Presunti fondi ad Hamas, la Procura ricorre in Cassazione per tentare di far rientrare gli atti israeliani
- Postato il 9 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. La Procura di Genova ha depositato ricorso in Cassazione contro due delle tre scarcerazioni decise dal tribunale del Riesame nei confronti di alcuni degli indagati arrestati a fine dicembre per presunti finanziamenti ad Hamas.
I pm Luca Monteverde e Marco Zocco hanno deciso di ricorrere contro la scarcerazione di Khalil Abu Deiah, 62enne residente a Milano e custode dell’associazione La Cupola D’Oro e contro quella di Raed Al Sahalat, 48 anni, esponente della comunità islamica fiorentina. Il primo, che è anche l’unico degli arrestati che aveva scelto di parlare con il pm, non è considerato un appartenente ad Hamas, ma un fiancheggiatore esterno. E’ stato scarcerato per assenza di gravi indizi, ma per l’accusa le motivazioni del Riesame sarebbero state contraddittorie. Il ricorso contro Raed Al Salahat, scarcerato dal Riesame perché sarebbero far l’altro emersi errori nelle trascrizioni audio delle intercettazioni, è per l’accusa soprattutto un’occasione per far esprimere la Suprema Corte sull’utilizzabilità o meno della documentazione proveniente da Israele. Tra le ragioni della scarcerazione del 48enne infatti ci sarebbe proprio l’assenza di gravi indizi dovuta all’esclusione di tutta la documentazione arrivata da Tel Aviv.
Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti escluso l’utilizzabilità dei file in quanto anonimi, ma non ha chiarito se la questione possa o meno essere sanata per esempio interrogando il funzionario dei servizi segreti israeliano indicato come Avi, che ha curato l’analisi dei materiali trovati sul campo di battaglia.
Per le difese degli indagati, quei documenti non possono essere utilizzati in quanto, oltreché anonimi, sarebbero stati raccolti dall’esercito o dall’intelligence israeliana senza nessuna possibilità di verifica. Per la Procura invece sulla base di una serie di accordi di cooperazione internazionale contro il terrorismo, possono essere utilizzati in un procedimento penale.
I difensori di Mohammad Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji (assistiti fra gli altri dagli avvocati Fabio Sommovigo, Dario Rossi, Emanuele Tambuscio, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah) hanno depositato a loro volta ricorso in Cassazione per chiederne la scarcerazione dei loro assistiti.
Mercoledì 11 febbraio intanto davanti al Riesame del tribunale di Genova si terrà l’udienza dopo il ricorso presentato dagli avvocati contro i sequestri effettuati dalla Digos nel corso degli arresti e delle perquisizioni.