino su whatsapp, il passaparola dei social network, un paio di telefonate col cellulare e, se ce n’è l’occasione, il megafono vecchia scuola: chi è ancora per strada sente l’invito a presenziare in via Merulana, l’intento è di raggiungere i palazzi delle istituzioni. Si presenteranno in 5mila (per dire il potere della comunicazione) e, una volta arrivati lì, le tre ore che seguiranno saranno di quelle al limite della guerriglia urbana. Strade occupate, caos, baccano, “posti di blocco” che non sono sufficienti per fare da argine.

Tra di loro, tra i 5mila, ci sono G. M., che è un 38enne bolognese, e M. R., un giovanotto di 19 annidi Padova. Passano i minuti, tre quarti d’ora dopo «un gruppo di facinorosi» (l’espressione è nei verbali ufficiali) viene segnalato in via Santa croce in Gerusalemme. Sarà il nome difficile da mandar giù per chi ha passato le ultime ore a prendersela col “nemico sionista”, sarà l’adrenalina del momento, sarà che il copione sembra già scritto e non da adesso, fatto sta che i militari, quando intervengono, vengono linciati con qualsiasi genere di oggetto a disposizione. C’è un bar, ed è nel dehor che il 38enne (lo si vede da un video le cui immagini sono pubblicate dal quotidiano romano Il Messaggero), felpa nera tirata sulla testa e jeans, agguanta una sedia. Dietro di lui ci sono tre agenti i quali, stando alla ricostruzione dei pm, riescono «a evitarne l’impatto» per un pelo. A questo punto loro (i poliziotti) lo inseguono (il bolognese), lo bloccano e lo ammanettano.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47064670]]

 

Tutto attorno continua il frastuono con bottiglie per aria, petardi, fumogeni, vetrine in frantumi, cassonetti usati a mo’ di barricate e incendiati, idranti, bombe carta, auto in fiamme: insomma, il classico epilogo dei “pacifici” cortei che parte della sinistra ci ha regalato sul Medioriente mentre la restante metà lo nega ancora spudoratamente. Qui semmai la faccenda è un tantino diversa perché G. M. (e anche il padovano) finisce al vaglio della magistratura e se uno, il più giovane, andrà a processo a maggio, l’altro, quello più adulto, in questi giorni, da questa vicenda, ne esce lindo e pulito. La nona sezione del tribunale penale di Roma, infatti, lo ha appena assolto da qualsiasi capo d’accusa per quel dì e con due formule pienissime: perché «il fatto non sussiste» e perché «il fatto non costituisce reato». Il suo avvocato, durante le conclusioni, ha sostenuto che la sedia scagliata secondo la procura non era in verità stata lanciata ma semplicemente posta come ostacolo per impedire un inseguimento che al 38enne sembrava immotivato. Tra l’altro, ha aggiunto, in quell’episodio, il suo assistito ha rimediato pure una manganellata in testa. In aula, mentre il collegio giudicante legge il verdetto, invece, sono presenti alcuni agenti che rimangono stupefatti. Non commentano, non rilasciano dichiarazioni: ma la loro espressione è inequivocabile. G. M., dal canto suo, quelle accuse (per il lancio di alcune bottiglie e per il lancio della sedia che si traducono in contestazioni per violenza e resistenza a pubblico ufficiale) le ha sempre respinte, come ha respinto (precedentemente) una proposta di patteggiamento. Tanto per essere chiari: il sostituto Giorgio Orano aveva chiesto una condanna a due annidi carcere senza il beneficio della sospensione della pena. I giudici gli hanno detto di no.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47119470]]

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti